2014 · Turismo
1° Rapporto sulla percezione delle destinazioni turistiche italiane
Il primo rapporto sulla percezione delle destinazioni turistiche italiane nella conversazione online.
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Sociometrica (2014). 1° Rapporto sulla percezione delle destinazioni turistiche italiane. https://www.sociometrica.it/research/percezione-destinazioni-2014
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Pagina 1 — PDF originale
1.
RAPPORTO
SULLA
PERCEZIONE
DELL’ITALIA
TURISTICA
ANALISI
SEMANTICA
DEI
POST
IN
LINGUA
INGLESE
PUBBLICATI
SUI
SOCIAL
MEDIA
SOCIOMETRICA
/
EXPERT
SYSTEM
RAPPORTO
A
CURA
DI
ANTONIO
PREITI
TECNOLOGIA
SEMANTICA
COGITO
© EXPERT SYSTEM
LUGLIO
2014
Pagina 2 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
2
INDICE:
1.
TURISMO
E
BIG
DATA
4
2.
VINCE
L’ITALIA
BORGHIGIANA
6
3.
MIGLIORA
L’IMMAGINE
DEL
PAESE
9
4.
L’ECCEZIONE
ITALIANA
18
5.
GLI
ALTI
E
BASSI
DEI
SERVIZI
26
6.
Il
RANKING
DESTINAZIONI
TURISTICHE
34
7.
EMOZIONI,
INDUSTRIA
E
PRIMATO
ITALIANO
42
luglio
2014
2
Pagina 3 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
3
Il
presente
rapporto
sintetizza
l’attività
di
un
gruppo
di
lavoro
congiunto
di
Sociometrica
e
di
Expert
System,
diretto
da
Antonio
Preiti
e
Filippo
Nardelli.
luglio
2014
3
Pagina 4 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
4
1.
TURISMO
E
BIG
DATA
Siamo
abituati
a
parlare
noi
residenti,
dei
desideri
degli
ospiti,
dei
turisti,
insomma
dei
desideri
degli
altri.
Siamo
abituati
a
pensare
il
loro
pensiero,
e
a
sovrapporre
la
nostra
mente
alla
loro.
Il
loro
pensiero
è
però
loro;
e
vale
la
pena
di
conoscerlo
attingendo
alla
fonte
diretta,
senza
filtri
e
senza
interferenze,
delle
loro
parole.
Così
abbiamo
cercato
di
fare,
utilizzando
le
tecnologie
digitali
che
oggi
sono
disponibili.
Nel
testo
sono
presentati
i
risultati
dell’analisi
semantica
realizzata
da
Sociometrica
con
Expert
System,
attraverso
la
tecnologia
Cogito©,
sulla
base
di
570.000
post
in
lingua
inglese,
pubblicati
sui
social
media
da
persone
che
sono
state
in
vacanza
nel
nostro
paese
negli
ultimi
quattro
mesi.
L’ultima
rilevazione
è
del
1.
Luglio
2014.
L’analisi
semantica
consiste
nella
classificazione
e
interpretazione
di
“testi
non
strutturati”,
come
si
chiamano
-‐
in
senso
tecnico
-‐
i
post
che
chiunque
pubblica
sui
social
media.
Per
ogni
post
la
tecnologia
individua
i
concetti
chiave
che
lo
compongono
e
ne
valuta
il
“mood”,
o
sentimento
che
si
evince
dalla
lettura.
Il
quale
può
essere
positivo,
negativo
o
neutro.
I
giudizi
sono
riportati
su
una
scala
da
0
a
100,
dove
al
numero
massimo
corrisponde
ovviamente
la
migliore
valutazione.
Non
c’è
ancora
abbastanza
storia
e
sedimentazione
di
analisi
di
questo
genere,
ma
convenzionalmente
un
giudizio
è
ritenuto
positivo
quando
supera
i
60
punti
e
negativo
quando
è
sotto
i
30.
Oltre
al
giudizio
sintetico
sulla
scala
da
0
a
100,
l’analisi
permette
di
individuare
i
concetti
che
individuano
l’area
su
cui
poi
vengono
espressi
i
giudizi.
In
sostanza
l’analisi
semantica
ci
permette
di
individuare
gli
argomenti
di
cui
i
turisti
parlano,
cioè
di
cosa
occupa
la
loro
attenzione
e
provoca
le
loro
emozioni,
e
dare
un
giudizio
sintetico
del
sentimento
che
vi
è
espresso,
includendo
anche
le
ragioni
su
cui
è
fondato
quel
giudizio.
Il
passaggio
necessario
della
cultura
turistica,
alla
fine,
è
proprio
in
questo
capovolgimento
del
punto
d’osservazione:
dal
nostro
al
loro.
Finora
gli
strumenti
a
disposizione
erano
sostanzialmente
le
indagini
del
settore
turistico
che
parlavano
in
tondo,
erano
auto-‐referenti,
e
non
riuscivano
a
cogliere
la
reale
percezione
dei
turisti,
che
per
definizione
cambiano
continuamente
e
si
frammentato
in
tantissimi
rivoli.
Come
cogliere
tutta
questa
varietà,
questi
umori,
quando
l’oggetto
della
ricerca
è
sfuggente,
mutevole,
molecolare?
luglio
2014
4
Pagina 5 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
5
La
rivoluzione
digitale,
di
cui
uno
dei
pilastri
sono
proprio
le
recensioni
e
i
commenti
su
internet
delle
impressioni
di
viaggio,
permette
oggi
un’osservazione
molto
diretta
dell’esperienza
del
viaggio
e
della
vacanza.
La
difficoltà
sta
nel
mettere
insieme
le
migliaia
e
migliaia
di
post,
commenti,
messaggi
che
ogni
minuto
sono
inviati
dai
luoghi
più
disparati.
La
tecnologia
oggi
permette
di
raccogliere
queste
voci,
per
tentare
di
darne
conto,
di
tracciare
un
profilo,
un’identità
collettiva.
È
qui
che
l’analisi
semantica
diventa
fondamentale.
È
con
questa
tecnologia
che
una
mole
impressionante
di
testi
può
essere
analizzata,
sintetizzata
in
maniera
compatta,
plausibile,
efficace.
È
il
mondo
dei
big
data,
che
riesce
a
indicizzare,
cioè
a
mettere
ordine
in
un’infinita
successione
di
testi,
di
comportamenti,
di
suggestioni,
che
altrimenti
darebbe
la
sensazione
del
pulviscolo,
di
qualcosa
difficile
da
afferrare.
Sebbene
sia
pulviscolo,
nel
suo
sedimentarsi
crea
percezione,
perché
oramai
chiunque
si
accinga
a
fare
una
vacanza
si
rivolge
a
internet,
proprio
per
trovare
quelle
impressioni,
quei
giudizi,
senza
i
quali
oggi
sembra
diventato
difficile
scegliere
dove
andare.
La
tecnologia
semantica
analizza
ogni
post,
lo
riduce
ai
suoi
concetti
chiave
e
poi
misura,
quando
vi
siano
gli
elementi,
il
sentiment
o
mood
che
lì
vi
si
esprimono.
Non
ci
sono
categorie
“a
priori”.
Lì
ci
sono
solo
persone
con
le
loro
esperienze
e
il
messaggio
che
trasmettono.
L’analisi
semantica
permette
una
meta-‐lettura
delle
impressioni,
perché
ci
dice
di
cosa
parlano,
come
ne
parlano
e
quale
sentimento
se
ne
può
estrarre
dal
testo.
È
una
cosa
preziosa,
perché
è
la
premessa
di
ogni
empatia,
che
è
la
vera
guida
per
chi
davvero
vuole
avere
successo
nell’industria
dell’ospitalità,
e
si
basa
sulla
conoscenza
e
lo
studio
delle
sensazioni
altrui.
Il
turismo
è
un’attività
totalmente
soggettiva:
nessuno
è
costretto
a
entusiasmarsi
per
qualcosa
che
dovrebbe
teoricamente
entusiasmarlo;
nessuno
è
costretto
a
plasmare
i
propri
sentimenti,
secondo
quello
che
vuole
la
promozione
turistica
pubblica;
nessuno
è
costretto
a
gioire
o
a
patire
secondo
criteri
altrui.
Per
questo
conoscere
il
vero
pensiero
dei
turisti
è
decisivo.
Perché
conta
quello
che
vedono
loro,
che
percepiscono
loro,
non
quello
che
dovrebbero
percepire
e
vedere
e
capire,
secondo
la
nostra
volontà
e
il
nostro
distorto
punto
d’osservazione.
luglio
2014
5
Pagina 6 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
6
2.
VINCE
L’ITALIA
BORGHIGIANA
L’analisi
semantica
costringe
a
un
lavoro
serrato
di
interpretazione
dei
suoi
risultati.
Non
c’è
alla
sua
base
un
questionario
che
imposti
le
scelte,
le
restringa
e
poi
le
misuri.
E’
qualcosa
di
ben
più
complesso,
perché
non
solo
ci
sono
da
interpretare
i
risultati
quantitativi,
ma
è
anche
necessario
cercare
le
sfumature,
andare
oltre
le
parole
in
senso
letterale,
capire
le
connessioni.
L’Italia
ha
una
serie
molto
grande
di
sfaccettature,
che
ritroviamo
nei
post
dei
turisti.
Dell’Italia
amano
la
sua
particolarità
rispetto
al
resto
del
mondo.
Amano
il
carattere
italiano,
lo
stile
italiano,
non
solo
quello
che
poi
si
sintetizza
nei
brand
di
successo,
quanto
alcune
sue
“istituzioni”
che
resistono
alla
prova
del
tempo
e
sono
perennemente
considerate
di
valore.
Qualcuno
potrà
pensare
che
amano
la
parte
più
ovvia
dell’Italia,
o
i
suoi
elementi
meno
modernizzanti,
ma
quel
che
attrae
non
è
necessariamente
la
similitudine,
ma
l’unicum,
quello
che
si
trova
solo
in
quel
paese,
in
quella
città:
è
questo
spessissimo
il
“movente”
del
viaggio.
Si
cerca
quello
che
si
trova
già
nel
proprio
immaginario
turistico.
Naturalmente,
non
è
detto
che
se
fossero
stati
post
di
cinesi
o
di
altre
nazioni
asiatiche
ad
essere
analizzati
avremmo
gli
stessi,
identici
risultati;
sicuramente
no,
ma
questi
sono
quelli
in
lingua
inglese,
quelli
più
universali
e
di
maggior
valore.
L’Italia
turistica
è
promossa
a
pieni
voti
nel
suo
complesso.
Il
valore
dell’indicatore
generale
è
di
77
punti,
ben
oltre
la
“sufficienza”
dei
60
punti.
Fra
i
vari
elementi
che
compongono
il
bouquet
dell’offerta
turistica
nazionale,
l’elemento
vincente
è
la
ristorazione
e
tutto
il
mondo
che
vi
gira
intorno.
Nell’insieme
di
tutti
gli
elementi
che
compongono
la
variegata
offerta
turistica
del
nostro
paese,
gli
ospiti
stranieri
hanno
fatto
la
loro
migliore
esperienza
proprio
in
questo
ambito.
La
ristorazione
è
naturalmente
correlata
alla
cucina,
e
anche
al
vino,
che
sono
altri
due
elementi
correlati
alla
ristorazione.
Tra
i
molti
aggettivi
impiegati
per
descrivere
la
bontà
della
nostra
ristorazione,
forse
due
meritano
una
sottolineatura
particolare:
“reasonable”
e
“worth”.
Nei
post
si
legge
infatti
la
sorpresa
di
poter
mangiar
bene,
e
perciò
essere
soddisfatti,
anche
spendendo
poco
e
ottenendo
molto
con
(relativamente)
poco.
Nel
mondo
della
ristorazione
sono
inclusi,
in
qualche
mondo,
anche
i
bar,
che
si
collocano
tra
i
fattori
che
regalano
le
migliori
esperienze.
E
i
bar
si
accompagnano
spesso
alle
pasticcerie,
altro
elemento
che
caratterizza
l’offerta
di
gusto
nel
nostro
paese.
luglio
2014
6
Pagina 7 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
7
Dopo
la
ristorazione
ci
sono
altri
due
elementi
del
nostro
paesaggio,
le
piazze,
per
quello
urbano
e
le
spiagge,
per
quello
naturale.
Se
le
spiagge
italiane
non
hanno
caratteristiche
in
sé
troppo
peculiari,
piace
però
la
loro
varietà,
il
fatto
che
ve
ne
siano
di
facili
(con
molta
sabbia
e
fondali
bassi)
e
di
ardite
(con
scogli
e
fondali
alti),
magari
a
poca
distanza
tra
loro.
Piace
molto
la
piazza,
un
elemento
che
connota
l’Italia
in
quanto
tale,
sia
in
senso
storico
che
in
quello
urbano.
