Sociometrica
Tutti i report di ricerca

2024 · Turismo

Overtourism e strategie di contenimento: il caso di Capri

Un'indagine scientifica sul fenomeno dell'overtourism in una delle destinazioni più famose del mondo, con attenzione a tutti i risvolti sociali ed economici.

Leggi il report completo (PDF)

Cita questa ricerca

Sociometrica (2024). Overtourism e strategie di contenimento: il caso di Capri. https://www.sociometrica.it/research/overtourism-capri

Testo del documento

Testo estratto dal PDF. Per grafici, tabelle e impaginazione originale, consulta il documento.

Pagina 2 — PDF originale

Il presente Rapporto di Ricerca è stato realizzato da un gruppo di lavoro di Sociometrica in ottobre del 2024. Per informazioni sulla ricerca: www.sociometrica.it, gianfranco.cataldi@sociometrica.it 2

Pagina 3 — PDF originale

INDICE Premessa 4 PARTE I: LA MISURA DELL’OVERTOURISM 1.1 Scivolose definizioni 6 1.2 La via maestra della metodologia 7 PARTE II: TENDENZE DEL TURISMO A CAPRI 2.1 Escursionisti vs. pernottanti 11 2.2 L’andamento dei flussi 17 PARTE III: IL CALCOLO DELL’OVERTOURISM A CAPRI 28 CONCLUSIONI: IL GOVERNO FELICE DELL’OVERTOURISM 34 3

Pagina 4 — PDF originale

PREMESSA Negli ultimi tempi, il dibattito sull'overtourism è diventato centrale nel discorso pubblico. Questo fenomeno, che si riferisce a un'elevata concentrazione di visitatori in destinazioni come Venezia, Roma e altre destinazioni “superstar”, anche di piccole dimensioni come Capri, viene spesso illustrato con immagini di strade affollate, e si riportano proteste, disaffezioni e talvolta ostilità dei residenti. Queste rappresentazioni hanno scatenato intense reazioni sui social media, in alcuni casi sfociando in un'avversione dichiarata verso i turisti. Questa narrazione generalizzata e imprecisa, accompagnata da un linguaggio che dipinge (ingiustamente) il turista come un’entità estranea, remota, della quale si ignora l'identità e le motivazioni che lo spingono a visitare un luogo, quasi che “i turisti siano sempre gli altri”. Tra l’altro, si potrebbe proporre una terminologia più inclusiva, riferendosi ai turisti come "ospiti", promuovendo così una cultura dell'accoglienza e della comprensione reciproca. Questa offensiva mediatica rischia, anziché portare a un governo, magari anche felice, del turismo, alla sua demonizzazione. Quasi che l'overtourism sia inevitabile, un destino, un fenomeno inscindibile dalla sua dimensione “over”. Di fronte a questa situazione, emerge l'esigenza, da un lato, di comprendere a fondo le ragioni e i meccanismi attraverso cui si sviluppa l'overtourism, e dall'altro, di assumere decisioni, definire nuove leggi e introdurre strategie per contenere il fenomeno. È importante dimostrare che le destinazioni turistiche, anche quelle più famose, possono approntare un governo del turismo in grado di contrastare l’overtourism, ottimizzando l’esperienza sia degli ospiti che dei residenti, anche perché, semplicemente, dove non c’è sostenibilità, questa manca per entrambi. Questo report, con un focus specifico su Capri, inteso come destinazione turistica unitaria che comprende i due comuni di Capri e Anacapri, mira ad analizzare in dettaglio le dinamiche dell'overtourism. L’obiettivo principale è identificare criteri chiari per definire l’eccesso di affluenza turistica, stabilendo indicatori concreti e comprendendo le circostanze e le modalità con cui tale fenomeno si manifesta. Inoltre, intende indagare le cause profonde dell’overtourism, superando le interpretazioni superficiali, e delineare alcuni temi particolarmente controversi o delicati, con implicazioni sia etiche che politiche, nella scelta delle politiche di contenimento. 4

Pagina 5 — PDF originale

L’overtourism può essere contrastato in molti modi: alcuni hanno conseguenze insostenibili sul piano etico-morale, altri non sono efficaci come potrebbe sembrare a prima vista, mentre altri ancora riguardano solo alcuni aspetti, ma non tutti. L’obiettivo è, in qualche modo, quello di contemperare quelli che possono sembrare opposti, o meglio di tener conto delle diverse esigenze per raggiungere una soluzione accettata sia dai residenti che dagli ospiti. Dal punto di vista metodologico è bene specificare che gli indicatori per calcolare l’impatto del turismo con gli indicatori dell’overtourism sono calcolati sul semestre che va da aprile (compreso) a settembre (compreso). Non ha senso fare medie annuali che sono un puro artificio di calcolo, essendo ovvio che l’overtourism non si manifesti a Capri nei mesi invernali. Per altro, l’arco dei sei mesi è talmente ampio da non registrare solo “picchi”, ma copre un ampio numero di mesi. 5

Pagina 6 — PDF originale

PARTE PRIMA: LA MISURA DELL’OVERTOURISM 1.1 - Scivolose definizioni di Overtourism Sebbene il fenomeno dell'overtourism abbia guadagnato sempre più attenzione, manca ancora una definizione condivisa che lo descriva in modo chiaro e universale. Numerosi studi hanno tentato di analizzarne le dinamiche, ma la complessità intrinseca del fenomeno rende difficile concordare su un’unica interpretazione. L’overtourism si verifica quando residenti e visitatori percepiscono un afflusso eccessivo di turisti, tale da compromettere la qualità della vita e l'esperienza turistica. La percezione risulta essere un elemento centrale. Pur trattandosi di un fenomeno collettivo, essa affonda le sue radici in una soggettività che varia da individuo a individuo. È importante sottolineare che l’overtourism ha un impatto non solo sui residenti, ma anche sui turisti. Se questi ultimi continuassero a visitare una destinazione nonostante l'affollamento, potrebbe indicare l'esistenza di fattori compensativi. Tuttavia, è improbabile che gli ospiti scelgano di tornare in un luogo se lo percepiscono come eccessivamente sovraffollato. Questa complessità ci spinge a cercare una definizione più solida e misurabile dell'overtourism, che consideri una molteplicità di variabili e abbracci una gamma più ampia di prospettive rispetto al solo aspetto dell'affollamento. Un altro aspetto da considerare riguarda la capacità delle singole destinazioni di gestire efficacemente i flussi turistici. L’organizzazione, le infrastrutture e i servizi offerti giocano un ruolo cruciale nella percezione del sovraffollamento. In assenza di una gestione efficiente, anche un flusso turistico moderato può essere percepito come eccessivo. In questo contesto, il report si propone di analizzare metodologie e indicatori oggettivi per quantificare l'overtourism a Capri, fornendo una panoramica completa e multidimensionale del fenomeno. 6

