2022 · Politica ed elezioni
Mimesi e prossimità: elezioni e social media
Come si struttura l'opinione politica ai tempi dei social? Un'analisi della campagna elettorale su Facebook e Twitter: strategie, leader e ritmi vincenti.
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Sociometrica (2022). Mimesi e prossimità: elezioni e social media. https://www.sociometrica.it/research/mimesi-e-prossimita
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5 OTTOBRE 2022
Mimesi e prossimità:
elezioni e social media
Come si struttura l’opinione politica ai tempi dei social media? Quanto sono stati decisivi
per l’esito elettorale, quando la metà della popolazione si informa sulla politica sui social
media? Quale strategia, di quale leader è stata più efficace? Il senso del tempo, della
cadenza e del ritmo della campagna elettorale. Un’analisi sulla campagna elettorale sui
due principali social media: Facebook e Twitter. Un’analisi indipendente.
di Antonio Preiti e Massimiliano Spaziani
RIFERIMENTI:
Antonio Preiti, Direttore, Sociometrica, apreiti@sociometrica.it
| https://www.linkedin.com/in/antonio-n-preiti-288b20b/
Massimiliano Spaziani, Direttore, AIDA Monitoring, mspazianibrune@gmail.com
| https://www.linkedin.com/in/massimilianospaziani/
www.sociometrica.it
www.antoniopreiti.it
https://www.aidamonitoring.com/
CITAZIONI RACCOMANDATE
Sociometrica | AIDAMonitoring, ottobre 2022. “L elezioni politiche sui social media”
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Sociometrica e Aida Monitoring
Sociometrica offre consulenza strategica fondata
sulla ricerca socio-economica e sullo studio della
comunicazione. Utilizza una gamma di strumenti
molto ampia che va dalle indagini demoscopiche
tradizionali a strumenti particolarmente innovativi
delle tecnologie digitali, come l’uso dell’intelligenza
artificiale applicata all’analisi economica e sociale.
Creiamo strategie di successo nel campo sociale,
politico e aziendale. La società è fondata e diretta da
Antonio Preiti.
Aida Monitoring lavora nel campo dal data
analysis, attraverso il monitoraggio dei flussi dei social
media, lo studio basato sull’analisi semantica dei
contenuti del web, blog e degli altri mezzi di
comunicazione presenti su internet. Offre consulenza
strategica per lo sviluppo della presenza di aziende e
soggetti pubblici nel mondo digitale.
Questo studio
La ricerca di cui qui sono sintetizzati i principali
risultati è stata realizzata da un gruppo di lavoro
congiunto di Sociometrica e di Aida Monitoring per
finalità promozionali, in maniera indipendente e senza
un committente diretto o indiretto. Il fine è quello di
proporre ai lettori un quadro di come la campagna
elettorale conclusa con il voto del 25 settembre 2022 si
sia svolta sui due principali social media nella
formazione dell’opinione pubblica: Twitter e
Facebook e le sue possibili interpretazioni.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Indice
1. Premessa: i social nella politica 03
2. La tribuna autoreferente di Twitter 06
3. La piazza di Facebook 17
4. Capire la mente degli elettori 33
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Premessa: i social nella politica
Qual è stato l'impatto dei social media sui risultati
elettorali delle elezioni del 25 settembre? Difficile dirlo
in assoluto, così come è difficile dire quale sia stata
l'influenza specifica dei giornali, oppure della
televisione, o ancora degli altri singoli media. Per
altro, non si considera mai, solo perché è difficile
valutarla e calcolarla, l'influenza che ha sul voto il
passa-parola fra amici, familiari e conoscenti. In
sostanza, quel che conta è il clima complessivo che il
Paese respira, alla cui formazione ciascuno elemento
contribuisce in misura maggiore o minore. Perciò
quello che con questo studio intendiamo fare è di
offrire una descrizione dettagliata di quel che è
successo nell'ambito dei social media, in particolare di
Twitter e di Facebook, durante la campagna
elettorale, attraverso lo studio dell’impatto dei
messaggi e delle strategie dei suoi principali
protagonisti politici.