Della
piazza
piace
la
libertà,
il
fatto
che
la
si
possa
“usare”
come
meglio
si
crede,
e
senza
troppe
regole
(e
gratuitamente).
Sì
perché
ci
si
sorprende,
davanti
a
piazze
storiche
e
bellissime,
che
non
vi
sia
un
biglietto
da
pagare.
Ma
piace
anche
il
fatto
che
delineino
uno
stile
di
vita,
delle
relazioni
umane,
del
modo
di
essere
degli
italiani.
Le
piazze
sono
quell’imitazione
della
realtà
psicologica
italiana,
che
appunto
si
ritrova
fisicamente
proprio
al
loro
interno.
Piace
naturalmente
anche
lo
shopping,
soprattutto
per
le
innumerevoli
occasioni
che
presenta
e
si
evince
un
sentimento
analogo
a
quello
registrato
per
la
ristorazione:
il
fatto
che
anche
spendendo
poco,
si
possa
trovare
ampia
soddisfazione
nel
consumo,
nel
primo
caso
del
cibo,
e
nel
secondo
dell’abbigliamento
e,
soprattutto,
delle
scarpe.
A
pensarci
bene
le
piazze,
i
bar,
i
ristoranti,
le
pasticcerie,
ma
anche
lo
shopping
rievocano
l’Italia
dei
borghi,
quell’Italia
che
si
perpetua,
talvolta
anche
in
maniera
prospera,
nell’era
moderna.
Talvolta
si
tratta
di
borghi
nel
senso
stretto
della
parola,
talaltra
si
tratta
di
un
pensiero
del
borgo
che
si
ritrova
magari
nel
centro
storico
ben
delimitato
di
una
città,
o
semplicemente
nella
sua
configurazione
urbanistica.
La
sensazione
che
dell’Italia
piaccia
proprio
la
sua
faccia
borghigiana,
si
ritrova
scorrendo
la
classifica
delle
destinazioni
turistiche
che
regalano
le
migliori
esperienze.
Al
primo
posto
c’è
Taormina,
che
naturalmente
per
raggiungere
la
posizione
di
vetta
ha
ancor
più
della
semplice
percezione
borghigiana,
ma
sicuramente
può
anche
essere
considerata
erede
della
cultura
borghigiana,
anche
se
si
trova
in
Sicilia
e
non
nel
centro
Italia,
dove
quella
cultura
si
è
meglio
espressa
nel
corso
della
storia
nazionale.
Taormina
è
piccola,
ha
una
posizione
geografica
unica,
ha
una
connotazione
culturale
rilevante,
un’eredità
storica
di
prim’ordine,
ha
la
qualità
della
cucina
e
i
riverberi
dell’antropologia
siciliana,
che
tanta
fascinazione
esercitano
sul
mondo
anglo-‐sassone.
Ma
Taormina
ha
anche
un’eccellente
offerta
alberghiera
e
una
grande
industria
dell’ospitalità
con
standard
internazionali.
Perciò
il
mix
evocazione
borghigiana
e
industria
dell’ospitalità,
sia
pure
dispiegate
nella
maniera
originale
che
la
destinazione
ha
saputo
comporre
nel
tempo,
appare
il
tratto
distintivo
che
ne
segna
il
primato.
La
stessa
percezione
di
destinazioni
che
vezzeggiano
il
cliente,
che
indulgono
alla
loro
idea
di
Italia,
che
creano
un
effetto
cocooning,
si
ritrovano
nel
Salento,
che
segue
al
luglio
2014
7
Pagina 8 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
8
secondo
posto
della
graduatoria.
Anche
nell’area
pugliese
si
ritrovano
tratti
borghigiani,
i
piccoli
paesi
che
presentano
eredità
storiche
rilevanti,
la
stessa
città
di
Lecce
con
la
sua
struttura
urbana
e
le
sue
testimonianze
dell’arte
che
hanno
segnato
la
sua
storia,
la
grande
qualità
della
cucina,
le
spiagge,
e
tutto
il
resto
già
descritto
per
la
Sicilia.
In
questo
senso
c’è
una
sorta
di
gemellaggio
ideale
tra
questa
parte
della
Puglia
e
la
parte
soprattutto
orientale
della
Sicilia.
Scorrendo
la
classifica
delle
destinazioni
balneari,
si
ritrovano
due
destinazioni
liguri
(Portofino
e
Santa
Margherita
Ligure)
e
poi
il
Garda,
la
Costa
Smeralda
e
poi
ancora
Amalfi,
Capri,
Forte
dei
Marmi
e
Tropea.
Il
tratto
comune
di
queste
scelte
è
che
non
si
tratta
di
località
balneari
in
senso
stretto,
ma
di
centri
urbani
di
una
qualche
preziosità
che
si
trovano
sul
mare.
Anche
quando
l’elemento
naturale
(il
mare,
le
spiagge)
sembra
prevalere,
nella
realtà
ciò
che
regala
le
migliori
soddisfazioni
è
il
soggiorno
in
località
che
hanno
sì
una
presenza
sul
mare,
ma
anche
una
spiccata
identità
urbana,
possibilmente
borghigiana.
Gli
schematismi
del
turismo
costringono
a
classificare
secondo
la
geografia,
e
tendono
a
separare
il
mare
dalle
città
d’arte,
in
maniera
anche
insensata,
perché
Amalfi,
Taormina,
Lecce
e
Tropea
sono
sicuramente
città
d’arte,
sebbene
piccole,
e
anzi
da
questa
connotazione
traggono
appunto
un
vantaggio
ragguardevole,
anche
di
fronte
a
destinazioni
“semplicemente”
balneari.
L’effetto-‐città
vince
anche
in
montagna,
anche
se
in
maniera
meno
spiccata:
in
vetta
(naturale
ambiguità
semantica
del
termine)
ci
sono
l’Alto
Adige
e
il
Trentino,
ma
tra
le
prime
cinque
destinazione,
ci
sono
due
“capitali”
della
montagna,
come
Courmayeur
e
Cortina
e
poi
Merano,
dove
l’effetto
borgo
si
fa
sentire
anche
fortemente,
sia
pure
in
“salsa”
tirolese.
Chi
pensa
che
ci
siano
errori
di
classificazione,
perché
qualche
volta
viene
citato
un
comune
specifico,
talaltra
una
provincia
intera
e
in
altre
ancora
aree
di
cui
non
si
conoscono
neppure
esattamente
i
confini
(Salento
e
Costa
Smeralda),
non
ha
inteso
a
sufficienza
la
novità
dell’indagine.
I
nomi
sono
quelli
scelti
da
chi
scrive
i
post,
non
da
chi
fa
le
interpretazioni.
Questo
significa
che
abbiamo
come
risultato
anche
la
vera
geografia
turistica
del
paese,
che
non
è
quella
delineata
dalla
pubblica
amministrazione,
ma
quella
che
c’è
dentro
la
mente
dei
viaggiatori.
Così
Merano
non
è
“Alto
Adige”,
ma
qualcosa
di
distinto,
almeno
come
percezione
turistica;
il
Garda
è
uno,
anche
se
appartiene
a
tre
regioni
diverse.
Questo
ci
induce
anche
a
considerare
che
in
realtà
le
destinazioni
turistiche
debbano
essere
pensate
come
brand,
ciascuna
con
la
sua
evocazione,
di
valori,
di
attese,
di
connotazioni.
Tutte
dettate
dalla
percezione
e
non
dall’essere
(“esse
est
percipi”),
insomma
sono
definite
da
chi
le
guarda
e
le
vive
dall’esterno,
non
da
chi
le
vive
e
le
definisce
dall’interno.
luglio
2014
8
Pagina 9 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
9
3.
CRESCE
L’IMMAGINE
DEL
PAESE
Quali
sono
gli
argomenti
di
cui
i
nostri
ospiti
parlano?
Quelli
che
immaginiamo,
sulla
storia
dell’arte
o
sull’esotismo
dei
prodotti
locali,
o
parlano
d’altro?
Analizzando
i
dati
che
emergono
dall’esame
delle
valutazioni
espresse
dai
turisti,
un
primo
punto
è
proprio
la
gerarchia
degli
argomenti
oggetto
dei
commenti.
La
maggioranza
(51,2%)
parla
soprattutto
di
trasporti,
su
come
muoversi
(Graf.
1).
Forse
non
ci
si
sofferma
mai
abbastanza
su
questo
elemento,
ma
è
del
tutto
naturale
che
in
viaggio
si
abbia
bisogno
di
molte
informazioni
proprio
sui
trasporti.
Le
informazioni
sulla
mobilità
non
sono
semplicemente
gli
orari,
i
servizi
previsti,
cose
per
nulla
scontate,
per
chi
non
conosce
la
città,
ma
come
raggiungere
un
luogo,
come
evitare
le
trappole
dell’assenza
d’indicazioni,
fattori
essenziali
per
un
viaggiatore
e
ne
determina,
spesso,
la
qualità
della
visita.
Si
tratti
dell’aeroporto,
o
dei
trasporti
locali,
o
della
metropolitana
o
dei
taxi,
questo
insieme
di
elementi
ha
un’incidenza
notevole
sul
vissuto
della
vacanza.
Storicamente
i
trasporti
e
il
turismo
sono,
dal
punto
di
vista
istituzionale,
mondi
separati,
nell’esperienza
reale
dei
turisti
sono
invece
molto
connessi.
Graf.
1
–
Categoria
degli
argomenti
trattati
luglio
2014
9
Pagina 10 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
10
Non
si
tratta
solo
d’informazioni
di
servizio,
quelle
che
emergono
dallo
scandaglio
dei
commenti,
ma
di
come
i
mezzi
di
trasporto,
la
loro
qualità,
la
loro
puntualità
e
la
loro
congruità,
influisca
sul
tenore
del
viaggio.
È
difficile
pensare
che
un
viaggio
andato
storto,
per
una
qualunque
ragione,
non
si
riverberi
poi
nel
distorcere
le
sensazioni
altrimenti
diverse,
e
poi
nel
bilancio
complessivo
della
vacanza.
La
crucialità
del
trasporto,
della
mobilità,
così
come
avviene
nei
fatti,
è
molto
trascurata
quando
si
parla,
dal
lato
della
promozione
pubblica
e
delle
politiche
turistiche,
della
qualità
attesa
di
una
vacanza.
Dopo
la
questione
della
mobilità,
il
secondo
argomento
d’interesse
è
rappresentato
dalla
cultura,
dall’arte
e
dall’entertainment,
con
l’11,7
%.
Rientrano
perciò
in
questa
categoria
i
musei,
le
attrazioni
culturali
e
gli
spettacoli.
Al
terzo
posto
ci
sono
le
questioni
legate
al
lavoro
e
al
commercio,
allo
shopping,
con
il
5,0
%.
Sono
le
informazioni
molto
varie,
anche
relative
all’acquisto
dei
prodotti,
alla
ricerca
di
opportunità
d’acquisto
o
anche
dove
trovare
qualcuno
che
faccia
un
certo
lavoro,
una
riparazione,
un
intervento
di
qualsivoglia
genere.
Insomma
questioni
eminentemente
pratiche.
Al
quarto
posto,
con
il
4,9
%
vi
è,
con
qualche
sorpresa,
ma
a
leggere
queste
pagine
la
sorpresa
dovrebbe
essere
minore,
il
mondo
di
internet
(la
disponibilità
di
applicazioni,
quali
usare,
dove
trovare
i
punti
d’accesso
al
wi-‐fi,
le
guide
digitali).
Dato
il
rapido
processo
di
digitalizzazione
di
tutto
il
settore
dell’industria
dell’ospitalità,
questo
settore
di
offerta
e
domanda
d’informazioni
appare
crescere
d’importanza.
Ci
si
aspetta
non
solo
di
trovare
il
collegamento
on
line
dappertutto,
ma
anche
di
poter
prenotare
un
ingresso
al
museo,
cambiare
una
prenotazione,
avere
informazioni
in
tempo
reale
sui
trasporti,
ottenere
guide
digitali
e
così
via.
Al
quinto
posto
con
il
4,5
%
arriva
la
prima
nota
critica
e
si
riferisce
alla
criminalità,
ai
furti,
al
pericolo
di
subire
aggressioni,
insomma
la
questione
della
sicurezza.
La
soglia
riscontrata
per
questo
genere
di
comenti
è
abbastanza
elevata.
L’attenzione
verso
la
sicurezza
è
una
spia
molto
importante,
perché
oltre
una
certa
soglia
la
sua
influenza
è
totale.
Nel
mondo
del
turismo
la
sensazione
di
insicurezza
personale
è
asimmetrica,
nel
senso
che
superato
un
dato
livello,
la
destinazione
viene
cancellata
e
non
serve
che
sia
bilanciata
dalle
qualità
culturali
o
di
altra
natura
che
quel
paese
potrebbe
vantare.