Pagina 7 — PDF originale

1.2 - La via maestra della metodologia Il primo passo metodologico imprescindibile è la delimitazione delle manifestazioni concrete dell'overtourism, seguita dall'individuazione degli indicatori adeguati per misurare tali fenomeni. Iniziamo, dunque, con il definire i segnali che possono indicare l'insorgere di effetti negativi legati all'overtourism. L’overtourism non si limita semplicemente a un elevato afflusso di visitatori, ma si manifesta nell’alterazione dell’equilibrio tra visitatori e comunità locali, nonché nella pressione esercitata sul patrimonio naturale e culturale e sulle infrastrutture della destinazione, come evidenziato nei criteri precedentemente esposti. Pertanto, la coesistenza simultanea di tutti questi fattori, o di una loro prevalente maggioranza, potrebbe caratterizzare una località come "iper-turistica". Come possiamo misurare e valutare questi criteri? In altri termini, come si può costruire un insieme di dati che consenta un'analisi precisa dell'impatto del turismo su una specifica destinazione? Un criterio oggettivo sarebbe quello della valutazione dell'effettiva capacità delle infrastrutture di sostenere un certo livello di flussi turistici, ciò che si definisce "Capacity Exceeded", quando si supera una certa capacità di carico. Questo metodo è però molto costoso e quasi impossibile da sostenere, in quanto bisogna considerare: • Valutazione della sostenibilità ricettiva: Considerando il numero di strutture alberghiere autorizzate, il massimo livello di occupazione che si può raggiungere è il 100% delle camere disponibili durante tutto l'anno. Tuttavia, è evidente che un tasso di occupazione del 100% costante è virtualmente impossibile, anche nelle destinazioni turistiche più efficienti. Di conseguenza, non si può parlare di "eccesso", poiché il numero di camere è già stato stabilito in base alle autorizzazioni e, non potendo superare la capacità ricettiva, non può creare sovraffollamento. Inoltre, i servizi collegati come parcheggi, raccolta rifiuti e impatto generale sull'infrastruttura della destinazione sono stati da tempo integrati nell'organizzazione dei servizi locali, poiché gli hotel esistono da molti anni, spesso da decenni. Il vero elemento variabile è rappresentato dalle abitazioni private messe a disposizione sulle piattaforme digitali, che non seguono una pianificazione regolata, ma dipendono interamente dalla volontà dei proprietari di mettere a disposizione le proprie abitazioni. La misura dell'eccesso, in questo caso, dovrebbe riguardare il numero massimo di case private destinate al turismo consentite in una determinata destinazione. Solo in questo contesto si può parlare di "sovraccarico" in una destinazione. • Valutazione della sostenibilità del trasporto: Esiste chiaramente una capacità di carico per infrastrutture specifiche, come gli impianti di risalita, facilmente calcolabile. Per quanto riguarda i trasporti urbani, come autobus e 7

Pagina 8 — PDF originale

metropolitane, la capacità è più complessa da stimare, ma è possibile farlo attraverso proxy. Tuttavia, il calcolo non può basarsi su una media generale, bensì sul principio del "collo di bottiglia". Ad esempio, non si potrebbe riscontrare alcun problema per gli impianti di risalita, ma ci potrebbero essere difficoltà nei trasporti che collegano gli hotel agli impianti o viceversa. Allo stesso modo, potrebbe non esserci un sovraccarico per l'intera rete di autobus di una città, ma potrebbero esserci difficoltà su singole linee, specialmente quelle più frequentate. • Sostenibilità delle attrazioni turistiche: Anche per le attrazioni turistiche, come musei o luoghi di interesse culturale, esiste un limite di capacità. Anche in questo caso, il calcolo della sostenibilità deve essere fatto su ogni singola attrazione, poiché una media generale che comprenda tutte le attrazioni della destinazione non sarebbe utile per individuare criticità specifiche. • Sostenibilità della rete stradale: Le strade rappresentano una sfida complessa in termini di sostenibilità turistica. Anche in questo caso, un calcolo medio non è significativo: è necessario individuare quali strade, in quali periodi e in quali giorni, si verificano situazioni di sovraffollamento. Le strade sono infatti uno degli elementi che più frequentemente creano colli di bottiglia nella logistica delle destinazioni turistiche. Se anche fossero disponibili questi indicatori, non sarebbero sufficienti per stabilire l’effettivo peso dell’overtourism, in quanto, ad esempio, moltiplicando le infrastrutture di trasporto e/o i mezzi di trasporto, avremmo sì rispettato le capacità di carico rispetto alle infrastrutture, ma il risultato finale sarebbe comunque l’overtourism rispetto alla popolazione e al territorio. Perciò bisogna concentrare l'attenzione proprio su questi due elementi fondamentali: l'impatto eventualmente eccessivo del turismo rispetto alla quantità di persone residenti e l'impatto eventualmente eccessivo del turismo rispetto alla superficie stessa del comune. Concentriamoci allora su questi due elementi. L'indicatore "Tourism Exposure" è il miglior indicatore che risponde a questi criteri di fondo perché: a) è semplice; b) si basa su dati disponibili e costanti nel tempo; c) è composto da dati oggettivi, da chiunque verificabili. Questo indicatore di "esposizione al turismo", meno impegnativo della capacità di carico ("Capacity Exceeded"), meno complesso del set di indicatori che abbiamo prima descritto e meno costoso di altri set possibili, è un modo per quantificare e valutare l'impatto del turismo su una destinazione. Inoltre, come detto, tiene conto dell'intensità del turismo in rapporto alla popolazione locale o alla dimensione dell'area. Questo indicatore può fornire informazioni sulla possibile pressione del turismo in una località. L’indicatore di "Tourism Exposure" intende misurare due dimensioni fondamentali dell’overtourism: l’intensità e l’estensione. Approfondiamo la natura di questi due indicatori. 8