Anche se non siamo in grado di misurare in maniera
precisa l'influenza dei social media sui risultati
elettorali, sappiamo due cose per certe: la prima è che
esiste un numero molto elevato di italiani (35,9 milioni
per Facebook e 12,8 milioni per Twitter) che
quotidianamente seguono questi due social media e,
dato che ci trascorrono una quantità di tempo spesso
enorme, come nel caso di Facebook, è impensabile che
il tempo speso a consultare, leggere e interloquire con
questi media non abbia conseguenze sul piano della
politica. Sappiamo da recenti indagini (ISTAT) che il
48% degli italiani s’informa sulla politica attraverso
proprio i social media. La politica è immersa nel cuore
della società, nelle conversazioni tra le persone, nello
scambio di opinioni, e questo si rafforza enormemente
in prossimità di una scadenza elettorale importante,
anzi la più importante in assoluto, come quella
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
politica. La seconda certezza è che i social media sono
quelli che “macinano”, filtrano e reinterpretano anche
i flussi che arrivano da tutto il resto dei media; ad
esempio, un intervento televisivo viene rilanciato,
criticato, avversato sui social media; l'articolo di un
quotidiano viene “interpretato” allo stesso modo e così
anche gli interventi degli stessi leader politici sono
utilizzati in tanti modi, anche molto creativi, ai fini di
alimentare la discussione politica. Perciò c’è un loro
effetto diretto: quanti seguono costantemente il flusso
di informazioni che passa su questi canali e un effetto
indiretto, quando rilanciano contenuti provenienti da
altri media e li cambiano, e così facendo ne
modificano in qualche direzione il loro impatto. È
abbastanza consueto che un contenuto televisivo
pensato o fatto per ottenere certi fini, si ritrovi a
ottenere esiti diversi, e talora anche opposti, una volta
che sia passato attraverso il filtro interpretativo dei
social media. Analizzando perciò quel che accade
all'interno dei social media si riesce ad avere una
cognizione molto importante dell'impatto complessivo
che hanno parole d'ordine, fatti specifici e prese di
posizione politiche dei protagonisti della campagna
elettorale. La direzione che prende un contenuto che
arriva sui social media è abbastanza imprevedibile,
perché è determinato dall’effetto congiunto della
moltitudine di chi li utilizza. Questo permette di avere
contezza, pressoché in tempo reale, dei mutamenti
dell'opinione pubblica, particolarmente variabili nel
dibattito politico.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
2. La tribuna di Twitter
2.1 L'analisi copre le sette settimane che hanno
preceduto il voto, trattiamo del periodo che va
dall’8 agosto al 25 settembre. Il numero
complessivo di tweet che abbiamo analizzato è
di 3.667.728. L'insieme dei tweet selezionati è
stato definito intercettando nel flusso di twitter
tutti quei tweet che menzionavano almeno un
hashtag (#) collegato alle elezioni. Gli hashtag
iniziali selezionati sono stati 274 e
comprendevano i nomi dei leader politici di
tutti i partiti e dei partiti stessi, i candidati
principali e i temi che più sono stati dibattuti
durante la campagna elettorale, una volta che
siano sintetizzati in un hashtag specifico di
riferimento. Oltre agli hashtag iniziali sono stati
considerati anche gli account dei singoli
esponenti politici, dei partiti e dei candidati
principali. Su questa base di partenza, via via, a
misura che il dibattito politico proponeva nuovi
argomenti e nuovi protagonisti, la base
selezionata si è allargata in automatico (ogni
hashtag citato in uno degli hashtag selezionati
diventava un nuovo elemento della base di
riferimento e così via) fino a raggiungere 64.547
tra account e hashtag complessivi analizzati.