Al
sesto
posto
ci
sono
le
informazioni
su
singoli
beni
di
consumo,
dove
trovarli,
quali
caratteristiche
hanno
e
così
via.
Al
settimo
posto
c’è
la
politica
in
senso
ampio,
luglio
2014
10
Pagina 11 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
11
commentata
dal
3,0
%.
Anche
quest’aspetto
è
forse
inatteso,
ma
del
tutto
comprensibile:
una
volta
che
si
stia
visitando
un
paese,
si
è
naturalmente
colpiti
da
tanti
aspetti,
molti
dei
quali
hanno
a
che
fare
con
le
sue
caratteristiche
generali,
perciò
è
naturale
che
poi
trovino
spazio
nei
commenti.
Gli
argomenti
possono
essere
osservati
non
solo
in
maniera
sintetica,
come
si
è
fatto
adesso,
ma
possono
essere
anche
dislocati
su
una
“nuvola
semantica”
(Graf.
2)
per
vederne
le
vicinanze
di
senso
e
le
connessioni.
Se
ad
esempio
mettiamo
Italia
(“Italy”)
al
centro
della
“nuvola”,
più
grandi
sono
i
termini,
più
quel
nome
è
citato
nei
post;
più
vicino
è
al
centro,
più
vi
è
connesso.
La
cosa
che
colpisce
di
più
in
questo
grafico
è
la
presenza
di
Firenze
(Florence),
di
Roma
(Rome)
e
di
Venezia
(Venice)
e
di
nessun
altra
destinazione.
Questo
significa
che
sul
piano
della
percezione
del
viaggio
in
Italia
le
tre
città
racchiudono
gran
parte
della
costruzione
del
suo
senso,
perché
quantitativamente
sono
citate
di
gran
lunga
più
delle
altre
e,
come
si
dice,
connotano
il
Paese
e
statisticamente
ne
determinano
l’immagine.
Agli
occhi
dei
nostri
ospiti,
le
tre
città
sono
pari
e
stanno
dentro
lo
stesso
bouquet.
Graf.
2
–
Nuvola
delle
connessioni
semantiche
Intorno
al
concetto
di
Italia,
i
termini
più
utilizzati
sono:
hotel,
viaggio,
biglietto,
Venezia,
tempo
inteso
come
meteo,
e
tempo
inteso
come
cose
da
fare
nel
tempo,
o
tempo
per
arrivare
in
un
luogo,
e
poi
cibo,
auto
e
poco
altro.
Questo
non
significa
che
il
resto
non
sia
importante,
ma
che
in
termini
quantitativi
questo
è
il
tipo
di
informazioni
che
alimenta
buona
parte
delle
comunicazioni
postate
sui
social
media.
Sono
le
informazioni
pratiche
che
dominano,
com’è
anche
naturale
che
sia.
luglio
2014
11
Pagina 12 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
12
Sempre
riguardo
alle
tre
grandi
città
d’arte,
occorre
aggiungere
che
il
rapido
ammodernamento
dei
collegamenti
ferroviari,
quasi
da
treno
metropolitano,
tra
Roma,
Firenze
e
Venezia
ha
completato
la
precezione.
Nel
senso
che
oggi
è
quasi
indifferente
dormire
in
una
delle
tre
città
e
visitare
le
altre.
Insomma
l’integrazione
turistica
delle
tre
città
l’hanno
fatta
i
turisti,
con
i
loro
comportamenti
di
fatto.
L’Italia
turistica,
come
detto,
è
promossa
dai
turisti
stranieri.
Il
valore
medio
di
77,
nella
scala
a
100,
è
quello
che
ottiene
la
nostra
offerta
turistica
valutata
nel
suo
complesso
(Graf.
3).
Non
c’è
qui
la
possibilità
di
fare
paragoni
con
analoghe
indagini
riferite
ad
altri
paesi,
ma
il
giudizio
è
nettamente
positivo,
avendo
di
molto
superato
il
livello
di
60
punti,
convenzionalmente
stabilito
come
soglia
minima
per
esprimere
valutazioni
positive.
I
concetti
che
contribuiscono
maggiormente
a
costruire
i
giudizi
positivi
sono
ripresi
naturalmente
dal
linguaggio
comune:
“good”,
perché
si
tratta
di
una
visita
buona,
appagante,
bella;
“great”,
grande,
importante,
molto
sodisfacente;
“thankfully”,
amabile,
gentile,
compiacente;
“enjoy”,
divertente,
felice;
“nice”,
carina,
attraente.
In
qualche
caso
si
arriva
pure
a
definire
il
paese
“wonderful”,
meraviglioso
ed
“excellent”.
Si
ricorda
che
l’ordine
delle
parole,
e
la
loro
dimensione
dei
caratteri,
sono
in
diretta
correlazione
con
la
quantità
di
volte
che
il
concetto
viene
espresso.
Graf.
3
–
Percezione
generale
dell’Italia
turistica
I
concetti
sintetici
che
contribuiscono
a
formare
il
lato
negativo
della
bilancia
sono:
“expensive”,
costosa,
con
prezzi
elevati;
“cheap”,
cioè
povera,
deludente;
“difficult”,
che
indica
la
circostanza
di
incontrare
talvolta
(o
spesso,
a
seconda
di
chi
li
valuta
in
maniera
luglio
2014
12
Pagina 13 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
13
più
critica)
problemi
nel
corso
della
visita;
“wait”,
che
mette
in
luce
come
ci
siano
troppe
code
da
affrontare
e
in
genere
una
situazione
di
organizzazione
dell’offerta
non
veloce
o
comoda
abbastanza,
come
sarebbe
d’attendere;
“crowded”,
affollata,
confusa
e
“miss”,
mancante
di
qualcosa,
deludente
rispetto
alle
attese.
Si
tratta,
per
altro,
delle
situazioni
tipiche
negative
in
cui
un
turista
ha
un’alta
(o
bassa,
a
seconda
dei
casi)
probabilità
di
trovarsi
nel
corso
del
suo
viaggio
in
Italia
Ci
sono
alcuni
termini
da
considerare
con
attenzione,
perché
indicano
degli
aspetti
critici
e
specifici,
magari
inattesi,
come
quelli
legati
alla
ricorrenza
del
termine
di
“turisty”.
La
“y”
finale
da
un
senso
negativo
a
quel
che
si
definirebbe,
con
termine
neutro,
“touristic”.
Insomma,
indica
quella
valutazione
che
noi
Italiani
diamo
quando
ci
riferiamo
a
qualcosa
che
ci
sembra
non
autentico.
Se
il
termine
viene
usato
dagli
Italiani,
va
male,
ma
fino
a
un
certo
punto,
ma
se
la
stessa
accusa
arriva
dai
turisti,
vuol
dire
che
la
dozzinalità
è
intesa
anche
da
loro,
e
non
solo
da
noi.
Perciò
diventa
un
corto
circuito
negativo.
Ecco
un
aspetto
da
cambiare
e
che
attiene
all’offerta
turistica
in
sé
e
per
sé.
Come
si
vede,
le
parole
impiegate
sono
di
linguaggio
comune,
espressioni
che
s’incontrano
spesso,
non
sono
categorie
astratte,
ma
danno
il
senso
esatto
del
vissuto,
in
questo
caso
negativo,
dell’esperienza
di
un
viaggio
in
Italia.
Non
è
un
giudizio
“oggettivo”
sulle
cose,
ma
quello
che
si
ricava
dall’esperienza
della
singola
persona
rispetto
alla
circostanza
in
oggetto.
Se
la
percezione
generale
dell’Italia
turistica
arriva
a
77
punti,
è
utile,
naturalmente
considerando
un
altro
universo
di
riferimento,
considerare
qual
è
l’immagine
del
paese
nel
suo
insieme,
a
prescindere
dalle
percezioni
turistiche.
Quando
viene
considerato
il
Paese
nella
sua
interezza,
espunto
dai
suoi
aspetti
turistici,
allora
il
giudizio
dei
nostri
ospiti
è
meno
positivo,
fermandosi
l’indicatore
al
valore
di
64
punti,
di
13
punti
inferiore
(Graf.
4)
e
appena
sopra
la
soglia
dei
60
punti,
convenzionalmente
indicata
come
il
valore
minimo
da
conquistare
per
parlare
di
sentimento
positivo.
luglio
2014
13
Pagina 14 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
14
Graf.
4
–
Percezione
generale
dell’Italia
nel
suo
complesso
La
notizia
però
non
è
tanto
questa
(è
evidente
che
chi
si
trova
in
Italia
per
vacanze,
come
succederebbe
per
qualunque
paese,
è
portato
a
vedere
e
vivere
i
suoi
aspetti
migliori),
ma
che
la
percezione
del
paese
è
nettamente
migliorata
nelle
ultime
settimane.
Nel
mese
di
febbraio
era
a
61
punti,
appena
sopra
la
soglia
positiva,
per
scendere
poi
di
qualche
punto
e
risalire
proprio
la
fine
di
giugno
al
valore
76.
Perciò
se
il
valore
è
calcolato
per
tutti
e
quattro
i
mesi,
ci
si
ferma
appunto
al
valore
64,
ma
se
il
valore
è
calcolato
per
l’ultima
settimana
considerata
(tra
giugno
e
luglio)
si
arriva
al
valore
76,
cioè
pressoché
pari
a
quello
della
percezione
dell’Italia
turistica.
Un
valore
che
se
confermato
nelle
prossime
settimane
sarebbe,
questa
volta
sì,
una
grande
notizia.
Nel
mondo
ideale
la
percezione
del
paese
turistico
coincide
con
quella
generale,
perché
significherebbe
che
non
ci
sarebbe
differenza
nella
qualità
di
percezione
tra
residenti
e
ospiti.
Significherebbe
anche
un
paese
più
“trasparente”,
perché
vorrebbe
dire
che
l’essere
stranieri
non
costituisce
un
ostacolo
per
poter
ottenere
quanto
di
desidera.
luglio
2014
14
Pagina 15 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
15
Graf.
5
–
Percezione
generale
del
paese
da
aprile
a
luglio
2014
Quando
si
analizzano
i
giudizi
che
si
riferiscono
all’interezza
del
Paese
(Graf.
4),
i
termini
negativi
crescono.
Anzi,
il
termine
prevalente
è
quello
di
“problem”,
nel
senso
che
c’è
la
percezione
di
essere
in
un
paese
alle
prese
appunto
con
grandi
problemi.
Ma
forse
il
termine
ancora
peggiore
è
quello
secondo
in
graduatoria,
di
“lose”,
del
fatto
che
stia
perdendo
attrattività,
forza,
affidabilità.
Questo
concetto
va
di
concerto
con
il
termine
di
“fall”,
inteso
come
caduta,
declino,
discesa
nella
scala
del
valore.
Sono
presenti
anche
termini
ben
più
pesanti:
si
riferiscono
alla
sensazione
di
mancanza
di
sicurezza,
come
“kill”,
correlato
alla
criminalità
e
alla
cronaca
quotidiana.
Nel
lato
positivo
della
bilancia,
che
per
fortuna
è
prevalente
e
crescente,
abbondano,
invece,
i
termini
che
abbiamo
già
visto
riferiti
all’Italia
turistica,
come
la
bellezza,
la
piacevolezza,
il
valore,
il
senso
(ancora)
di
felicità
che
emana
l’Italia,
il
fatto
che
si
tratti
di
un
paese
speciale
e
ricco
di
opportunità.
luglio
2014
15
Pagina 16 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
16
Come
si
vede,
sia
quelli
positivi
che
quelli
negativi
riprendono
il
linguaggio
comune,
com’è
ovvio.
Sono
desunti
dai
testi
che
ognuno
scrive
senza
che
abbia
in
mente
di
dare
direttamente
un
giudizio
sul
paese,
sono
sensazioni
comunicate
ad
altri,
impressioni,
percezioni.
Il
loro
valore,
oltre
che
per
l’autenticità,
sta
proprio
in
questa
immediatezza,
in
questa
riduzione
sintetica
del
proprio
pensiero
e
della
propria
emozione.
Gli
argomenti
di
cui
si
parla,
quando
si
parla
d’Italia
in
questo
momento
sono
la
politica
e
la
cultura
(Graf.
6).
Al
terzo
posto
c’è
l’informazione
sulla
criminalità
organizzata
e
comune,
seguono
poi,
a
una
certa
distanza
i
problemi
del
trasporto
(Alitalia
soprattutto),
i
problemi
del
lavoro
(disoccupazione
leggi
di
riforma),
quelli
della
sanità
e
così
via.
Insomma
è
una
gamma
molto
ampia.
E’
importante
sottolineare
che
la
politica
è
in
grande
crescita
e,
rispetto
ad
altri
paesi,
c’è
una
minore
attenzione
verso
le
questioni
internazionali
e,
purtroppo,
una
ben
maggiore
attenzione
sulle
questioni
della
legalità.