Pagina 9 — PDF originale

a. Intensità del turismo - Definizione: Misura la densità di turisti in rapporto alla popolazione locale in un'area specifica e in un determinato periodo. - Implicazioni: Un'elevata intensità porta a congestione nelle aree turistiche, pressioni sulle infrastrutture, sovraffollamento, maggiori tempi di attesa e incremento dei rifiuti. - Misurazione: Indicatori comuni includono il rapporto tra turisti e residenti, oltre alla proporzione tra abitazioni private in affitto breve e camere alberghiere. Uno squilibrio a favore degli affitti brevi indica una maggiore intensità e imprevedibilità del flusso turistico. Questo rapporto viene calcolato prendendo il numero delle presenze turistiche presenti in un giorno medio e dividendo per la popolazione locale. Un rapporto più alto indica una maggiore esposizione ai turisti. b. Estensione del turismo - Definizione: Valuta la distribuzione geografica dei turisti su una regione o area più ampia. - Implicazioni: Un'ampia estensione implica che l'afflusso turistico impatti diverse aree oltre le attrazioni principali, generando benefici economici, ma anche pressioni ambientali. Tuttavia, la diffusione dei flussi richiede una gestione attenta di un numero maggiore di aree. - Misurazione: Questo rapporto viene calcolato prendendo sempre il numero delle presenze turistiche presenti in un giorno medio e dividendo per l'area totale (in chilometri quadrati) della destinazione. Per creare un indice unico dai due rapporti bisogna “normalizzarli”, cioè renderli confrontabili su una stessa metrica, non distorta dai valori congeniti alla differente scala della superficie e della popolazione; allora possiamo seguire questi passi: 1. Normalizzazione: La normalizzazione scalerà i valori di ogni rapporto in modo che rientrino nell'intervallo [0, 1]. Ciò garantisce che un rapporto non influenzi eccessivamente l'indice combinato a causa della sua grandezza. La formula di normalizzazione è: valore del dataset valore normalizzato =_______________________________________________ (valore massimo del dataset−valore minimo del dataset) 9

Pagina 10 — PDF originale

2. Combinazione: Dopo la normalizzazione, possiamo fare la media dei due valori normalizzati per ottenere un indice unificato per ogni città. Abbiamo perciò normalizzato i due rapporti ("turisti-per-kmq" e "turisti-per-residente") e poi abbiamo calcolato un indice unificato per ogni città facendo la media dei due valori normalizzati. Nel caso di Capri abbiamo una situazione molto particolare perché stiamo studiando una unica destinazione turistica, per altro nettamente e facilmente identificabile fisicamente perché è un’isola, composta amministrativamente da due comuni, Capri e Anacapri e non la stiamo confrontando con analoghe destinazioni turistiche; perciò, non abbiamo tecnicamente un “valore massimo” calcolato su varie destinazioni turistiche a cui far riferimento. Dal punto di vista matematico dobbiamo comunque avere un riferimento numerico e perciò abbiamo scelto come valore massimo avere 1.000 turisti per ogni chilometro quadrato. Quando il numero di turisti per chilometro quadrato supera i 1.000 vuol dire che siamo al di sopra del valore 1 nella scala da 0 a 1 e perciò in una situazione di overtourism. Perciò, nel caso di Capri la combinazione dei due indicatori non è la media tra i due indicatori, ma la somma dei due indicatori, ovviamente rapportata a 2 a questo punto. Detto questo, se la somma dei due indici è superiori a due, allora siamo in una situazione di overtourism. Possiamo perciò calcolare per Capri questo indicatore composito, che chiamiamo “Tourism Exposure”, che ci da un’idea generale dell’impatto della presenza turistica nell’isola. Vediamo però, prima del calcolo, la situazione turistica di Capri nelle dinamiche degli ultimi 10 anni. 10

Pagina 11 — PDF originale

PARTE SECONDA: TENDENZE DEL TURISMO A CAPRI 2.1 Escursionisti vs. Pernottanti Analizziamo adesso i flussi delle persone che sbarcano a Capri per tutte le ragioni e vediamo il loro andamento per tre categorie: i residenti, i pendolari e i turisti, entro cui sono compresi sia gli escursionisti che i pernottanti. È necessario, al buon fine della comprensione della rappresentazione dei dati che nella categoria “turisti” sono riuniti tutte le categorie di visitatori non residenti e non pendolari in arrivo sull’isola, tra questi anche i proprietari di seconde case, definiti nel gergo della classificazione portuale “Imu”, gli “omaggi”, cioè persone che visitano l’isola e dispongono di una dispensa per il pagamento della tassa d’imbarco e, ovviamente, anche i crocieristi muniti di voucher per visitare l’isola. È evidente che tutte queste categorie, al di là del titolo con il quale raggiungono l’isola, comunque raggiungono l’isola e perciò sono persone fisiche presenti sul territorio. 11

Pagina 12 — PDF originale

Commento sulla tabella degli sbarchi a Capri (2013-2023): 1. Tendenza generale pre-pandemia (2013-2019): - Si osserva un aumento costante del totale degli sbarchi e imbarchi, da 2.068.183 nel 2013 a 2.442.162 nel 2019 (+18,1%). I turisti (escursionisti e pernottanti) rappresentano la maggioranza dei movimenti, con una crescita significativa da 1.646.593 nel 2013 a 2.034.318 nel 2019 (+23,5%). - I movimenti dei residenti mostrano alcune fluttuazioni, ma con una tendenza generale all'aumento. I pendolari mostrano un trend in leggera diminuzione, da 139.624 nel 2013 a 110.075 nel 2019 (-21,2%). - Il 2021 mostra i primi segni di ripresa, con un totale di 1.217.533 movimenti. Nel 2022, i numeri si avvicinano ai livelli pre-pandemia, con 2.305.006 movimenti totali. Il 2023 segna un nuovo record con 2.722.998 movimenti, superando i livelli pre-pandemia del 11,5% rispetto al 2019. 2. Analisi per categoria: - Residenti: Mostrano una rapida ripresa post-pandemia, raggiungendo nel 2023 il numero più alto del decennio (325.875). - Pendolari: Recuperano più lentamente, ma nel 2023 (122.230) superano i livelli pre-pandemia. - Turisti: Mostrano una forte ripresa, raggiungendo nel 2023 (2.274.893) un numero significativamente superiore al picco pre-pandemia del 2019. 3. Considerazioni sulla sostenibilità: - Il superamento dei livelli pre-pandemia nel 2023 solleva questioni sulla capacità dell'isola di gestire in modo sostenibile questo volume di traffico. - L'aumento significativo dei turisti (che include sia escursionisti che pernottanti) ha portato a problemi di sovraffollamento, specialmente nei periodi di picco. Da notare che, mentre gli arrivi sono ancora sotto il livello del 2019, nel caso degli sbarchi si supera ampiamente il livello del 2019, quando erano 2,4 milioni nel 2023 sono 2,7 milioni. Teniamo conto che già nei primi mesi del 2024 ci si è già andati oltre questi livelli. Vediamo adesso per completezza di informazione l’andamento dei primi 9 mesi del 2024, anche se tutta l’analisi per ragioni ovvie riguarda l’annualità 2023. Tendenza generale: • i primi 9 mesi del 2024 mostrano un andamento variabile rispetto allo stesso periodo del 2023; 12