2.2 Si è trattato di una campagna elettorale
anomala perché svolta nei mesi estivi. A
differenza delle altre campagne elettorali,
l'andamento non è stato lineare, neppure in
termini quantitativi, perché c'è stato un
crescendo fino alla settimana centrale di
Ferragosto, poi una riduzione dell'interesse fino
ai primi di settembre, quando la campagna ha
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
decollato in maniera esponenziale. Possiamo
parlare di due campagne elettorali: la
prima fino a Ferragosto e la seconda a partire
da settembre. Non si tratta di un’anomalia
Ammontare di tweet di argomento politico per settimana
1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000
-
1 2 3 4 5 6 7
senza conseguenze sul piano dei contenuti,
perché fino a Ferragosto l'argomento centrale è
stata la caduta del governo Draghi, con le
relative accuse e conseguente dibattito, mentre
nella ripresa di settembre questo argomento è
praticamente scomparso dal dibattito sui social
e, s’intuisce, anche nel mondo “fisico”.
2.3 Nel mondo dei social media è fondamentale il
concetto di “spazio conquistato”, che significa
quanta attenzione ogni leader conquista nel
dibattito pubblico: in sostanza, questa misura è
l’indicatore che definisce la centralità di
un leader nel dibattito elettorale.
Tecnicamente significa quanto il nome di un
leader è associato ai temi che maggiormente
sono discussi in un dato momento. Da
precisare: non si tratta del volume di tweet
(come in precedenza), dei retweet, dei like o di
qualunque altro indicatore per i loro valori
assoluti (vedremo anche quelli, naturalmente),
ma di un indicatore che associa il nome del
leader ai temi più forti al momento. Potremmo
tradurlo come “centralità politica”. Detto in
maniera più brutale: di chi si parla di più,
quando si parla delle cose importanti. Vediamo
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
così che all’inizio del monitoraggio (seconda
settimana di agosto) al centro del dibattito
era nettamente Calenda (fatta 100 la
concentrazione di interesse per lui, possiamo
dire che il secondo, Enrico Letta, era molto
staccato, a circa il 40% di distanza) mentre tutti
gli altri erano ancora più in basso. In quel
momento Carlo Calenda era impegnato nella
discussione sull’accordo con il Pd. Questo
argomento ha tenuto l’attenzione per circa due
settimane, dopo di che Calenda ha perso la
centralità nella discussione pubblica, che è stata
conquistata per una sola settimana da Salvini,
Centralità dei leader nel dibattito elettorale
50,00%
45,00%
40,00%
35,00%
30,00%
25,00%
20,00%
15,00%
10,00%
5,00%
0,00%
1 2 3 4 5 6 7 8 9
Meloni Conte Salvini Berlusconi
Letta Calenda Renzi
per passare poi decisamente a Giorgia Meloni
che l’ha tenuta fino alla fine; anche se nelle
ultime tre settimane di campagna è stata molto
avvicinata da Conte con il tema del Reddito di
cittadinanza. Nell’ultima settimana al
centro del dibattito pubblico ci sono stati
soprattutto Giorgia Meloni e Giuseppe
Conte.
2.4 Facendo una sintesi del legame tra i leader e i
singoli temi specifici, che per noi tecnicamente
significa legame con gli hashtag, si può notare
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
che Giorgia Meloni è stata protagonista sul
tema del presidenzialismo e poi su tre temi che
l’hanno contrapposta a Letta in maniera molto
diretta: lo stupro di Piacenza, le “devianze” e la
polemica su Peppa Pig. Anche senza far ricorso
all’analisi semantica, che potrebbe fornirci il
sentiment della popolazione su ciascun singolo
tema, si può dire che sul primo sembra aver
avuto la meglio Letta, ma sul secondo e sul
terzo l’ha avuta Giorgia Meloni. Comunque,
Letta ha occupato lo spazio del dibattito
pubblico su sei temi: i tre temi di polemica
diretta con la Meloni -già citati-, una centralità
negativa nel momento della formazione delle
liste e per la candidatura di Casini a Bologna; è
andato molto meglio nel contrasto a Putin, al
governo russo e nel sostegno all’Ucraina.