Graf.
6
–
Argomenti
principali
collegati
all’immagine
dell’Italia
Un’ultima
annotazione
rispetto
alle
fonti
di
queste
informazioni.
In
questo
caso
(nel
giudizio
generale
sull’Italia)
le
fonti
non
sono
i
social
media,
come
nel
caso
del
turismo,
ma
i
media
dei
quotidiani
più
importanti:
il
Guardian,
la
BBC,
il
New
York
Times,
il
Washington
Post,
l’Indipendent
(Graf.
7)
e
così
via.
luglio
2014
16
Pagina 17 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
17
Graf.
7
–
Fonti
di
informazione
principali
per
l’analisi
semantica
luglio
2014
17
Pagina 18 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
18
3.
L’ECCEZIONE
ITALIANA
Tornando
alle
questioni
turistiche
specifiche,
si
tratta
di
sottolineare
ancora
che
i
termini
si
riferiscono
non
ai
luoghi,
o
ai
servizi
in
quanto
tali,
oggettivi,
ma
sono
riferiti
alle
esperienze
di
viaggio.
Non
pensano
di
fare,
ad
esempio,
un’analisi
del
sistema
dei
trasporti,
ma
semplicemente
prendono
la
loro
esperienza
di
uso
dei
mezzi
di
trasporto
e
comunicano
come
eventualmente
quell’aspetto
abbia
inciso,
in
negativo
o
in
positivo
sulla
loro
esperienza.
Fare
una
vacanza,
infatti,
è
sempre
meno
un’attività
di
‘sightseeing’,
un
vedere
le
cose,
lo
scattare
foto,
il
dire
“ci
sono
stato”;
è
sempre
più
una
domanda
di
‘experience’,
di
coinvolgimento
emotivo,
d’investimento
nella
crescita
personale.
Adesso
è
importante
verificare
le
sensazioni
dei
nostri
ospiti
sugli
elementi
principali
che
costituiscono
l’esperienza
della
visita
al
nostro
Paese.
La
cosa
che
si
apprezza
di
più
del
nostro
Paese,
come
detto,
è
la
ristorazione,
la
cucina,
il
mondo
del
cibo,
il
vino
e
le
pasticcerie.
E’
questo
il
mondo
che
riserva
le
migliori
esperienze
del
viaggio
in
Italia.
Per
questi
due
elementi,
della
ristorazione
e
della
cucina,
il
voto
è
massimo,
con
82
punti
(Tab.
1).
TAB.
1
–
IL
MEGLIO
DELL’ITALIA
SECONDO
I
TURISTI
ELEMENTO
VALUTAZIONE
RISTORANTI
/
CUCINA
82
PIAZZE
81
SPIAGGE
81
SHOPPING
80
BAR
80
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito© Expert System
Subito
dopo
i
ristoranti
e
il
mondo
della
cucina
arrivano
le
piazze.
Si
tratta
di
una
delle
connotazioni
più
forti
del
nostro
paese.
Gli
ospiti
ritrovano
nelle
piazze,
oltre
che
i
ristoranti,
i
negozi,
i
bar
e
tutti
gli
altri
elementi
che
danno
perfettamente
l’idea
di
come
si
caratterizzi
l’Italia
ai
loro
occhi,
anche
la
storia,
la
bellezza
artistica
e
quella
socialità
luglio
2014
18
Pagina 19 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
19
che
fa
parte
del
carattere
italiano.
Affiancate
in
classifica
alle
piazze,
e
talvolta
anche
nella
realtà,
si
collocano
le
spiagge.
E’
un’altra
delle
qualità
italiane
più
apprezzate
dagli
ospiti
stranieri.
C’è
poi
lo
shopping,
che
naturalmente
spazia
dalla
ricerca
di
grandi
brand
del
“made
in
Italy”
alle
unicità
dell’artigianato
e,
infine,
i
bar,
che
appartengono
anch’essi,
in
qualche
modo
all’universo
della
cucina.
I
ristoranti,
la
qualità
ubiqua
e
accessibile
Sui
ristoranti
(Graf.
8)
si
rincorrono
i
concetti
positivi:
“good”,
“great”,
“nice”,
“enjoy”,
“beautiful”
e
così
via,
tanto
che
sembra
di
leggere
il
dizionario
dei
sinonimi
di
bontà,
bellezza
e
stile.
Con
anche
alcuni
concetti
che
fanno
ancora
di
più
apprezzare
l’offerta
ristorativa,
come
“cheap”,
“reasonable”
e
“available”,
che
indicano
come
l’offerta
sia
abbordabile,
abbia
prezzi
moderati,
sia
insomma
popolare.
Infatti,
quando
si
prendono
i
termini
negativi,
ce
n’è
uno
che
prevale
di
gran
lunga
sugli
altri
e
che
forma
la
maggior
parte
delle
valutazioni
critiche,
il
fatto
che
i
ristoranti
siano
“expensive”.
Ma,
se
ci
si
pensa,
è
solo
il
rovescio
della
medaglia
di
qualcosa
a
cui
si
attribuisce
comunque
grande
valore
e
apprezzamento.
Graf.
8
–
Percezione
generale
dei
ristoranti
Ai
ristoranti
devono
essere
aggiunti
anche
altri
elementi,
come
il
vino,
le
pasticcerie,
per
le
quali
si
dovrebbe
ripetere
quanto
già
espresso
nel
caso
dei
ristoranti.
luglio
2014
19
Pagina 20 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
20
L’unico
problema
che
si
riscontra
è
che
siano
qualche
volta
care,
costose,
ma
per
il
resto
c’è
una
stima
generale.
Da
notare,
tra
i
concetti
positivi,
si
ritrova
più
ancora
che
nei
ristoranti,
nelle
pasticcerie,
l’idea
di
unicità,
di
specialità,
e
qualcuno
arriva
a
dire
“spectacular”,
proprio
in
relazione
ai
dolci
italiani.
Le
piazze,
bellezza
e
libertà
Le
piazze
sono
difficili
da
classificare
(beni
culturali?
luoghi
urbani?
Infrastrutture?
shopping?),
ma
creano
un
grande
entusiasmo.
Le
piazze
italiane
sono
uno
dei
must
del
nostro
paese
e
raggiungono
la
media
di
81
punti
(Graf.
9).
È
forse
nelle
piazze
che
l’esperienza
del
viaggio
in
Italia
trova
il
suo
massimo
equilibrio
e
il
più
grande
compimento
dell’esperienza
italiana.
È
indicativo
che
talvolta
ne
venga
sottolineato
l’elemento
sociale,
il
fatto
di
trovarvi
la
vetrina
del
vivere
italiano
e
talaltra
il
pregio
artistico.
La
piazza
è
vista
in
qualche
modo
come
la
“casa
degli
Italiani”,
dove
si
possono
trovare
gli
ingredienti
che
dall’insieme
della
ricerca
sembrano
emergere
come
fattori
distintivi
e
gratificanti:
i
bar,
i
palazzi
di
pregio,
i
ristoranti,
le
pasticcerie,
i
negozi
del
fashion,
ma
anche
le
botteghe.
Sembrano
scampoli
di
storia
del
Paese
riassunti
in
un
piccolo
spazio
e
molto
visibili.
Graf.
9
-‐
Percezione
generale
delle
piazze
italiane
luglio
2014
20
Pagina 21 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
21
Scendendo
nel
dettaglio,
è
da
notare
che
è
straordinaria
la
valutazione
di
Piazza
del
Popolo
a
Roma,
con
87
punti,
ma
sono
tantissime
le
piazze
che
regalano
esperienze
eccellenti
e,
in
qualche
caso,
emozionanti.
E’
interessante
guardare
alla
graduatoria
(Tab.
2)
delle
città
che
raggiungono
il
massimo
di
citazioni
per
le
loro
piazze.
Mentre
ai
primi
tre
posti
abbiamo
le
tre
grandi
città
d’arte,
Venezia,
Firenze
e
Roma,
il
resto
della
classifica
è
molto
variegato:
bene
Napoli
e
Bologna,
che
hanno
due
splendide
piazze
(Piazza
del
Plebiscito
e
Piazza
Maggiore)
che
concentrano
molte
citazioni;
nelle
prime
posizioni
anche
Milano,
soprattutto
con
Piazza
del
Duomo,
e
poi
a
seguire
Siena,
Taormina,
Verona
e
Torino.
Da
notare
che
Venezia
raggiunge
la
vetta
come
numero
di
citazioni,
soprattutto
per
Piazza
San
Marco,
ma
i
giudizi
sulla
piazza
non
sono
tutti
positivi,
tanto
che
l’indicatore
si
ferma
ai
78
punti,
quasi
dieci
punti
in
meno
di
Piazza
del
Popolo
a
Roma.
TAB.
2
–
CITTA’
CITATE
PER
LE
LORO
PIAZZE
CITTA’
CITAZIONI
VENEZIA
2.366
FIRENZE
1.689
ROMA
1.610
NAPOLI
668
BOLOGNA
576
MILANO
471
SIENA
448
TAORMINA
427
TORINO
375
VERONA
274
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito© Expert System
Le
piazze
sono
uno
dei
rari
casi
in
cui
la
fama
generalmente
va
in
parallelo
con
la
qualità
dell’esperienza.
Non
sempre
è
così,
e
spesso
-‐
si
è
visto
-‐
alla
notorietà
non
è
associata
una
corrispondente
qualità
dell’esperienza
della
visita.
Ma
non
succede
per
le
piazze.
Le
piazze
più
belle
d’Italia
sono
anche
quelle
che
riservano
le
esperienze
migliori.
Le
ragioni
che
si
intuiscono
sono
tante:
innanzitutto
la
bellezza,
la
loro
qualità
monumentale,
o
prospettica,
o
per
la
socialità
che
vi
raccoglie
e
vi
si
dispiega
.
La
gente
entra
liberamente,
le
utilizza
come
meglio
crede,
per
una
fugace
vista
o
per
sedersi
per
luglio
2014
21
Pagina 22 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
22
un
momento
di
relax,
o
semplicemente
perché
si
sta
bene.
Bellezza
e
libertà
sembrano
i
due
elementi
che
costituiscono
il
loro
mix
vincente.
È
probabile
(e
lo
si
evince
in
qualche
post)
che
essendo
la
piazza
la
sintesi,
in
qualche
modo,
del
vivere
italiano,
è
proprio
lì
che
gli
ospiti
traggono
la
maggiore
ammirazione
per
il
nostro
stile
di
vita,
o
semplicemente
per
il
nostro
particolare
modo
di
vivere.
Vivere
la
piazza
come
un
Italiano,
sembra
uno
dei
fattori
più
affascinanti
della
vacanza.
Le
spiagge,
la
bellezza
semplice
Per
le
spiagge
(Graf.
10),
s’impiega
uno
dei
migliori
set
di
aggettivi,
come
“nice”,
“great”,
“beautiful”
e
così
via.
Per
la
prima
volta
s’incontra
l’aggettivo
“stunning”,
sbalorditivo,
fantastico
e
si
apprezza
che,
in
molti
casi,
si
tratti
di
spiagge
senza
pagamento,
perciò
libere,
o
comunque
poco
costose.
Tra
le
cose
negative,
l’affollamento
e,
soprattutto,
il
costo,
quando
sono
a
pagamento.
Inoltre
ritorna
quell’aggettivo
“touristy”,
che
connota
negativamente
tutto
ciò
che
sa
di
troppo
artificiale,
falso,
non
autentico.
Graf.
10
–
Percezione
generale
delle
spiagge
luglio
2014
22
Pagina 23 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
23
Lo
shopping,
l’attrazione
dei
grandi
nomi
Un
livello
alto
di
soddisfazione
da
parte
dei
nostri
ospiti
riguarda
lo
shopping
(Graf.
11).
In
questo
caso
il
livello
di
gradimento
arriva
a
80
punti.
Anche
qui
siamo
in
presenza
di
aggettivi
molto
positivi,
come
ottimo,
grande,
meraviglioso,
ecc.
Si
aggiunge
di
specifico,
che
nel
loro
genere
sono
il
meglio
che
c’è
nel
mondo,
ci
si
riferisce
all’universo
del
“fashion”
e
alla
circostanza
che
il
tutto
possa
rendere
felici
le
persone,
che
trovano
modo
di
soddisfare
il
loro
lato
di
auto-‐stima
e
di
compiacimento.
Graf.
11
–
Percezione
generale
dello
shopping
Fra
i
pochi
giudizi
critici
si
nota
il
costo
giudicato
talvolta
molto
elevato
dei
prodotti,
la
non
elevata
soddisfazione
per
il
rapporto
qualità/prezzo,
il
fatto
che
talvolta
i
negozi
siano
troppo
affollati
e
non
si
riceve
una
sufficiente
attenzione,
e
una
certa
insoddisfazione
per
la
lentezza
delle
operazioni
di
acquisto.
luglio
2014
23
Pagina 24 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
24
I
bar,
storia
e
stile
di
vita
I
bar
sono
uno
degli
aspetti
dell’Italia
più
amato
dagli
ospiti
del
nostro
paese.