Pagina 13 — PDF originale

• il totale cumulativo fino a settembre 2024 è di 2.236.601 sbarchi rispetto al 2023, che era stato di 2.205.051, perciò abbiamo un incremento complessivo: di +1,4%. Continua perciò la tendenza di crescita della pressione turistica nell’isola anche per l’anno in corso. Andiamo adesso a calcolare un indicatore fondamentale per Capri, che riguarda il rapporto tra escursionisti e pernottanti. Addirittura, nel 2023 il 91% nel totale dei flussi turistici a Capri era dato dagli escursionisti, teniamo conto che nel 2014 era le 88 per 100, livello già altissimo, arrivato così ancora più in alto. 13

Pagina 14 — PDF originale

Commento sui dati degli arrivi (pernottanti) e degli escursionisti nell'Isola di Capri dal 2014 al 2023. Da notare che il numero degli “escursionisti” è calcolato dal numero totale di sbarchi, sottraendo: residenti, pendolari e la quota parte dei “turisti” che poi sono presenti nelle statistiche degli arrivi: 1. Proporzioni e volumi: - Gli escursionisti rappresentano costantemente la maggioranza dei visitatori di Capri, superando in maniera clamorosa il numero degli arrivi (pernottanti). - In media, gli escursionisti costituiscono circa l'88-89% del totale dei visitatori nel periodo pre-pandemia (2014-2019). 2. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Gli arrivi mostrano una crescita costante, passando da 196.430 nel 2014 a 247.384 nel 2019 (+26,0%). - Gli escursionisti mostrano fluttuazioni più ampie, ma con una tendenza generale di crescita, da 1.584.790 nel 2014 a 1.786.934 nel 2019 (+12,8%). - Il totale dei visitatori è aumentato da 1.781.220 nel 2014 a 2.034.318 nel 2019 (+14,2%). 3. Fase di ripresa (2021-2023): - La ripresa è stata graduale ma costante per entrambe le categorie. 14

Pagina 15 — PDF originale

- Nel 2023, gli arrivi (199.777) hanno quasi raggiunto i livelli pre-pandemia, mancando solo del 19,2% rispetto al picco del 2019. - Gli escursionisti (2.075.116) nel 2023 hanno non solo recuperato ma superato i livelli pre-pandemia, con un aumento del 16,1% rispetto al 2019. 4. Cambiamenti nella composizione dei visitatori: - La proporzione tra arrivi ed escursionisti è rimasta relativamente stabile nei primi anni analizzati, con una fortissima tendenza all'aumento della quota di escursionisti negli ultimi anni. - Nel 2023, gli escursionisti rappresentano il 91,2% del totale dei visitatori, la percentuale più alta del periodo analizzato. Nel 2023 abbiamo perciò 10,4 escursionisti per una persona che pernotta nell'isola appunto questo rapporto era dell’8,1 nel 2014. 15

Pagina 16 — PDF originale

Commento sull'andamento del rapporto tra escursionisti e turisti nell'Isola di Capri dal 2014 al 2023: 1. Periodo pre-pandemia (2014-2019): - Il rapporto tra escursionisti e turisti mostra una leggera tendenza al ribasso, passando da 8,1 nel 2014 a 7,2 nel 2019. Questo suggerisce un lieve aumento proporzionale dei turisti pernottanti rispetto agli escursionisti in questo periodo. - Il valore più basso in questo periodo si registra nel 2018 con 7,0 escursionisti per ogni turista pernottante. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Nel 2021 si nota una prima ripresa, con il rapporto che risale a 6,7, avvicinandosi ai livelli pre-pandemia. Il 2022 segna un punto di svolta significativo, con il rapporto che balza a 10,0, superando nettamente i livelli pre-pandemia. - Nel 2023 il trend al rialzo continua, raggiungendo il valore massimo del periodo analizzato di 10,4. Spesso, nel discorso pubblico viene citata la presenza delle imbarcazioni non di linea a cui talvolta si attribuisce il massimo peso della formazione nell'overtourism. I dati però ci dicono che il loro peso, pur essendo cresciuto nel corso degli anni, rimane abbastanza marginale Commento sull'andamento degli sbarchi a Capri, con focus sulle imbarcazioni non di linea (2013-2023): 1. Tendenza generale degli arrivi totali: 16

Pagina 17 — PDF originale

- Dal 2013 al 2019, si osserva un trend di crescita costante negli arrivi totali, da 2.068.183 a 2.442.162 (+18%). - Dal 2021 si nota una rapida ripresa, con il 2023 che supera i livelli pre- pandemia raggiungendo 2.722.998 arrivi. 2. Andamento degli arrivi da imbarcazioni non di linea: - Fino al 2019, gli arrivi non di linea mostrano fluttuazioni, con un picco nel 2019 di 201.275. - Dal 2021 si osserva un aumento notevole, con il 2023 che raggiunge un massimo storico di 376.050 arrivi. 3. Percentuale degli arrivi non di linea sul totale: - Dal 2013 al 2019, la percentuale oscilla tra il 4,3% e l'8,2%, con una media intorno al 6-7%. - Il 2020 mostra una leggera diminuzione al 4,0%, indicando un impatto proporzionalmente maggiore sugli arrivi non di linea. - Il 2021 segna un picco straordinario del 24,5%, dovuto agli effetti della pandemia che ha ridotto drasticamente gli sbarchi di linea, mentre l’uso dell’imbarcazione non di linea è sembrata più sicura dal punto di vista sanitario. Si tratta perciò di un dato anomalo; - Il 2022 e 2023 si stabilizzano intorno al 13,8-13,9%, un livello significativamente più alto rispetto al periodo pre-pandemia. 2.2 L’andamento dei flussi turistici Una distinzione, anche lessicale, è necessaria quando si affronta il tema dei flussi turistici a Capri. Noi abbiamo sostanzialmente due fonti distinte di dati sui flussi turistici. La prima fonte sono i dati raccolti dall’ISTAT, che unisce gli arrivi alberghieri ed extra-alberghieri nelle strutture ricettive dell'isola. In particolare, il totale delle presenze turistiche indica il numero complessivo delle notti trascorse in una struttura sull'isola, mentre gli arrivi, al lordo delle ripetizioni, comprendono il numero di persone. Per questo insieme di dati possiamo parlare di "pernottanti", ossia di persone che pernottano sull'isola. 17

Pagina 18 — PDF originale

C'è un altro flusso di dati che proviene dal porto, dato che l'unico modo per raggiungere l'isola è via mare. In questo caso, abbiamo una tripartizione del flusso complessivo: residenti, ovvero persone che vivono sull'isola e si spostano per vari motivi; pendolari, cioè persone che viaggiano da/per l'isola per motivi di lavoro; e infine turisti. In questa definizione di turisti rientrano sia coloro che pernottano sia quanti trascorrono del tempo sull'isola senza pernottare. Con la definizione di turisti, in questo caso, si comprende la somma dei pernottanti e degli escursionisti. Questa distinzione è fondamentale per comprendere appieno le dinamiche del turismo sull'isola. Cominciamo allora quindi seminare i dati che si riferiscono ai pernottanti, vale a dire agli arrivi e alle presenze turistiche propriamente dette, o meglio, così definite nel lessico statistico del turismo. 18