Giuseppe Conte ha conquistato il dibattito
pubblico nelle due ultime settimane -come
detto- sul Reddito di cittadinanza; mentre
Salvini è emerso solo nella polemica con
Crisanti e Speranza e, in genere sui temi del
Covid-19 e delle sue conseguenze. Per Calenda
il maggiore successo è su una questione
prettamente politica, di contrapposizione a quel
che ha definito “bipopulismo”. Berlusconi è
stato centrale su due topics: sulla Russia, dove
però l’esito è stato molto controverso e per il suo
“esordio” su TikTok che, invece, ha ricevuto
solo consensi. Per Renzi la maggiore visibilità è
stata nella contestazione del Reddito di
cittadinanza in diretta contrapposizione a
Conte e al Movimento Cinquestelle.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
2.5 Considerando le menzioni, cioè il numero delle
volte che un singolo account viene citato, si
vede che il massimo impatto diretto lo
conquista Carlo Calenda, che supera di
misura Giorgia Meloni e Enrico Letta. A
seguire ci sono i due loro partiti di riferimento:
Fratelli d’Italia, il Pd e Italia Viva. Questo
ranking diventa più significativo se rapportato
allo stock di followers su cui ciascuno poteva
contare. Mentre in campagna elettorale il
ranking premia -come visto- Calenda, Meloni e
Totale menzioni campagna
140000
120000
100000
80000
60000
40000
20000
0
ta
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V
Le
Re
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s
C
M
rlu
C
Ita
Be
Letta, quando guardiamo al totale sedimentato
di followers, le prime tre posizioni sono di
Renzi, Grillo e Salvini, seguiti da Meloni, Conte
e Di Maio. Il caso più eclatante è quello di
quest’ultimo che, pur essendo al sesto posto
assoluto per numero di follower, si trova solo al
Totale "stock" follower
4.000.000
3.500.000
3.000.000
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
0
i
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G
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C
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Be
60.mo posto nel ranking della campagna. In
questo caso si può affermare che gran parte dei
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suoi follower non l’hanno seguito attivamente
nella campagna elettorale. Per altro, non
bisogna attribuire grande importanza, o
importanza assoluta, al significato di essere
follower su Twitter, perché è tecnicamente il
modo per vedere sulla propria time-line i post
del leader. Ben diverso è il caso dei like o dei
retweet, che sono, invece, un indicatore di
manifestazione di consenso. Anche se, a essere
esatti, nel retweet con citazione ci potrebbero
essere anche contestatori di quanto affermato
dal leader. In ogni caso, essere follower su
Twitter è semplicemente una manifestazione
generica di interesse, importante solo dal punto
di vista tecnico, come accesso ai tweet
pubblicati dal leader. Confrontando ancora i
due ranking, seppure con tutti i “caveat” prima
menzionati, si vede la crescita di Enrico Letta e
la buona crescita di Silvio Berlusconi, mentre è
nettamente inferiore alle potenzialità (date dal
numero di follower sedimentati) Emma Bonino.
Per quanto riguarda Beppe Grillo, si è limitato a
pochi tweet durante la campagna elettorale,
perciò la sua assenza nelle prime dieci posizioni
del ranking della campagna è attribuibile a
questa circostanza voluta.
A conferma delle tendenze su twitter che già
abbiamo descritto, possiamo mostrare altri due
grafici: nel primo sono rappresentati i primi
dieci account che hanno avuto, nel complesso
della campagna elettorale, il maggior numero di
retweet, cioè di loro post rilanciati dai follower.