Sarà
perché
sono
un
nostro
elemento
distintivo,
sarà
perché
sono
funzionali,
sarà
perché
si
presentano
bene,
sarà
perché
raccontano
spesso
una
storia,
fatto
è
che
il
loro
gradimento
è
molto
elevato,
raggiungendo
gli
80
punti
(Graf.
12).
Sono
tanti
i
post
che
ne
parlano,
talvolta
dicono
della
loro
comodità,
perché
offrono
una
ristorazione
veloce,
un
buon
caffè,
un
posto
dove
sedersi
(è
incredibile
come
si
segnali
l’assenza
di
posti
dove
sedersi…
come
un
problema
dell’ospitalità
del
Paese)
o
per
la
loro
tipicità,
o
semplicemente
perché
ci
si
passa
un
po’
di
tempo
bene,
godendo
delle
cose
di
cui
si
intende
godere.
Graf.
12
-‐
Percezione
generale
dei
bar
Cos’è
che
si
apprezza
di
più
dei
bar
italiani?
La
possibilità
di
poter
mangiare
e,
naturalmente,
i
dolci,
dove
i
bar
affiancano
anche
una
sezione
pasticceria.
Piacciono
alcuni
bar
degli
alberghi
e
piacciono
molto
i
bar
sulla
spiaggia.
Piace
molto
quando
i
bar
danno
il
senso
della
storia
della
città,
quando
sono
mantenuti
in
maniera
da
non
alterare
il
loro
“vissuto”.
Piace
spesso
la
loro
localizzazione
strategica
in
punti
di
grande
bellezza.
Piace
la
vista
e
piace
il
caffè.
Una
cosa
che
piace
molto
è
anche
fare
colazione
nei
bar,
tradizione
tipica
italiana.
E
piace
anche
il
loro
versante
tecnologico,
essendo
oramai
un
luglio
2014
24
Pagina 25 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
25
comportamento
preferito
quello
di
sedersi
con
l’iPad
e
prendere
un
caffè,
del
vino
o
un
thé.
Quando
si
studia
la
frequenza
delle
menzioni
dei
bar
con
la
categoria
di
classificazione
dei
post,
si
scopre
qualcosa
di
davvero
interessante:
chi
parla
di
bar
parla
soprattutto
di
trasporti
(questo
è
ovvio
perché
magari
nel
post
si
raccomanda
il
bar
e
poi
si
indica
dove
trovarlo,
come
arrivarci),
ma
al
secondo
posto
non
c’è
il
cibo,
o
il
caffè,
o
il
vino,
che
sono
al
terzo
posto,
ma
l’arte
e
la
cultura.
Insomma
si
citano
i
bar
per
la
loro
componente
storico-‐culturale
prim’ancora
che
per
i
prodotti
venduti
o
i
servizi
offerti.
Ma
dove
si
ritrova
maggiormente
la
cultura
dei
bar?
Sono
molte
le
città
che
possono
vantare
di
averne
di
interessanti
e
che
garantiscono
una
buona
esperienza
di
visita.
Al
primo
posto
fra
le
città
citate
proprio
per
i
bar
c’è
Venezia,
segue
a
qualche
distanza
Firenze
e
poi
si
snocciolano
tutte
le
altre
(tab.3).
Tab.
3
–
CITAZIONI
DEI
BAR
PER
CITTA’
CITTA’
MENZIONI
VENEZIA
2.589
FIRENZE
573
ROMA
498
MILANO
370
NAPOLI
214
BOLOGNA
155
VERONA
135
CAGLIARI
125
TORINO
83
SIENA
75
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito© Expert System
luglio
2014
25
Pagina 26 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
26
5.
GLI
ALTI
E
I
BASSI
DEI
SERVIZI
Sul
resto
dell’offerta
turistica,
o
comunque
dell’organizzazione
dell’ospitalità
del
Paese,
i
giudizi
sono
altalenanti.
È
elevato
il
giudizio
sugli
alberghi,
che
si
collocano
al
livello
di
80
punti
(Tab.
4),
proprio
a
conferma
che
tutta
questa
parte
dell’accoglienza,
legata
all’ospitalità
in
senso
stretto,
è
largamente
la
più
gradita
dagli
ospiti
stranieri.
In
media
ci
sono
i
musei,
a
cui
si
imputano
alcuni
elementi
critici.
Non
benissimo
gli
aeroporti.
Non
benissimo
i
treni,
ma
qui
c’è
da
fare
una
differenza
sostanziale,
perché
è
molto
positivo
il
giudizio
sull’alta
velocità
delle
due
imprese
che
la
esercitano,
mentre
è
del
tutto
negativo
il
giudizio
sui
collegamenti
locali.
Lo
si
vede
dal
legame
tra
giudizio
negativo
sul
treno
e
tipo
di
località
a
cui
si
riferisce,
in
genere
quelle
medie
e
medio-‐
piccole.
Non
benissimo
i
taxi.
Tuttavia
anche
per
questi
ultimi,
la
cui
valutazione
è
71
punti,
ci
si
trova
ben
oltre
la
soglia
dei
60
punti,
convenzionalmente
indicata
come
quella
minima
per
poter
parlare
di
una
percezione
di
successo.
Ma
vediamo
gli
argomenti
con
maggiore
ordine
e
dettaglio.
Tab.
4
–
GIUDIZIO
DEI
TURISTI
SU
ALCUNI
ELEMENTI
DELL’OFFERTA
ELEMENTI
VALUTAZIONE
ALBERGHI
79
MUSEI
79
TRENI
73
AEROPORTI
71
TAXI
70
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito© Expert System
Gli
alberghi,
la
qualità
dell’ospitalità
Se
vogliamo
considerare
gli
alberghi
nella
categoria
di
chi
eroga
servizi,
ma
naturalmente
non
si
tratta
solo
di
questo,
o
non
principalmente
di
questo,
si
collocano
al
vertice
nella
considerazione
dei
nostri
ospiti
(Graf.
13).
luglio
2014
26
Pagina 27 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
27
I
termini
che
pesano
sul
lato
positivo
della
bilancia
sono
quelli
usuali
di
piena
soddisfazione,
come
buoni,
grandi
(nel
senso
di
eccellenti),
raccomandabili,
e
via
di
seguito.
Ci
sono
inoltre
delle
aggettivazioni
molto
particolari,
addirittura
di
entusiasmo,
come
“wonderful”,
“beautiful”,
“love”,
che
indicano
anche
la
presenza
di
giudizi
positivi
che
vanno
oltre
il
consueto.
Insomma
negli
alberghi
italiani
si
è
ben
accolti.
Graf.
13
–
Percezione
generale
degli
alberghi
La
parte
critica
è
fondata
prevalentemente
sul
prezzo,
nel
senso
che
sono
giudicati
costosi
e
sulla
sensazione
che
diano
meno
di
quel
che
la
loro
categoria
d’appartenenza
promette.
Si
segnalano
anche
occasionalmente
dei
problemi
e
si
indica
anche,
talvolta,
l’eccesso
di
affollamento.
I
musei,
bene
le
opere,
male
i
servizi
L’indice
che
si
registra
in
particolare
per
i
musei
(79
punti),
non
è
inferiore
alla
media
generale,
ma
questo
non
solleva
da
molti
dubbi
rispetto
alla
loro
performance.
Da
un
paese
come
l’Italia,
centrato
fondamentalmente
sulla
cultura,
ci
si
attenderebbe
che
proprio
nei
musei
avesse
una
delle
componenti
di
maggior
valore
percepito,
ma
non
è
così.
Se
si
analizzano
i
concetti
che
alimentano
la
parte
negativa
della
bilancia,
si
osserva
che
al
primo
posto
si
indica
la
povertà
dell’esperienza
della
visita.
Al
secondo
posto
c’è
la
luglio
2014
27
Pagina 28 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
28
considerazione
che
siano
costosi.
Poi
ci
sono
due
concetti
ugualmente
negativi:
il
fatto
che
siano
“limitati”,
cioè
non
abbiano
quella
ricchezza
che
ci
si
aspetta
(questo
naturalmente
vale
per
qualche
museo,
non
per
tutti),
e
“crowded”,
cioè
affollati,
disorganizzati
(visto
che
l’affollamento
è
spesso
riferito
non
tanto
all’interno
del
museo,
ma
quello
che
si
sperimenta
per
entrarvi,
per
fare
il
biglietto).
Si
lamenta
di
conseguenza
che
ci
sia
molto
d’aspettare
(infatti,
un
altro
termine
negativo
è
“wait”).
Quando
si
procede
nell’analisi,
il
che
significa
quando
i
termini
negativi
citati
sono
meno
frequenti,
si
arriva
anche
a
concetti
molto
negativi,
come
“shame”
(vergogna),
“disappointing”,
cioè
deludenti,
sempre
riferiti
alla
qualità
dell’esperienza
della
visita,
non
certo
alle
opere
in
sé,
che
invece
non
raccolgono
nessuna
critica.
Altri
termini
negativi
sono:
“impossible”,
nel
senso
che
è
praticamente
impossibile
visitarli
e
“trouble”,
nel
senso
che
la
loro
visita
crea
problemi.
Graf.
14
–
Percezione
generale
dei
musei
Sul
lato
positivo
della
bilancia
naturalmente
c’è
lo
stupore
di
tanta
bellezza
che
si
può
trovare
dappertutto.
Dopo
l’ovvio
“good”,
il
secondo
termine
più
citato
è
“great”,
appunto
la
grandezza,
il
valore
(“worth”),
la
meraviglia
(“wonderful”),
il
piacere
(“like”)
e
ancora
la
bellezza
(“beautiful”).
In
buona
sostanza
tutto
il
negativo
dei
musei
si
concentra
sulla
loro
organizzazione,
sul
modo
in
cui
sono
presentate
le
opere
e
sull’esperienza
complessiva,
Spesso
si
sottolinea
il
fatto
che
alcuni
beni
culturali
siano
gratis.
Ci
si
riferisce
ai
monumenti,
alle
piazze,
alle
chiese.
E
anche
se
a
noi
Italiani
appare
del
tutto
ovvio
che
luglio
2014
28
Pagina 29 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
29
non
si
debba
pagare
per
questo
genere
di
visite,
talvolta
sono
sorpresi
che
capolavori
di
grandissimo
valore
(ad
esempio,
i
dipinti
nelle
chiese)
siano
visibili
senza
pagare
un
biglietto.
Si
è
già
visto
come
le
piazze
siano
grandemente
apprezzate
dai
turisti.
Si
è
colpiti
particolarmente
dalle
tante
possibilità
offerte
dal
semplice
passeggiare
nei
centri
storici,
da
quello
che
si
può
vedere
senza
necessariamente
entrare
in
un
museo.
TAB.
5
–
PRIME
10
CITTA’
PER
CITAZIONI
DEI
MUSEI
E
SITI
ARCHEOLOGICI
CITTA’
MENZIONI
ROMA
2.540
FIRENZE
1.682
VENEZIA
1.550
MILANO
278
SIENA
222
PISA
212
NAPOLI
195
BOLOGNA
192
TORINO
183
POMPEI
147
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito© Expert System
Una
delle
possibilità
offerte
dalla
tecnologia
semantica
è
quella
di
misurare
dov’è
concentrato
l’interesse
quando
si
affronta
un
argomento.
Nel
caso
dei
musei
le
tre
grandi
città
d’arte
sembrano
avere
un
quasi
monopolio
della
cultura:
Roma
è
al
primo
posto,
perché
i
suoi
musei
sono
menzionati
più
di
quelli
di
Firenze,
(Tab.
5).
Segue
Venezia
e
poi
il
resto
del
paese,
che
però
raccoglie
davvero
poco
(fanno
eccezione
relativa
le
medie
città
d’arte
come
Siena,
Pisa,
Torino
e
Milano
–
che
non
sono
proprio
medie
–
e
Pompei.
Uno
sguardo
alla
graduatoria
delle
citazioni
porta
alla
conclusione
che
quando
si
parla
di
arte,
alla
fine
si
parla
delle
tre
grandi
città,
un
po’
di
quelle
intermedie
e
del
resto
(quasi)
nulla.
luglio
2014
29
Pagina 30 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
30
I
treni,
alta
velocità
vs.
trasporto
locale
I
treni,
se
si
confrontano
i
due
lati
della
bilancia,
negativo
e
positivo,
sembrano
poveri
e
ricchi,
rari
e
affollati,
insomma
un
misto
contraddittorio
di
difficile
unificazione
(Graf.
15).