Pagina 19 — PDF originale

Commento sui dati degli arrivi turistici nell'Isola di Capri suddivisi tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Trend pre-pandemia (2014-2019): - Gli arrivi di turisti stranieri hanno mostrato una crescita costante, passando da 125.472 nel 2014 a 173.839 nel 2019 (+38,5%). - Gli arrivi di turisti italiani sono rimasti relativamente stabili, oscillando tra 66.772 e 74.556, con un leggero trend di crescita. - La proporzione di turisti stranieri è aumentata gradualmente, passando dal 63,9% nel 2014 al 70,3% nel 2019. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, ma più marcata per gli stranieri. - Il 2022 ha visto un forte recupero degli arrivi stranieri (125.215), superando nuovamente gli italiani (49.259). 19

Pagina 20 — PDF originale

- Nel 2023, gli arrivi stranieri (151.194) si sono avvicinati ai livelli pre-pandemia, mentre gli arrivi italiani (48.583) sono rimasti inferiori. 3. Cambiamenti nella composizione dei turisti: - Pre-pandemia, la proporzione di turisti stranieri era in costante aumento, raggiungendo il 70,3% nel 2019. - Nel 2020, questa tendenza si è invertita bruscamente, con gli italiani che hanno rappresentato il 72,1% degli arrivi. - Dal 2021, la proporzione di turisti stranieri è tornata a crescere, raggiungendo il 75,7% nel 2023, superando i livelli pre-pandemia. - Il turismo straniero ha mostrato una maggiore volatilità, subendo il calo più drastico ma anche la ripresa più rapida. - Il turismo italiano ha mostrato una maggiore resilienza durante la crisi, ma non ha recuperato completamente i livelli pre-pandemia. 6. Tendenze recenti (2022-2023): - Gli arrivi di turisti stranieri continuano a crescere, superando i livelli pre-pandemia in termini di proporzione sul totale. - Gli arrivi di turisti italiani mostrano un leggero calo, suggerendo possibili cambiamenti nelle preferenze di viaggio o nella competitività di Capri nel mercato domestico. 20

Pagina 21 — PDF originale

Commento sui dati degli arrivi turistici in hotel nell'Isola di Capri, suddivisi tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Gli arrivi di turisti stranieri in hotel hanno mostrato una crescita costante, passando da 114.981 nel 2014 a 143.582 nel 2019 (+24,9%). - Gli arrivi di turisti italiani sono rimasti relativamente stabili, oscillando tra 59.725 e 62.548, con una leggera tendenza al ribasso. - La proporzione di turisti stranieri è aumentata gradualmente, passando dal 64,8% nel 2014 al 70,6% nel 2019. - Il totale degli arrivi in hotel è cresciuto del 14,5% in questo periodo, principalmente trainato dall'aumento dei turisti stranieri. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, ma più marcata per gli stranieri. - Il 2022 ha visto un forte recupero degli arrivi stranieri (102.830), superando nuovamente gli italiani (40.535) e rappresentando il 71,7% del totale. - Nel 2023, gli arrivi stranieri (121.491) si sono avvicinati ai livelli pre-pandemia, mentre gli arrivi italiani (39.561) sono rimasti significativamente inferiori. - Il totale degli arrivi in hotel nel 2023 (161.052) è ancora inferiore del 20,8% rispetto al picco del 2019 (203.307). 21

Pagina 22 — PDF originale

Commento sui dati degli arrivi turistici solo nelle strutture extra-alberghiere nell'Isola di Capri, suddivisi tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Si osserva una crescita significativa degli arrivi totali in strutture extra-alberghiere, passando da 18.901 nel 2014 a 44.077 nel 2019 (+133,2%). Gli arrivi di turisti stranieri hanno mostrato una crescita molto marcata, passando da 10.491 nel 2014 a 30.257 nel 2019 (+188,4%). - Gli arrivi di turisti italiani sono aumentati in modo più moderato, da 8.410 nel 2014 a 13.820 nel 2019 (+64,3%). La proporzione di turisti stranieri è aumentata dal 55,5% nel 2014 al 68,6% nel 2019. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, più marcata per gli stranieri. Il 2022 ha visto un forte recupero degli arrivi stranieri (22.385), superando nuovamente gli italiani (8.724) e rappresentando il 72% del totale. Nel 2023, gli arrivi stranieri (29.703) si sono quasi completamente ripresi, raggiungendo livelli 22

Pagina 23 — PDF originale

simili al 2019, mentre gli arrivi italiani (9.022) sono rimasti significativamente inferiori ai livelli pre-pandemia. Passiamo adesso all’esame dei flussi relativi alle presenze turistiche. Commento sui dati delle presenze turistiche nell'Isola di Capri, vale a dire il numero di notti, dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Si osserva una crescita costante delle presenze turistiche dal 2014 al 2019. Il numero di presenze è aumentato da 500.965 nel 2014 a 609.671 nel 2019, con un incremento complessivo del 21,7% in questo periodo. - Il tasso di crescita annuale medio in questo periodo è stato del 4,0%. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Dal 2021 si osserva una ripresa significativa e costante. Nel 2021, le presenze sono aumentate del 60,0% rispetto al 2020, raggiungendo 334. 819. La crescita è continuata nel 2022 con 509.370 presenze, un aumento del 52,1% rispetto al 2021. - Nel 2023, le presenze hanno raggiunto 571.537, con un incremento del 12,2% rispetto al 2022. 23

Pagina 24 — PDF originale

3. Confronto con i livelli pre-pandemia: - Nonostante la forte ripresa, i numeri del 2023 (571.537 presenze) sono ancora leggermente inferiori ai livelli pre-pandemia del 2019 (609.671 presenze). - Il dato del 2023 ha recuperato il 93,7% dei livelli del 2019, mancando circa 38.000 presenze per raggiungere il picco pre-pandemia. Commento sui dati delle presenze turistiche nell'Isola di Capri, suddivise tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Le presenze di turisti stranieri hanno mostrato una crescita costante, passando da 325.852 nel 2014 a 428.233 nel 2019 (+31,4%). - Le presenze di turisti italiani sono rimaste relativamente stabili, oscillando tra 163.577 e 185.498, con un leggero trend di crescita (+3,6% dal 2014 al 2019). - La proporzione di presenze straniere è aumentata gradualmente, passando dal 65,0% nel 2014 al 70,2% nel 2019. - Il totale delle presenze è cresciuto del 21,7% in questo periodo, trainato principalmente dall'aumento dei turisti stranieri. 2. Fase di ripresa (2021-2023): 24