Questo ranking è simile a quello già visto per le
menzioni, ma con differenze molto più
accentuate. Mentre prima Calenda, Meloni e
Letta erano abbastanza vicini, qui sono invece
molto più distanziati: al primo posto c’è ancora
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Calenda e Giorgia Meloni segue con quasi la
metà dei rilanci del primo. Seguono poi Italia
Viva, Matteo Renzi, Enrico Letta e Fratelli
d’Italia. da notare il successo di Jacopo Iacoboni
e Oscar Giannino che si inseriscono, da
giornalisti, nella top dieci degli autori più
retwittati della campagna elettorale. Se
guardiamo però all’andamento settimana per
Numero totale retweet
50000
45000
40000
35000
30000
25000
20000
15000
10000
5000
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M
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settimana, e in particolare il confronto tra
Calenda e Meloni, vediamo che i due
sono abbastanza vicini nelle prime due
settimane, poi Calenda decisamente supera
Meloni per circa cinque settimane, ma
nell’ultima settimana (cioè la penultima
prima di domenica 25 settembre) Meloni
sorpassa Calenda. In ogni caso, analizzando
le singole settimane, nessuno degli altri
I retweet per settimana
12000
10000
8000
6000
4000
2000
0
CarloCalenda GiorgiaMeloni
1 2 3 4 5 6 7 8
protagonisti ha avuto successi parziali (cioè
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
primo in una o più settimane) rispetto ai primi
due che hanno sempre confermato comunque le
prime due posizioni. Abbiamo analizzato anche
i dieci tweet che sono stati più rilanciati durante
la campagna, tenendo conto che il rilancio non
sempre e non necessariamente è un indicatore
positivo (come un like), perché nel rilancio è
anche possibile citare il tweet, perciò darne una
valutazione negativa. Tuttavia è il miglior
indicatore del successo di un tweet, insieme ai
like. Al primo posto c’è “Grazie Roma” di
Giorgia Meloni, tweet dedicato alla chiusura
della campagna elettorale nella capitale; così
come anche per il secondo post della stessa
Meloni che è un appello elettorale. Per gli altri
otto tweet che compongono il ranking si tratta
di tweet tipici di dibattito elettorale, che però
taluni hanno avuto anche reazioni negative.
Sostanzialmente si può dire che gli “ingredienti”
migliori per avere successo su twitter, oltre che
la necessaria base di followers, è la capacità di
condivisione che è, a sua volta, determinata da
quanto emotivamente il tweet riesce a
mobilitare “il proprio popolo”. Vanno molto
bene anche i tweet che sintetizzano in una frase
la posizione politica centrale del singolo leader.
In sostanza, volendo schematizzare, la formula
giusta è un mix con parte emozione, parte
ragione e parte focalizzazione all’affermazione
distintiva di sé. Insomma, una capacità di
suscitare al contempo un pensiero veloce
(l’emozione) e un pensiero lungo (la razionalità).
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Top 10 retweet della campagna elettorale
1. Meloni: Grazie Roma!
2. Meloni: Oggi puoi contribuire a scrivere la storia 🇮🇹
3. Letta: Domanda per @GiorgiaMeloni. Quindi #PeppaPig va censurata e il
video della donna violentata a Piacenza va rilanciato senza limiti?
4. Meloni: Gandhi diceva “prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti
combattono. Poi vinci”.
5. Renzi: I 5 Stelle e Conte mi attaccano su aerei, conferenze, giustizialismo.
Lo fanno solo perché non sanno rispondere
6. Calenda: Mentre le imprese chiudono e le famiglie soffrono per il caro
energia @GiuseppeConteIT e i 5S stanno bloccando il Decreto
7. Calenda: Il populismo di destra e di sinistra ha distrutto ogni tentativo di
rendere questo paese autonomo e sicuro
8. Conte: No, io Silvio Berlusconi a Bruxelles non me lo ricordo
9. Renzi: Un appello ai 7.5 milioni di italiani che hanno votato al referendum
del giugno scorso
10. Letta: La “moderata” #Meloni annuncia che cambieranno la
#Costituzione da soli. La Costituzione nata dalla Resistenza
Fonte: Sociometrica, Aida Consulting, 2022
2.6 Twitter è un social media molto particolare. Il
numero di persone che vi è collegato è molto
grande (circa 12,8 milioni di account, da non
confondere con 12,8 milioni di persone, data la
possibilità di avere una pluralità di account, per
come, per altro, avviene anche in altri social
media), ma si occupa fondamentalmente del
dibattito pubblico e non ha la forza del peer-to-
peer (cioè del legame di comunità, di natura
personale, del tipo uno-a-uno) di Facebook e
anche di Instagram. Perciò è una tribuna che
permette istantaneamente di far conoscere una
propria posizione politica, perciò è molto usato
dai politici, giornalisti, media, ecc. ma non crea
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
particolari legami emotivi all’interno del suo
pubblico. Perciò molto efficace per dare il senso
immediato delle posizioni politiche, su come si
muovono, ma poco efficace sul piano
persuasivo, cioè in chiave di raccolta di voti.