Invece
è
molto
chiaro
che
siamo
davanti
alla
percezione
di
due
universi
completamente
diversi:
quello
dell’alta
velocità
e
del
trasporto
locale.
Nel
primo
caso
l’esperienza
è
di
grande
soddisfazione
e
il
principale
elemento
negativo
è
il
loro
costo.
Si
tratta
di
un’accoppiata
che
ha,
come
in
altre
situazioni,
una
sua
ratio.
Nel
secondo
caso,
ci
sono
molti
giudizi
negativi.
Tra
l’altro
la
questione
dell’obliterazione
sui
treni
locali,
di
cui
la
gran
parte
degli
stranieri
non
ha
modo
di
averne
notizia,
è
citata
talvolta
come
uno
dei
fattori
più
irritanti
di
tutta
la
vicenda.
Sui
treni
locali
vi
è
affollamento
e
s’impiegano
parole
pesanti,
come
“slow”,
“crowded”,
“bad”,
“worry”,
“wait”
e
“wrong”.
Graf.
15
–
Percezione
generale
dei
treni
I
termini
positivi
della
bilancia
sono
in
gran
parte
sul
versante
dei
treni
ad
alta
velocità.
Qualcuno
sottolinea
l’efficienza,
la
gradevolezza
degli
ambienti,
e
l’importanza
di
fare
un
“upgrade”
rispetto
ai
treni
normali.
È
curioso
che
nel
caso
dell’alta
velocità,
al
posto
del
concetto
di
“expensive”,
si
sostituisca
qualche
volta,
nel
lato
critico
della
bilancia,
il
termine
di
“not
cheap”,
che
è
un
po’
la
stessa
cosa,
ma
il
contenuto
semantico
è
diverso,
perché
nel
primo
caso
sembra
quasi
di
mettere
in
discussione
il
contro-‐valore
del
servizio
rispetto
al
prezzo,
mentre
nel
secondo
è
più
una
constatazione,
un
dato
di
fatto.
luglio
2014
30
Pagina 31 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
31
Gli
aeroporti,
sotto
gli
standard
d’eccellenza
Gli
aeroporti
sono
valutati
meno
bene
del
resto
dei
servizi
turistici
(Graf.
16).
Il
loro
voto
è
sotto
la
media
di
quello
complessivo
di
tutta
l’industria
dell’ospitalità
del
Paese.
Per
l’aeroporto
di
Fiumicino
si
scende
addirittura
sotto
la
media
(valutazione
60
punti).
Naturalmente,
come
già
detto,
qui
non
si
tratta,
né
si
chiedeva
a
nessuno
di
valutare
un’infrastruttura
come
quella
aeroportuale,
ma
semplicemente
si
registra
quanto
l’esperienza
del
viaggio,
e
perciò
dell’arrivo,
della
partenza
o
del
transito
in
aeroporto,
abbia
connotato
in
qualche
modo
la
visita.
Graf.
16
–
Percezione
generale
degli
aeroporti
L’elemento
critico
maggiore
si
condensa
su
due
concetti:
uno
riguarda
la
povertà
o
scarsità
dei
servizi
disponibili
e
il
secondo
sui
costi
dell’aeroporto,
qui
ci
si
riferisce
al
parcheggio,
al
pagamento
dei
carrelli
(che
irrita
molti),
qualche
volta
dei
bar
e
altro
ancora.
Il
terzo
problema
indicato
è
nei
tempi
d’attesa
e
del
danno
arrecato
ai
bagagli.
Ma
arrivano
termini
e
concetti
ancora
più
pesanti,
come
“hassle”,
seccante,
irritante
e
“narrow”,
scarso.
La
parte
positiva
della
bilancia
si
riferisce
al
fatto
che
si
tratti
di
buone
infrastrutture,
che
creino
un’atmosfera
rilassante,
gradevole,
“nice”.
Molto
apprezzato
è
luglio
2014
31
Pagina 32 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
32
il
lato
shopping,
di
cui
si
sottolinea
in
qualche
caso
la
convenienza
e
la
possibilità
di
fare
buoni
acquisti
e
l’atmosfera
quieta
e
distinta
che
si
può
trovare.
I
taxi,
ottimi
ma
non
sempre
Nel
caso
dei
taxi
la
media
aritmetica
non
rispecchia
esattamente
l’andamento
della
realtà.
Il
punteggio
di
70
punti
(Graf.
17)
colloca
questo
servizio
sotto
la
media
degli
altri
elementi
più
importanti
dell’esperienza
turistica
in
Italia.
Ma
la
media,
in
questo
caso,
non
significa
molto.
Il
numero
dei
post
si
divide
in
maniera
netta
tra
una
maggioranza
che
esprime
giudizi
molto
positivi
e
una
minoranza
che
esprime
giudizi
molto
negativi.
Se
considerassimo
solo
la
prima
componente,
i
taxi
sarebbero
al
livello
superiore
rispetto
ad
altri
servizi,
insomma
in
vetta
alla
qualità,
se
dovessimo
considerare
solo
la
parte
negativa,
allora
il
servizio
taxi
sarebbe
bocciato
in
maniera
totale.
Graf.
17
–
Percezione
generale
dei
taxi
La
critica
maggiore
è
che
si
tratti
di
un
servizio
costoso,
“expensive”
appunto.
Ma
sono
altri
aggettivi
e
concetti,
particolarmente
negativi,
che
colpiscono,
come:
“problem”,
“wait”,
“difficult”,
“crowded”,
“limited,
ma
anche
“hussle”
e
“bad”
che
luglio
2014
32
Pagina 33 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
33
lasciano
capire
molto
chiaramente
che
ci
sono
state
esperienze
molto
negative
dei
nostri
ospiti
con
i
taxi.
Giova
ripetere
qui
ancora
una
volta,
che
non
siamo
davanti
a
una
domanda
sulla
qualità
del
servizio
in
generale
e
in
astratto,
ma
davanti
a
una
collezione
di
giudizi,
valutazioni
della
propria
esperienza
di
vacanza
in
cui,
per
un
motivo
o
per
l’altro,
i
taxi
hanno
giocato
un
qualche
ruolo,
o
sono
stati
semplicemente
citati
per
qualsivoglia
ragione.
Il
lato
positivo
della
bilancia
si
concentra
sul
termine
“good”,
con
anche
“cheap”,
non
costoso.
Non
emergono
concetti
peculiari
della
categoria,
se
non
quello
di
“convenient”,
conveniente,
nel
senso
che
è
un
servizio
che
costa
in
maniera
equa,
non
alta,
non
eccessiva.
La
maggioranza
delle
persone
comunque
pensa
che
si
tratti
di
un
buon
servizio.
Siamo
davanti
a
un
servizio
svolto
nella
gran
parte
dei
casi,
in
maniera
eccellente.
Quel
che
preoccupa
è
che
una
parte,
statisticamente
non
del
tutto
esigua,
esprima
giudizi
negativi
molto
netti.
Non
ci
si
attende,
in
un’esperienza
turistica,
comunque
valutata,
che
ci
sia
la
possibilità
di
avere
esperienze
negative,
non
da
Paese
europeo.
luglio
2014
33
Pagina 34 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
34
6.
RANKING
DELLE
DESTINAZIONI
TURISTICHE
Sulla
base
del
“mood”
che,
attraverso
l’analisi
semantica
è
possibile
ricavare
dalla
moltitudine
di
giudizi
espressi,
parte
dei
quali,
ovviamente,
possono
anche
essere
variamente
connotati
(non
mancano
post
in
cui
esprimono
al
contempo
entusiasmo
e
delusione,
ammirazione
e
critiche)
è
possibile
stilare
una
graduatoria,
il
ranking
delle
destinazioni
turistiche
secondo
quanto
si
deduce
dal
valore
delle
esperienze
espresse
nei
post.
Naturalmente
occorre
ben
definire
il
senso
di
questa
graduatoria.
Qui
non
sono
valutate
le
destinazioni
secondo
la
loro
bellezza
in
generale,
quanto
per
l’esperienza
che
riservano,
o
almeno
hanno
riservato
in
specifico
a
coloro
che
sono
stati
in
vacanza
e
vi
hanno
dedicato
un
post.
Non
è
un
giudizio
oggettivo,
semmai
ce
ne
potesse
essere
uno
sull’estetica,
ma
è
la
sommatoria
di
giudizi
soggettivi,
che
ha
una
forza
oggettiva
clamorosa.
D’altro
canto
i
turisti,
gli
ospiti
di
una
località,
sono
dei
soggetti,
hanno
un’esperienza
e
su
questa
base
si
fanno
un’idea
e
poi
la
esprimono.
Questo
dato
è
preziosissimo,
perché
ogni
valutazione,
che
vorrebbe
essere
oggettiva,
si
scontra
con
la
scelta
dei
criteri
da
adottare
e
sulla
titolarità
di
chi
li
esprime.
Ma
il
turismo
non
è
valutazione
paesaggistica,
non
è
storia
dell’arte,
non
è
un
esame
dell’organizzazione
logistica
di
un
luogo,
ma
esperienza
soggettiva
e
come
tale
valutata.
Si
tratta
di
rimettere
il
turismo,
l’esperienza
turistica,
sui
suoi
piedi,
che
sono
esattamente
quelli
dei
turisti.
È
un
dato
prezioso,
perché
si
ascolta
la
voce
dei
protagonisti,
di
quelli
che
acquistano
i
servizi
e
che
poi
effettivamente
li
utilizzano.
Questo
colma
una
grande
asimmetria,
perché
chi
fa
politica
turistica
è
un
residente,
così
come
chi
vota
alle
elezioni
e
chi
ne
organizza
i
servizi.
Ma
gli
utenti
sono
sempre,
per
definizione,
non
residenti,
perciò
la
loro
voce
è
effimera,
a
meno
che
non
si
sedimenti,
come
accade,
nel
cumulo
delle
recensioni
che,
se
si
vuole,
costituiscono
il
“capitale
sociale”
di
ogni
destinazione.
Un
elemento
di
grande
preziosità
è
che
attraverso
questi
giudizi
si
scopre
qual
è
il
mix
vincente
delle
destinazioni,
qual
è
la
chimica
dello
star
bene.
Fatte
queste
premesse,
la
graduatoria
presenta
ai
primi
posti
località
famose,
ma
non
le
più
grandi
in
assoluto,
e
vede
in
testa
Taormina
con
un
indice
di
82
punti
su
100
(Tab.
6).
luglio
2014
34
Pagina 35 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
35
TAB.
6
–
Ranking
generale
delle
destinazioni
turistiche
italiane
DESTINAZIONE
VALUTAZIONE
TAORMINA
82
SALENTO
81
PARMA
81
ALTO
ADIGE
81
GARDA
80
LUCCA
80
COSTA
SMERALDA
80
PORTOFINO
80
MERANO
80
S.
MARGHERITA
LIGURE
79
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito©
Expert
System
Anche
semplicemente
scorrendo
la
liste
delle
prime
dieci
destinazioni
si
vede
che
prevalgono
le
località
medie.
L’elemento
che
fa
indietreggiare
di
qualche
punto
i
giudizi
nelle
grandi
città
turistiche
è
fondamentalmente
la
logistica.
Uno
dei
problemi
più
avvertiti
è
quello
dell’uso
dell’automobile,
l’atto
stesso
di
guidare.
In
molte
situazioni
si
lamenta
la
difficoltà
di
trovare
parcheggi,
la
difficile
comprensione
del
sistema
di
chiusure
dei
centri
storici,
non
sempre
immediato
e
non
del
tutto
visibile,
il
cambiamento
repentino
delle
regole
di
ingresso,
e
poi
il
modo
stesso
di
guidare
degli
Italiani
che
talvolta
viene
segnalato
come
“pericoloso”.
Qualche
altra
volta,
al
proposito
dei
musei
più
grandi
e
importanti,
si
segnala
la
difficoltà
di
ingresso,
o
a
causa
delle
file,
o
a
causa
della
difficoltà
di
prenotare
in
tempo
reale.
Ancora
la
logistica
arriva
ad
abbassare
le
valutazioni
quando
si
tratta
di
aeroporti
e
dei
loro
collegamenti
con
le
città,
i
taxi
per
il
loro
prezzo
e
disponibilità
e
talvolta
per
qualche
patologia
di
comportamento
rispetto
alla
lealtà
del
servizio.
In
sostanza
le
grandi
destinazioni
turistiche
soffrono
di
questi
elementi
che
si
potrebbero
definire
di
contesto
logistico
della
visita.
A
loro
volta
città
come
Taormina,
Lucca,
Siena,
Assisi,
Parma,
Mantova,
oltre
alle
loro
qualità
culturali,
turistiche,
urbanistiche
sembrano
trarre
vantaggio
da
una
logistica
semplificata,
oltre
che
per
il
minore
impatto
dei
turisti
sulla
struttura
urbana.