Pagina 25 — PDF originale

- Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, ma più marcata per gli stranieri. Il 2022 ha visto un forte recupero delle presenze straniere (367.625), superando nuovamente gli italiani (141.745) e rappresentando il 72,2% del totale. Commento sui dati delle presenze turistiche in hotel nell'Isola di Capri, suddivise tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Le presenze di turisti stranieri in hotel hanno mostrato una crescita costante, passando da 300.427 nel 2014 a 359.072 nel 2019 (+19,5%). Le presenze di turisti italiani sono rimaste relativamente stabili, oscillando tra 145.759 e 158.912, con una leggera tendenza al ribasso (-4,0% dal 2014 al 2019). - Il totale delle presenze in hotel è cresciuto dell'11,6% in questo periodo, trainato principalmente dall'aumento dei turisti stranieri. 2. Fase di ripresa (2021-2023): 25

Pagina 26 — PDF originale

- Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, ma più marcata per gli stranieri. - Il 2022 ha visto un forte recupero delle presenze straniere (314.224), superando nuovamente gli italiani (120.660) e rappresentando il 72,3% del totale. - Nel 2023, le presenze straniere (350.606) si sono quasi completamente riprese, raggiungendo livelli simili al 2019, mentre le presenze italiane (123.545) sono rimaste significativamente inferiori ai livelli pre-pandemia. Commento sui dati delle presenze turistiche in strutture extra-alberghiere nell'Isola di Capri, suddivise tra italiani e stranieri dal 2014 al 2023: 1. Tendenza pre-pandemia (2014-2019): - Si osserva una crescita significativa delle presenze totali in strutture extra- alberghiere, passando da 46.456 nel 2014 a 102.648 nel 2019 (+121,0%). Le presenze di turisti stranieri hanno mostrato una crescita molto marcata, passando da 25.425 nel 2014 a 69.161 nel 2019 (+172,0%). 26

Pagina 27 — PDF originale

- Le presenze di turisti italiani sono aumentate in modo più moderato, da 21.031 nel 2014 a 33.487 nel 2019 (+59,2%). La proporzione di presenze straniere è aumentata dal 54,7% nel 2014 al 67,4% nel 2019. 2. Fase di ripresa (2021-2023): - Nel 2021 si è osservata una ripresa per entrambe le categorie, più marcata per gli stranieri. Il 2022 ha visto un forte recupero delle presenze straniere (53.401), superando nuovamente gli italiani (21.085) e rappresentando il 71,7% del totale. Nel 2023, le presenze straniere (75.776) hanno superato i livelli pre-pandemia, mentre le presenze italiane (21.610) sono rimaste inferiori ai livelli del 2019. - Le presenze di turisti stranieri continuano a crescere, superando i livelli pre- pandemia sia in termini assoluti che in proporzione sul totale. - Le presenze di turisti italiani mostrano una leggera ripresa dal 2022 al 2023, ma rimangono significativamente inferiori ai livelli pre-pandemia. --------------------------------------------------------------------------------------------------------- 27

Pagina 28 — PDF originale

PARTE III: IL CACOLO DELL’OVERTOURISM A CAPRI Abbiamo analizzato l'insieme di dati che rappresentano i flussi turistici a Capri. L'elemento di distinzione, come si è già avuto occasione di dire, è rappresentato dal numero esatto di sbarchi, per cui a differenza di altre situazioni, come ad esempio a Venezia, dove è molto complicato calcolare il numero di escursionisti, per Capri abbiamo un'esatta cognizione di questo flusso. Nel calcolare perciò i due indicatori, quello relativo al tasso di intensità del turismo, calcolato sul totale della popolazione è quello relativo al tasso di estensione del turismo, calcolato sulla superficie del comune, abbiamo utilizzato mi dati relativi proprio agli sbarchi. Commento sul Tasso di Intensità del Turismo a Capri (2023). Definizione dell'Indice: L'indice di intensità del turismo è calcolato dividendo il numero totale di turisti per la popolazione residente. Un valore di 1,0 indica che il numero di turisti è uguale alla popolazione locale. La popolazione residente è dedotta dalle statistiche Istat riferite alla popolazione al 31.12.2023 dei due comuni. Il calcolo è fatto sui sei mesi considerati: da aprile a settembre (inclusi). 1 1 Il calcolo “totale turisti” è così composto: si parte dal totale degli sbarchi, si sottraggono i residenti (tutti gli altri per una ragione o per l’altra si aggiungono ai residenti in quanto persone fisiche) per i sei mesi considerati. Si dividono tra pernottanti ed escursionisti. I pernottanti hanno una presenza media di 2,86 giorni, perciò questa parte di sbarchi 28

Pagina 29 — PDF originale

Valore per Capri nel 2023: - Totale Turisti: 11.855 - Popolazione: 13.607 - Indice di Intensità: 0,87 Interpretazione: - Un indice di 0,87 significa che, in media, ci sono 870 turisti per 1.000 residenti nell’isola di Capri. - Questo valore non arriva di poco alla soglia critica di 1,0, indicando una pressione turistica significativa sull'isola. Implicazioni: a) Pressione sulle Infrastrutture: - Le infrastrutture e i servizi dell'isola devono supportare quasi il doppio della popolazione residente. - Ciò può portare a sfide nella gestione di acqua, rifiuti, trasporti e altri servizi essenziali. b) Sostenibilità Ambientale: - L'elevato numero di turisti rispetto ai residenti può mettere sotto pressione l'ecosistema dell'isola. - Potrebbero essere necessarie misure per proteggere le aree naturali e gestire l'impatto ambientale del turismo. c) Qualità della Vita dei Residenti: - Un indice superiore a 1 può influenzare significativamente la vita quotidiana dei residenti. - Potrebbe portare a problemi come l'aumento dei prezzi, il sovraffollamento degli spazi pubblici e cambiamenti nel tessuto sociale della comunità. d) Esperienza Turistica: - Un alto tasso di intensità turistica influenza negativamente l'esperienza dei visitatori, con possibili problemi di sovraffollamento, perdita di autenticità e (8,2% del totale) viene moltiplicata per questo indicatore. Il totale si ottiene così come presenza fisica degli escursionisti a cui è sommata la presenza fisica dei pernottanti moltiplicata per il numero di giorni di permanenza media. 29

Pagina 30 — PDF originale

disaffezione con una caduta generale della percezione di qualità dell’isola. Circostanza che sembra verificarsi già nel 2024. Confronto con Altri Contesti: - Un indice di 0,87 è considerato molto alto per molte destinazioni turistiche, anche molto note e molto frequentate. Commento sul Tasso di Estensione del Turismo a Capri (2023). Definizione dell'Indice: L'indice di estensione del turismo è calcolato dividendo il numero totale di turisti per la superficie dell'area in chilometri quadrati. Questo indice misura la densità turistica in termini di spazio fisico disponibile. Valore per Capri nel 2023: - Totale Turisti: 11.855 - Superficie: 10,4 km² - Indice di Estensione: 1.140 turisti/km² Interpretazione: 30