Tuttavia, attraverso il filtro di questo social
media di possono capire le tendenze di
orientamento dell’opinione pubblica,
soprattutto per quanto riguarda i temi specifici.
Per altro, la reazione a un tweet che si registra
in un’ora o due è sufficiente per avere una
indicazione molto netta sul suo impatto
complessivo, perciò ai fini della comprensione
degli umori dell’opinione del mondo della
politica e della comunicazione è decisamente
utile.
2.7 In buona sostanza, la campagna elettorale su
Twitter ha avuto soprattutto due protagonisti:
Carlo Calenda e Giorgia Meloni, con il primo
che ha avuto una netta primazia nelle settimane
di agosto (come prosecuzione di una primazia
anche nei mesi precedenti) e Giorgia Meloni
nelle due settimane finali. Dall’analisi
dell’andamento dei temi maggiormente
dibattuti negli scambi di tweet e nei rilanci -
come abbiamo già detto- la campagna elettorale
è stata divisa in due parti: la prima che arriva
fino a Ferragosto, in buona parte dominata dal
tema della caduta del governo Draghi e una
seconda, appunto post-Ferragosto, in cui questo
tema si è via via sempre più affievolito, fino a
scomparire pressoché totalmente dal dibattito
pubblico. Si può allora guardare l’andamento
non dei singoli account dei leader della politica,
ma le menzioni degli hashtag, cioè dei temi,
entro cui, come si può intuire, sono inclusi
anche gli hashtag con il nome dei singoli
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protagonisti politici. Per le prime tre settimane il
Pd è stato l’hashtag più menzionato. Al secondo
posto sempre Draghi, che conquista la
prima posizione nelle due settimane che
precedono il Ferragosto; da quel momento
in poi Giorgia Meloni diventa l’hashtag più
citato fino (quasi) alla fine della campagna
elettorale. Giuseppe Conte è piuttosto basso
lungo il corso della campagna elettorale, mentre
supera Meloni nella settimana che precede il
Hashtag più citati per settimana
0,3
0,25
0,2
0,15
0,1
0,05
0
1 2 3 4 5 6 7 8
Meloni Draghi Conte Pd
Salvini Terzopolo Letta M5S
voto. L’hashtag #terzopolo ha momenti (due
distinte settimane) in cui arriva a superare il
10% del totale delle menzioni come hashtag per
poi ridursi via via che la campagna elettorale è
andata avanti. L’hashtag #Letta ha un
andamento lineare in discesa: supera il 10% alla
prima settimana monitorata e poi scende fino al
4,9% nell’ultima. Da notare anche il
rovesciamento di centralità tra M5S e
Conte: all’inizio le citazioni dell’hashtag M5S
erano il doppio rispetto a quelle di Conte, alla
fine quelle di Conte sono state il doppio di
quelle del M5S.