Certo,
avessero
gli
stessi
flussi
di
Roma,
Firenze
e
Venezia,
avrebbero
una
gestione
naturalmente
più
problematica.
Tuttavia
le
cose
sono
quelle
che
si
rendono
evidenti,
luglio
2014
35
Pagina 36 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
36
perciò
l’esperienza
di
visita
in
queste
città
medie
sembra
beneficiare
proprio
dalla
logistica
più
facile.
Allo
scopo
di
capire
meglio
il
mix
di
ingredienti
che
porta
una
destinazione
in
cima
alla
classifica
e
comprendere
quale
sia
la
connotazione
ideale
di
una
destinazione
turistica
italiana,
almeno
secondo
i
viaggiatori
di
lingua
inglese,
è
utile
fare
qualche
approfondimento
proprio
su
Taormina
(Graf.
18).
Graf.
18
–
Percezione
di
Taormina
come
destinazione
turistica
Il
primato
di
Taormina
è
fondato
sulla
concentrazione
in
uno
spazio
relativamente
piccolo
di
alcuni
elementi
valutati
di
grande
valore
e
di
particolare
pregio.
Il
primo
è
legato
alla
possibilità
di
evitare
di
usare
l’auto;
è
un
posto
dove
tutto
appare
facile.
Il
secondo
elemento
riguarda
la
grande
concentrazione
di
alberghi
a
5
stelle
e
comunque
di
qualità
eccellente
in
uno
spazio
molto
ristretto.
Il
fatto
che
siano
tanti
e
siano
vicini
costituisce
un
“humus”
molto
particolare,
che
crea
la
sensazione
di
trovarsi
dentro
una
piccola
comunità
di
grande
preziosità.
L’altra
grande
suggestione
è
data
dalla
vicinanza
dell’Etna.
Il
fatto
che
si
possa
arrivare
fin
sul
cratere
rende
la
visita
speciale
e
psicologicamente
crea
una
sorta
di
doppio
dell’eccellenza:
la
serenità
e
il
confort
nella
cittadina
e
poi,
a
poca
distanza,
lo
spettacolo
“challenging”,
grandioso
e
imperioso
dell’Etna.
C’è
poi
la
suggestione
della
Sicilia
come
“background”
che
connota
tutto
il
viaggio
e
va
oltre
le
caratteristiche
di
Taormina.
Anzi
il
“mix”
tra
l’identità
siciliana
e
la
presenza
delle
eccellenze
alberghiere
(e
del
golf)
la
rende
in
qualche
modo
unica.
La
luglio
2014
36
Pagina 37 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
37
vicinanza
al
mare,
anzi
la
disponibilità
di
grandi
piscine
negli
hotel
aggiunge
la
componente
balneare
a
una
visita
che
si
presenta
anche
molto
connotata
dal
punto
di
vista
culturale
e
dell’attenzione
verso
il
cibo
e
la
cucina.
Perciò
questo
convergere
di
balneare
e
culturale
aggiunge
altre
specificità,
cui
contribuisce
anche
la
vicinanza
delle
isole
Eolie,
altro
“mito”
citato
più
volte
nei
post.
Inoltre,
poiché
dell’Italia
in
generale
si
apprezzano
molto
le
pasticcierie,
probabilmente
anche
questo
tocco
la
rende
ulteriormente
“appealing”.
La
Sicilia
è
un
universo
affascinante
per
i
popoli
di
lingua
inglese.
Un
mondo
a
sé
che
attrae
e
inibisce.
Un
mondo
visto
anche
con
un
filo
di
paura.
Non
sembra
vero,
a
molti,
poter
guardare
a
questo
universo
insieme
dall’alto
(Taormina
ha
questa
caratteristica
paesaggistica)
e
dall’interno,
in
una
situazione
che
genera
insieme
sicurezza,
con
una
confortevolezza
di
standard
internazionale
e
l’
“azzardo”
di
trovarsi
pienamente
immersi
nel
macrocosmo
siciliano.
Per
quanto
riguarda
il
Salento,
ci
sono
alcune
similitudini
con
Taormina.
Anche
qui
ci
sono
centri
storici
chiusi
al
traffico
delle
auto.
C’è
sempre
un
effetto
borgo,
un
effetto
legato
alla
tradizione
italiana
delle
città,
dove
si
trova
l’artigiano,
l’artista,
la
trattoria,
i
frutti
della
terra
e
le
tradizioni.
Anche
in
questo
caso
vince
la
semplicità,
perché
tutto
è
a
portata
di
mano,
e
si
ottiene
la
sensazione
di
trovarsi
in
un
microcosmo
prezioso.
C’è
una
sorta
di
effetto
“cocooning”
che
accomuna
la
Sicilia
al
Salento
e
ad
altre
località
menzionate
in
cima
alla
graduatoria,
come
Parma,
Assisi,
Amalfi,
ma
anche
il
Garda,
Portofino,
Santa
Margherita
Ligure
e
tante
altre
ancora,
naturalmente
con
intensità
maggiore
o
minore
a
seconda
dei
casi.
Se
si
volesse
trovare
un
“unicum”,
almeno
quello
dettato
dalla
lettura
dei
post,
del
Salento
e
di
Taormina,
lo
si
ritrova
nel
mix
cultura
-‐
spiagge,
che
sembra
quasi
un
must,
una
connotazione
peculiare
delle
due
aree.
Insomma
si
tratta
di
microcosmi
imperniati
sulla
cultura
e
sul
mare.
L’essere
coccolati,
che
poi
viene
più
naturale
nei
centri
meno
grandi,
contribuisce
poi
a
dare
quel
“premio”
che
si
fa
molto
avvertire
sul
piano
dell’esperienza
personale
della
visita.
Per
le
altre
destinazioni
si
possono
fare
osservazioni
non
dissimili
da
quelle
fatte
per
Taormina
e
per
il
Salento.
Volendo
schematizzare
si
può
dire
che
le
migliori
esperienze
le
riservano
le
destinazioni
particolarmente
curate.
Effetto
che
trova
il
suo
alveo
naturale
nella
dimensione
spaziale
e
nella
valenza
culturale:
piccolo,
semplice,
ricco
e
curato
sembrano
gli
elementi
essenziali
del
mix;
la
seconda
tipologia
potrebbe
essere
definita
luglio
2014
37
Pagina 38 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
38
quella
dei
“territori
identitari”,
che
riescono
a
focalizzare
l’attenzione
sulla
singola
destinazione,
ma
anche
sul
contesto
che
li
contiene,
come
nel
caso
dell’Alto
Adige
e
del
Trentino.
Le
grandi
città
d’arte:
Roma,
Venezia
e
Firenze
fanno
storia
a
sé.
La
cultura
qui
più
che
l’effetto
borghigiano
ha
una
dimensione
quasi
“pop”.
Nelle
tre
città
c’è
l’universalità
del
mondo
turistico,
con
la
sua
varietà
di
ristorazione,
spazi
urbani
connotanti,
articolazione
degli
interessi,
l’imponenza
dell’offerta
culturale,
lo
shopping;
è
insomma
la
“grande
festa”,
il
grande
ritrovarsi,
tanto
che
talvolta
i
luoghi
d’arte
sono
interessanti
più
che
per
il
loro
valore
artistico
per
quello
di
riconoscimento
sociale,
di
ritrovo
delle
persone
che
hanno
o
cercano
un
riconoscimento
“glamour”.
È
l’avventura
della
città,
con
le
sue
infinite
possibilità
relazionali.
È
la
festa
della
socialità,
della
folla,
della
contemporaneità.
In
generale,
rispetto
al
Paese,
dall’insieme
dei
commenti
si
evince
che
la
destinazione
ideale
deve
essere,
per
le
sue
caratteristiche
distintive,
un
unicum,
una
rarità,
con
una
qualità
eccellente
dei
servizi
e
una
logistica
adeguata.
Il
punto
è
che
l’ospite
non
può
essere
colpito
dalla
meraviglia
di
un
dipinto
in
un
museo
e
poi
irritato
dall’impossibilità
di
parcheggiare.
Questi
aspetti
legati
alla
logistica
rappresentano
una
sorta
di
condizione
necessaria,
ma
non
sufficiente.
Non
si
va
nei
posti
solo
perché
la
sua
logistica
è
perfetta
e
agevole.
Ma,
allo
stesso
tempo,
è
difficile
godere
di
una
destinazione,
delle
sue
promesse,
se
la
qualità
(e
l’umore)
sono
inficiati
da
costrizioni
che
distraggono
dalla
bellezza
e
non
consentono
una
piena
immersione
nell’ambiente
della
vacanza.
Passando
alle
graduatorie
settoriali,
si
ottengono
ancora
altre
indicazioni
su
come
interpretare
la
soddisfazione
dei
turisti
di
lingua
inglese
verso
le
nostre
maggiori
destinazioni
turistiche.
Abbiamo
diviso
semplicemente
le
destinazioni
per
la
loro
prevalente
posizione
geografica.
Però
è
una
classificazione
di
comodo,
che
serve
a
denotare,
ma
non
a
connotare.
Nel
senso
che
una
qualità
per
cui
vale
una
destinazione
balneare,
non
è
la
sua
balnearità,
o
almeno
non
solo
quella,
ma
la
sua
qualità
urbana,
o
la
sua
qualità
storico-‐artistica
e
architettonica.
Nelle
classificazioni
solo
geografiche
si
perdono
queste
qualità.
Ad
esempio,
è
riduttivo
pensare
ad
Amalfi
come
“destinazione
balneare”.
Allo
stesso
modo
Taormina
o
Tropea.
E’
così
argomentando,
si
arriva
a
capire
che
la
qualità
migliore,
vincente,
delle
“destinazioni
balneari”,
si
ritrova
appunto
nel
mix
di
mare/spiagge,
ma
anche
di
preziosità,
unicità,
di
carattere
urbano.
E
non
manca
di
contribuirvi
anche
il
contesto
culturale,
da
quello
sedimentato,
con
musei
e
siti
archeologici,
a
quello
contemporaneo,
dato
dalle
mostre
e
dai
festival
estivi.
luglio
2014
38
Pagina 39 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
39
Al
primo
posto
tra
le
località
di
mare
si
trova
Taormina
(Tab.
7),
seguita
a
un
solo
punto
dal
Salento
e
poi
dal
terzetto:
Garda,
Portofino
e
Costa
Smeralda.
E’
ovvio
che
il
Garda
sia
un
lago,
ma
nessuno
se
ne
preoccupa,
perché
contiene
oltre
alle
possibilità
del
balneare,
anche
l’effetto
diffuso
di
dimensione
borghigiana,
per
di
più
sull’acqua.
Il
mix
acqua
e
storia
sembra
per
lo
più
vincente
in
tutte
le
prime
dieci
posizioni.
Hanno
questa
caratteristica
anche
Amalfi,
Capri,
Tropea
e
Santa
Margherita
Ligure.
Sembra
allontanarsi
leggermente
solo
Forte
dei
Marmi,
ma
non
è
così,
perché
se
manca
l’effetto
borgo,
che
si
ritrova
comunque
nella
vicina
Pietrasanta,
è
ben
presente
l’effetto
urbano,
con
lo
shopping,
la
bicicletta,
che
affiora
qui
e
là
come
un
elemento
connotante
la
qualità
di
molte
località.
TAB.
7
–
Ranking
delle
destinazioni
turistiche
balneari
DESTINAZIONE
VALUTAZIONE
TAORMINA
82
SALENTO
81
PORTOFINO
80
COSTA
SMERALDA
80
GARDA
80
S.
MARGHERITA
LIGURE
79
AMALFI
78
CAPRI
77
FORTE
DEI
MARMI
77
TROPEA/CAPO
VATICANO
76
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito©
Expert
System
Fra
le
destinazioni
che
possono
essere
definite
cittadine,
cioè
non
legate
alla
presenza
del
mare
e
della
montagna,
vincono
decisamente
le
città
medie
e
medio-‐
piccole.
E’
qui
che
si
ritrova
più
chiaro
l’effetto
borgo,
e
ciascuna
di
esse
ha
il
suo
mix
originale
di
qualità.
Al
primo
posto
è
Parma
(Tab.
8),
che
racchiude
l’effetto
piazza,
la
cultura,
la
cucina,
le
tradizioni
e
l’effetto
cocooning
di
cui
si
è
detto.
A
seguire
Lucca
e
la
sorprendente
Siracusa.
Si
è
stati
indecisi
se
inserire
questa
città
in
questa
sezione
della
graduatoria
o
in
quelle
“balneari”:
sarebbe
stato
giusto
in
entrambi
i
casi.
Ma
forse
Siracusa,
anche
per
questa
sua
doppia
qualità,
è
un
po’
il
prototipo
di
quanto
detto
sinora.