Pagina 31 — PDF originale

- Un indice di 1.140 turisti/km² indica una densità turistica estremamente elevata. - Questo valore supera significativamente la soglia di riferimento di 1.000 turisti/km², che è spesso considerata come un punto critico per molte destinazioni turistiche. Implicazioni: a) Pressione sull'Ambiente: - Una densità così elevata può esercitare una forte pressione sugli ecosistemi naturali dell'isola. b) Infrastrutture e Servizi: - Le infrastrutture dell'isola (strade, trasporti pubblici, gestione dei rifiuti, approvvigionamento idrico) sono sottoposte a uno stress considerevole. - Potrebbe essere necessario un adeguamento significativo per gestire efficacemente questo livello di densità turistica. c) Esperienza Turistica: - Un'alta densità può portare a problemi di sovraffollamento, code e crollo della qualità dell'esperienza turistica. - Rischio di perdita dell'atmosfera autentica e del fascino caratteristico di Capri. d) Impatto sulla Comunità Locale: - La vita quotidiana dei residenti può essere significativamente influenzata negativamente da una così alta concentrazione di turisti. - Potenziali problemi includono congestione degli spazi pubblici, aumento dei prezzi e cambiamenti nel tessuto sociale. e) Sostenibilità a Lungo Termine: - Un indice così elevato solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine del modello turistico di Capri. - È necessario implementare strategie di gestione del turismo più rigorose per preservare l'attrattiva dell'isola nel tempo. Confronto con Altri Contesti: 31

Pagina 32 — PDF originale

- 1.140 turisti/km² è un valore estremamente alto, anche per una destinazione turistica di fama mondiale come Capri. - Questo livello di densità è superiore a quello di alcune delle destinazioni più densamente popolate del mondo, in particolare è nettamente superiore a Venezia. Commento sul Tourism Exposure a Capri (2023). Componenti del Tourism Exposure: - Indice di Estensione: 1,140 (normalizzato su una scala dove 1,000 turisti/km² = 1) - Indice di Intensità: 0,87 (rapporto tra turisti e popolazione residente) - Tourism Exposure (somma): 2,01 - Tourism Exposure (normalizzato - media): 1,005 Interpretazione dei valori: a) Indice di Estensione (1,14): - Supera la soglia considerata come il limite massimo gestibile (1,000 turisti/km²). - Indica una densità turistica molto elevata rispetto alla superficie dell'isola. 32

Pagina 33 — PDF originale

b) Indice di Intensità (0,87): - Leggermente inferiore a 1, indicando che il numero di turisti quasi pareggia quello dei residenti. - Suggerisce una pressione significativa e quasi estrema di impatto sulla popolazione locale. c) Tourism Exposure (somma: 2,01): - La somma dei due indici supera il valore 2, che potrebbe essere considerato come una doppia soglia critica. - Indica un livello di esposizione al turismo molto alto, combinando sia l'aspetto della densità spaziale che quello dell'impatto sulla popolazione. d) Tourism Exposure (normalizzato - media: 1,005): - Superando il valore 1, conferma che Capri sta sperimentando un livello di pressione turistica superiore a quello considerato sostenibile. - Offre una misura più equilibrata, mediando tra l'impatto spaziale e quello sociale del turismo. Non c’è la possibilità, perché non esistono i dati relativi, di fare un paragone con altre destinazioni “superstar” del nostro Paese, però riprendendo due lavori fatti nel 2023 da Sociometrica, uno relativamente al Veneto e l'altro a Firenze, possiamo dire che Capri ha una “tourism Exposure” molto più alta di Firenze, che si ferma allo 0,49 nel centro della città e di 1,0 per Venezia, se ci focalizziamo solo sull’isola e non sull’intero comune, che è molto più bassa. 33

Pagina 34 — PDF originale

CONCLUSIONI: IL GOVERNO FELICE DELL’OVERTOURISM Quando parliamo di overtourism, qualunque sia la definizione che adottiamo e qualunque sia la soglia che abbiamo scelto, superata la quale si possa parlare di overtourism, ci troviamo sempre e comunque davanti a un problema di riduzione della domanda. Non esiste perciò una soluzione “perfetta”, esaustiva senza residui, sull’overtourism, vale a dire una soluzione che permetta a tutti quelli che desiderano di visitare Capri, di poterlo fare quando vogliono, nel modo in cui vogliono e alle condizioni che vogliono. Ci troviamo perciò sempre e comunque davanti a una soluzione “second best”, cioè a dover scegliere la soluzione migliore tra quelle disponibili, una volta esclusa quella impossibile. Innanzitutto, sgombriamo il campo dalle soluzioni troppo semplici, la principale delle quali consiste nell’evocare la “destagionalizzazione”. Nel caso di Capri per di più dovremmo arrivare all’inverno inoltrato, in quanto già adesso l’alta stagione nell’isola comprende un arco di tempo che va da aprile fino a ottobre. Soluzione evidentemente non perseguibile perché i picchi della stagione estiva hanno ampiamente occupato quella primaverile e parte di quella autunnale. Inoltre, dal punto di vista della valutazione del fenomeno turistico, sbaglia chi pensa che gli ospiti siano “spalmabili” lungo tutto l’arco dell’anno, come fossero materia inerte, senza soggettività e senza potere di scelta. Tanto più che le vacanze e i viaggi si fanno nel tempo libero e il tempo libero ha le sue cadenze e i suoi limiti. Dobbiamo così “accontentarci” di una regolazione degli ingressi che, in qualunque modo vada (e non tutti i modi sono uguali), tagli una parte di ospiti potenziali. Ovvero, siamo davanti alla necessità di “selezionare” in qualche modo la domanda. Come si fa a selezionare? Questa è la domanda cruciale che sta davanti agli occhi di tutti. Nel mondo dell'economia di mercato in senso stretto c'è un modo semplice per risolvere i problemi di eccesso della domanda rispetto all'offerta: aumentare il prezzo di vendita. Per altro, non possiamo pensare di aumentare le quantità, perché non stiamo parlando di prodotti industriali, quanto di un bene raro, non totalmente disponibile e per nulla moltiplicabile. Se anche adottassimo la linea di selezione della domanda attraverso il prezzo, cioè creando un’imposta di soggiorno (o di sbarco), questa non avrebbe nessun impatto se non fosse consistente, importante e capace di far decidere qualcuno di non fare il viaggio a Capri proprio a causa di quella. Di quanto dovrebbe essere? Cinque euro, dieci euro, ecc. non sembrano livelli di costo che facciano cambiare idea, bisognerebbe andare su cifre molto più elevate. Se lo fossero sarebbe però etico negare la visita di una destinazione turistica, per quanto molto desiderata, solo a una selezione, o prevalentemente a una selezione di clienti basata sul prezzo, perciò inevitabilmente basata sul censo? 34