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3. La piazza di Facebook
3.1. Quando ci spostiamo da Twitter a Facebook il
quadro cambia molto. Non c'è qui la possibilità,
il tempo e il modo, di descrivere la differente
natura di questi due social media. Possiamo
sintetizzare queste differenze solo nella chiave
qui interessante di interpretazione del loro
impatto sulla campagna elettorale. Ci troviamo
davanti alla contrapposizione tra un social
molto “lontano”, pensato e utilizzato come
tribuna generale e un altro che, invece, è
destinato soprattutto a mettere in collegamento
fra loro le persone. Proprio la caratteristica di
collegare le persone, rende Facebook
estremamente più efficace nella raccolta dei
voti, o comunque nell'alimentare il processo di
informazione e poi di formazione dell'opinione
pubblica sui fatti politici. Altra caratteristica
dirimente di Facebook è quella di mettere
insieme tutti gli argomenti, perché il legame
fondamentale è tra le persone, mentre su
Twitter si basa sul contenuto del singolo tweet.
Volendo essere schematici, semplificando molto
queste differenze, forse anche oltre il consentito,
si potrebbe dire che Twitter è per sua natura
“verticale”, cioè agisce per settori, per cui
l’utente segue, risponde e rilancia in relazione a
un singolo post, mentre Facebook è
“orizzontale”, nel senso che unisce tutti gli
argomenti dentro il flusso di relazioni che si
costruiscono nella rete. Date queste premesse, è
evidente che l'impatto di Facebook è di gran
lunga superiore, sul piano del coinvolgimento
delle persone sui temi politici, di quanto non sia
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Twitter. C'è da fare una premessa metodologica
rispetto al nostro lavoro perché, a differenza di
Twitter che è totalmente pubblico e perciò il
flusso che ne deriva è totalmente disponibile e
analizzabile, per quanto riguarda Facebook ciò
che è disponibile è soltanto quello che compare
nelle pagine pubbliche dei protagonisti della
politica. Perciò possiamo analizzare le pagine
dei protagonisti della campagna elettorale,
vedere i like, vedere il numero di condivisioni e i
commenti, ma non possiamo tener conto
dell’enorme flusso che si realizza nello scambio
interno tra gli account privati. Possiamo
immaginare Facebook come un grande iceberg,
di cui è analizzabile solo la punta che, si
presume, sia una piccola parte, anzi molto
piccola, dell'intero flusso che passa sul social
media. Tuttavia, è estremamente interessante
vedere quel che succede nelle pagine ufficiali,
dove sono presenti le reazioni dei follower del
singolo leader politico.
3.2 Il punto di partenza nell'analisi di Facebook è
dato dai followers, perché su questa base si
possono valutare i commenti, i like e le
condivisioni dei singoli post del titolare della
pagina. Faremo anche un'analisi che considera
indicatori meno “grezzi”, o meglio, meno
generali, come il rapporto tra i commenti e i like
che ci daranno la misura di quanto possa essere
controverso un singolo post. Restiamo però per
ora solo all'analisi del numero di follower, vale a
dire allo “stock” di persone su cui praticamente
ogni leader può contare nel momento in cui si
muove su Facebook. Il numero dei follower si
sedimenta nel corso degli anni e ovviamente
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
varia solo se un nuovo account si aggiunge ai
precedenti o se qualcuno smette di seguire il
titolare della pagina. Prima delle variazioni,
guardiamo però allo stock di follower esistente
all’avvio della campagna elettorale: ai primi due
posti, in una posizione che li mette nettamente
davanti agli altri, ci sono Salvini, con 5 milioni
circa di follower e Conte con 4,2 milioni. Nelle
tre successive posizioni troviamo Di Maio,
Meloni e Sgarbi che oscillano intorno alla soglia
di 2,5 milioni di follower. Seguono poi, a una
certa distanza, Grillo, Paragone, Renzi,
Berlusconi e Zaia. Questa è quella che si può
definire la “griglia” di partenza cioè l’indicatore
del “reach” potenziale, cioè il numero di
persone che possono direttamente contattare, a
cui bisogna aggiungere, potenzialmente, il
Totale follower
6.000.000
5.000.000
4.000.000
3.000.000
2.000.000
1.000.000
0
aio
bi
ne
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Za
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go
Re
iM
sc
Sg
G
Sa
C
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M
rlu
D
Pa
Be
numero di persone a loro volta collegati ai
follower, una volta che decidessero di
condividere con gli “amici” un singolo post del
titolare della pagina. Al blocco di partenza
Enrico Letta era solo al 65.mo posto.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
3.3 Analizzando la variazione dei follower nel
periodo considerato, vediamo che Giorgia
Meloni cresce di circa 80.000 nuovi follower, o
meglio ha un saldo positivo di questa entità.