Siracusa
si
presenta
con
il
suo
effetto-‐borgo,
grazie
anche
all’isola
di
Ortigia,
che
luglio
2014
39
Pagina 40 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
40
ne
definisce
anche
visivamente
il
senso,
e
porta
con
sé
ben
distinti
i
caratteri
della
Sicilia,
che
connotano
molte
località
dell’isola,
c’è
l’effetto
storico-‐artistico
e
delle
tradizioni
della
cucina.
Valgono
per
Siracusa
le
cose
dette
per
Taormina,
con
in
meno
solo
la
minore
forza
degli
alberghi,
dell’industria
dell’ospitalità
in
senso
stretto.
Seguono
in
graduatoria
Mantova
e
Trento,
quest’ultima
città
molto
favorita
dalla
presenza
dei
due
nuovi
musei,
il
MART
(per
l’arte
contemporanea)
e
il
MUSE
(per
le
scienze).
TAB.
8
–
Ranking
delle
città
-‐
destinazioni
turistiche
DESTINAZIONE
VALUTAZIONE
PARMA
81
LUCCA
80
SIRACUSA
79
MANTOVA
78
TRENTO
78
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito©
Expert
System
Fra
le
destinazioni
montane
(Tab.
9)
la
situazione
ha
qualche
tratto
di
ambiguità,
per
la
quasi
assoluta
indecifrabilità
geografica
della
percezione
dei
confini,
soprattutto
sulla
parte
orientale
delle
Alpi.
Spesso
nei
messaggi
viene
data
una
definizione
molto
ampia
del
posto
dove
si
è
(ad
esempio
in
Alto
Adige
o
in
Trentino),
altre
volte
si
cita
la
località
effettiva,
cioè
il
nome
del
comune,
in
altri
casi
ancora
si
cita
la
valle,
che
comprende
in
genere
più
comuni.
Inoltre,
leggendo
i
post,
si
capisce
che
nell’immaginario
turistico
il
Trentino
quasi
comprende
anche
l’Alto
Adige,
nel
senso
che
vengono
incluse
nella
provincia
di
Trento
destinazioni
che
appartengono
a
quella
di
Bolzano.
Tuttavia
essendo
i
giudizi
largamente
positivi
per
entrambi,
la
confusione
geografica
non
cambia
troppo
le
cose.
Curioso
che
Merano
venga
però
citata
a
parte,
come
Bolzano,
e
non
la
si
fa
rientrare
nella
percezione
dell’Alto
Adige,
che
quindi,
dal
punto
di
vista
turistico,
sembra
comprendere
tutto,
tranne
che
i
due
centri
maggiori,
più
“cittadini”.
luglio
2014
40
Pagina 41 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
41
TAB.
9
–
Ranking
delle
destinazioni
turistiche
montane
DESTINAZIONE
VALUTAZIONE
ALTO
ADIGE
80
MERAMO
80
COURMAYEUR
79
CORTINA
80
TRENTINO
78
Fonte:
Elaborazione
Sociometrica
su
tecnologia
Cogito©
Expert
System
Uniche
presenze
“estranee”
alla
regione
trentino-‐sudtirolese
sono
Courmayeur
e
Cortina,
che
conquistano
due
posizioni
fra
le
prime
cinque.
Le
altre
località
montane
alpine,
e
non
alpine,
sono
parecchio
lontano
da
queste
prime
cinque
destinazioni.
luglio
2014
41
Pagina 42 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
42
7.
EMOZIONI,
INDUSTRIA
E
PRIMATO
ITALIANO
L’indagine
ha
evidenziato
le
percezioni
dei
turisti.
Non
si
tratta
naturalmente
di
un’analisi
del
sistema
turistico
italiano,
con
i
suoi
punti
di
forza
e
di
debolezza,
né
tanto
meno
se
ne
possono
ricavare
in
maniera
meccanica
le
politiche
da
fare.
Sono
però
le
percezioni
dei
punti
di
forza
e
di
debolezza
del
paese,
visti
con
gli
occhi
dei
“consumatori”,
di
quanti
concretamente
acquistano
i
viaggi,
i
soggiorni
e
tutto
il
resto,
insomma
è
il
punto
di
vista
più
importante.
Far
parlare
i
protagonisti,
gli
ospiti,
è
la
prima
conquista
di
una
nuova
politica
turistica.
Non
è
una
considerazione
di
poca
importanza,
perché
raramente,
quando
si
tratta
di
fare
politica,
si
parte
proprio
dai
desideri
dei
turisti.
Sentire
dalla
loro
viva
voce
(o
meglio,
dalla
loro
viva
scrittura)
qual
è
la
reale
esperienza
che
si
vive,
visitando
il
nostro
Paese,
è
un
bene
prezioso,
la
base
di
qualunque
ragionamento
da
fare
poi
sul
piano
dell’offerta.
Emerge
l’unità
della
figura
del
turista,
che
non
è
una
persona
a
una
sola
dimensione:
nella
sua
esperienza
entrano
allo
stesso
modo
la
meraviglia
per
le
opere
d’arte,
ma
anche
l’irritazione
per
quando,
per
fortuna
non
molte
volte,
incontra
un
deficit
di
comunicazione,
del
servizio,
o
peggio
subisce
atteggiamenti
anti-‐turistici.
La
forza
dell’Italia,
dove
questa
si
esprime
al
massimo
livello,
è
in
un
mix
di
grande
fascino:
la
cultura
intesa
più
come
contesto
urbano
di
socializzazione
(il
borgo,
come
detto
all’inizio
di
questo
Rapporto)
piuttosto
che
semplicemente
come
quantità
di
opere
d’arte;
la
qualità
della
cucina
e
del
cibo;
lo
stile
di
vita
che
trova
nella
piazza
il
suo
luogo
esemplare;
i
prodotti
emozionali
del
“made
in
Italy”;
il
paesaggio
e
la
varietà
di
situazioni
che
si
possono
incontrare.
Non
è
un
mix
facile
da
riprodurre,
ma
è
anche
un
mix
che
fa
presto
a
smontarsi
quando,
ad
esempio,
la
logistica
e
altri
fattori
ne
minano
alle
fondamenta
il
vissuto
reale
dei
nostri
ospiti.
Se
è
vero
che
un
visitatore
sembra
vivere
in
una
bolla
alimentata
dalle
suggestioni
del
luogo
e
delle
emozioni
che
lo
motivano
alla
visita,
basta
però
poco
a
rovinarla.
Dall’indagine
arriva
una
sottolineatura,
spesso
sottaciuta
o
trascurata,
dell’importanza
del
servizio,
della
cura
con
cui
gli
ospiti
sono
trattati
e
considerati.
Si
fa
spesso
notare,
nella
pubblicistica
non
solo
turistica,
i
valori
in
astratto,
ad
esempio
del
patrimonio
storico-‐artistico,
ma
si
sorvola
sulla
reale
esperienza
che
quei
tesori
luglio
2014
42
Pagina 43 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
43
procurano
a
chi
li
visita.
Si
sarebbe
tentati
di
dire
che,
en
passant,
la
grande
ammirazione
verso
le
piazze,
oltre
che
per
le
ragioni
già
espresse,
ci
sia
perché
sono
semplici,
non
ci
sono
organizzazioni
di
sorta
a
“complicarne”
la
visita,
e
sono
lasciate
alla
libera
e
fluida
presenza
della
gente,
nei
modi
e
nelle
forme
che
di
volta
in
volta
ritengono
più
soddisfacente.
Sembra
che
le
regole,
talvolta,
più
che
a
regolare
servano
a
complicare,
sotto
il
peso
della
burocrazia,
dei
divieti
e
quant’altro.
Fare
le
cose
semplici
sembra
talvolta
difficile.
Quello
che
l’indagine
ci
dice
sul
piano
metodologico
e
anche
sul
merito,
è
il
potere
della
folla,
il
potere
delle
esperienze
singole
che
sommandosi
diventano
“luogo
comune”,
quello
che
poi
tutti
seguiranno.
La
lettura
dei
post
va
dentro
il
cuore
dell’esperienza
della
visita,
coglie
il
movimento,
non
solo
quello
che
non
cambia.
Il
valore
di
un
museo
rimane
nel
tempo,
mentre
l’esperienza
della
visita
varia
a
seconda
delle
circostanze
legate
al
momento.
La
logica
dei
social
media
riporta
tutto
su
un
terreno
comune:
siamo
tutti
dentro
la
stessa
arena
e
nessuno
sta
in
alto.
E
poi
c’è
la
velocità:
un
cattivo
commento
cambia
in
un
attimo
anche
convinzioni
sedimentate,
o
quanto
meno
rende
necessarie
sue
ulteriori
verifiche.
È
come
essere
passati
da
un
film
in
“slow
motion”
(“è
sempre
stato
così”,
“le
cose
saranno
sempre
così”)
all’avanti
veloce,
dove
ogni
destinazione
viene
riconsiderata
a
misura
in
cui
si
susseguono
i
commenti,
e
poi
i
commenti
sui
commenti,
e
così
via.
Alla
fine
ogni
destinazione
appare
come
una
traiettoria
di
esperienze,
veloci
nel
loro
cambiamento
e,
soprattutto,
nella
percezione
che
producono.
E
quando
si
parla
di
percezione,
il
meccanismo
di
riferimento
è
quello
dei
“brand”
che
regna
sovrano
sui
mercati
del
largo
consumo.
Ogni
destinazione
è
un
“brand”,
come
avviene
nel
mondo
del
fashion.
Qual
è
la
percezione
di
marchi
come
Armani,
Vespa,
Zegna,
Ferrari
o
Diesel?
Quali
sono
le
differenze
interne?
Come
la
gente
si
riconosce
nell’una
o
nell’altra?
Come
ne
esclude
alcuni
e
come
sia
disposta
a
spendere
molto
di
più
per
averne
altri?
Un
discorso
analogo
può
essere
fatto
per
le
destinazioni
turistiche,
per
la
loro
capacità
di
raggrumare
sensazioni,
valori,
appunto
percezioni.
Ecco
perciò
che
la
“politica
turistica”
è
qualcosa
di
ben
più
complicato
e
sottile
della
sola
informazione
sulla
storia
di
un
luogo,
ma
attraversa
la
sua
vita
vera,
il
modo
come
sono
organizzati
i
servizi
per
gli
ospiti,
in
un
continuo
alternarsi
dell’alto
(la
cultura,
il
paesaggio,
il
gusto)
e
del
basso
(l’informazione
sui
trasporti,
i
cartelli,
la
prenotazione
in
tempo
reale).
Possiamo
immaginare
l’esperienza
di
un
viaggio
come
una
successione
luglio
2014
43
Pagina 44 — PDF originale
IL
SENSO
DEI
TURISTI
PER
L’ITALIA
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senza
soluzione
di
continuità
di
molti
fattori,
moltiplicati
per
la
loro
valenza
emotiva
e
ciascuno
di
essi
porta
con
sé
un
segno,
come
una
somma
di
emozioni,
di
percezioni,
o
semplicemente
di
sensazioni
dello
star
bene
o
dello
star
male.
Lavorare
sull’offerta
non
è
mai
stato
un
vero
obiettivo,
ad
esempio
della
parte
pubblica,
che
preferisce
promozione,
comunicazione,
eventi,
insomma
occuparsi
della
domanda,
perché
è
anche
più
semplice
e
non
crea
complicazioni.
Ma
queste
ultime
si
ritrovano
poi
nell’esperienza
concreta
di
chi
soggiorna.
Assumere
questa
consapevolezza:
che
la
meraviglia
di
un
luogo
non
esime
dal
lavorarci
sopra;
che
gli
ospiti
non
sono
tagliati
con
l’accetta
per
tipologie,
ma
hanno
una
ricchezza
d’esperienza
che
coinvolge
ogni
aspetto
del
loro
viaggio;
che
l’organizzazione
non
è
un
residuo
di
cui
non
si
occupa
nessuno,
ma
rende
testimonianza
di
un
luogo
allo
stesso
modo
delle
componenti
“alte”,
è
una
grande
conquista.
Il
senso
del
tutto
è
che
la
forza
dell’Italia
turistica
sta
nelle
sue
“eccezioni”,
come
descritte
in
precedenza,
ma
questa
caratteristica
ha
bisogno
di
essere
esaltata
attraverso
la
capacità
di
incorporare
qualità
dei
servizi
(i
“fattori
freddi”),
efficienza
dell’organizzazione,
in
una
parola
creando
una
grande
industria
dell’ospitalità.
E’
il
passaggio
che
già
alcune
destinazioni
hanno
compiuto,
altre
s’apprestano
a
compiere,
fino
a
coprire
(sperabilmente)
il
Paese
intero.
Da
qui
rinascerà
il
primato
italiano
nell’ospitalità.
luglio
2014
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1st Report on the Perception of Italian Tourism Destinations
The first report on the perception of Italian tourism destinations in the online conversation.