Pagina 35 — PDF originale

La complicazione della via alla selezione della domanda attraverso il prezzo si scontra sul piano etico su un punto non eludibile: parliamo di un bene comune per eccellenza, un luogo, un’isola, insomma un patrimonio dell’umanità (sebbene Capri non sia formalmente tra i siti UNESCO che hanno questa dicitura, il ragionamento le si applica ugualmente e perfettamente). Se un bene è un patrimonio dell’umanità come si può impedire che di questo patrimonio non ne possa giovare la parte dell’umanità che non se lo può permettere? Non sembri eccessiva l’enfasi sul concetto di umanità, perché la domanda potenziale verso Capri arriva da tutto il mondo. Inoltre, ci sono implicazioni politiche d’ordine generale che sorgerebbero da una impostazione di questo genere, anch’esse non eludibili. Allo stesso modo ci sono implicazioni giuridiche non banali e di difficile soluzione: non hanno tutti diritto alla libera circolazione in ogni parte del paese, e se questa viene di fatto impedita da una imposta, non finirebbe con il ledere proprio quella libertà costituzionale? Last but not least, c’è anche un problema di immagine e di percezione del bene e del male, in questa via alla selezione per censo: una destinazione che dicesse voglio solo ospiti ricchi (non anche, ma esclusivamente) sarebbe immediatamente vista come arrogante, antipatica, grossolana, persino dai ricchi… perciò i motivi per non adottare questa strada si affollano e convergono nel non consigliarla. Se la strada della selezione per censo non può essere adottata, bisogna trovare altre forme di governo dell’overtourism. Addirittura, trovare un governo felice, se non totale, almeno un “second best” felice, per contenere l’eccesso di flussi turistici. Nel caso di Capri, come emerge in maniera lampante dall’analisi e dai dati, l’eccesso arriva dal flusso di escursionisti: quando registriamo 10 escursionisti per 1 turista pernottante, la discrepanza appare evidente. Sebbene, neppure in questo caso, abbiamo la soglia oggettiva del rapporto ideale tra queste due grandezze, perché sicuramente un rapporto 1:1 non è perseguibile, ma un rapporto 1:5 ci da già la sensazione che il fenomeno possa essere contenuto e gestibile. Possiamo anche valutare un rapporto di 1:8 che appare secondo buon senso e anche a una certa logica, un limite da non oltrepassare, anche perché rappresenta lo status dei primi anni del decennio. Come si ottiene la riduzione del numero di escursionisti? Abbiamo prima escluso il pezzo d’ingresso come meccanismo preferibile, allora non resta che il contenimento del numero dei collegamenti e del numero del naviglio che collega l’isola. Questo contenimento non permette a una piccola parte di turisti di fare escursioni nell’isola, ma lascia intatta la questione morale legata al prezzo e rende l’isola più complicata da raggiungere, ma senza alcun aspetto di antipatia o altro di simile che abbiamo già descritto. È un po’ quello che succede nel mondo dell’ospitalità, ma non solo 35

Pagina 36 — PDF originale

in quello, basta vedere il mercato degli sneakers, quando si formano le file, fisiche o virtuali intorno a un oggetto del desiderio. Ci sono le file virtuali e reali davanti ai ristoranti di successo; davanti ai negozi Apple per l’uscita dell’ultimo telefono; le file davanti alle discoteche di successo, anzi in alcune situazioni, ad esempio a New York e in altre città, si è proprio creata la convinzione che si va solo dove c’è la fila, perché solo quella è garanzia di qualità. E qui arriviamo a un altro problema cruciale: chi ha diritto a governare i flussi. È evidente che ci sia una competizione di interessi: le compagnie di navigazione hanno l’intento, legittimo, di massimizzare l’impiego dei loro mezzi e perciò assecondare il mercato. Le conseguenze però stanno altrove, e nel caso specifico sulla qualità della vita dell’isola. Così come, teoricamente nessuno potrebbe decidere di non sbarcare più a Capri o in un qualunque isola, perché sarebbe leso il principio costituzione della libertà di movimento (per i residenti nell’isola), allo stesso modo non è possibile che l’esigenza di massimizzare il numero di biglietti venduti, si possa provocare una gestione critica di un intero territorio. La domanda, perciò, rimane: chi è legittimato al governo dei flussi di collegamento, che nel caso di Capri, essendo un’isola, definiscono quasi completamente lo stato della governabilità stessa dell’isola? Non può che essere il sindaco, per due ragioni molto forti: la prima è che governando il territorio su cui i flussi hanno impatto, non può non agire su questo “rubinetto” discriminante per il governo del territorio; la seconda ragione, non meno importante della prima, è che lui è stato eletto dai residenti; perciò, rappresenta la volontà popolare di chi questi flussi o li subisce o se ne avvantaggia. Le impese rispondono ai loro azionisti, il sindaco risponde ai suoi cittadini e ai meccanismi della democrazia: la differenza è importante. Esistono già delle norme finalizzate al contenimento dei flussi nell’isola, ma sono in vario modo eludibili nella realtà, tanto che la situazione si mostra diversa da quella immaginata dalle norme, o meglio dalla ragione per cui esistono: se una norma viene creata per il contenimento e poi non soddisfa a questo fine, vuol dire che c’è bisogno di un potere maggiore di intervenire. Un potere del sindaco. Al momento attuale l’insieme delle norme nazionali e anche di altri livelli, non consente al sindaco di una destinazione come Capri, e anche di altre che si trovino in situazioni analoghe, di intervenire per governare il suo territorio su aspetti cruciali. Certamente è da capire come affrontare il tema dei poteri aggiuntivi ai sindaci che si trovano a governare destinazioni ad alta densità turistica, un set di poteri aggiuntivi da definire specificamente, ma che consentano un effettivo governo del territorio in queste destinazioni che sembrano “subire” i fenomeni e con scarsa possibilità di governarli. Può essere una legge nazionale a stabilirlo. 36

Pagina 37 — PDF originale

In sostanza, una via felice al governo dell’overtourism esiste e si compone delle caratteristiche che abbiamo appena descritto, ma la sua principale condizione di esistenza è una ri-dislocazione dei poteri che metta le comunità residenti, anche nei loro variegati e persino contrapposti interessi, a riprendere, attraverso il sindaco, il governo della loro comunità 37

Overtourism and Containment Strategies: The Case of Capri

A scientific investigation of overtourism in one of the world's most famous destinations, covering every social and economic implication.

Il Metodo Sociometrica