Vedremo che è importante considerare il saldo,
perché c’è anche da tener conto delle
cancellazioni. In particolare, sono evidenti due
situazioni: in una si sono registrate molte
cancellazioni, però compensate da nuovi
follower e in un'altra la compensazione non c’è
stata, lasciando perciò un saldo negativo.
Andiamo però in ordine: al secondo posto per il
numero di nuovi follower si trova Calenda, con
Variazione follower
100000
50000
0
ni
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ta
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bi
a
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te
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nd
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-50000
Re
im
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le
sg
sa
C
M
rlu
ca
D
Be
-100000
oltre 40.000 nuovi follower, seguito da Salvini,
Berlusconi, Letta e Renzi. Da segnalare il caso
di Luigi Di Maio, che era terzo nel ranking del
numero complessivo di follower, e ha registrato
oltre 30.000 cancellazioni. Nel caso di Giuseppe
Conte abbiamo un andamento molto
contrastato, almeno all'inizio, con vari giorni in
cui hanno prevalso le cancellazioni e poi un
gruppo di giorni in cui si sono registrati, invece,
nuovi follower, fino all'ultima settimana nella
quale ha avuto una grande crescita, che ha
compensato le cancellazioni iniziali; anzi, in un
solo giorno ha ottenuto 1.326 nuovi follower,
esattamente il 24 settembre. L'andamento di
Luigi Di Maio e di Giuseppe Conte sono
naturalmente dovuti alla contrapposizione tra i
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
due leader politici che ha determinato
cancellazioni sia da una parte che dall'altra, con
però un recupero da parte di Conte di nuovi
follower nell'ultima settimana di campagna
elettorale. Si può perciò dire che, in qualche
misura Conte ha sostituito una parte dei
vecchi follower derivante dal
tradizionale bacino dei Cinquestelle con
nuovi follower, evidentemente richiamati
nella parte finale della sua campagna elettorale,
soprattutto al sud.
3.4 Analizziamo adesso l'attività su Facebook che,
naturalmente, è l'indicatore più importante per
stabilire l'influenza del singolo leader sui
comportamenti politici. Abbiamo a disposizione
numerosi indicatori, come il numero di like per
post pubblicato, il numero di commenti per post
pubblicato e il numero di condivisioni per ogni
post pubblicato, ma quello più importante è il
“reach”, cioè il pubblico raggiunto. Questo
dipende dal numero dei follower, ma il numero
Reach totale su Facebook
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
0
Conte Meloni Salvini Renzi Calenda Berlusconi Letta
dei follower sedimentato nel tempo, non
necessariamente è attivo quotidianamente,
perciò rappresenta un indicatore fuorviante, o
se si vuole, largamente in eccesso. Abbiamo
allora considerato i singoli post che hanno avuto
il maggior numero di condivisioni e da questo
dato siamo risaliti a definire il numero
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
potenziale di persone raggiunte. Naturalmente è
una stima per difetto, perché non è detto che
altri follower, che non hanno condiviso i
principali post, poi non ne abbiano condiviso
altri. Tuttavia, ci conviene restare sul dato più
certo, cioè il numero massimo di condivisioni
per il post più condiviso. L’indicatore del
“reach” è molto importante perché definisce il
numero di persone che possono essere raggiunte
attraverso Facebook dalla singola personalità
politica. Prima di descrivere il risultato del
calcolo della stima, dobbiamo fare una
“disclosure” su due assunzioni che abbiamo
dovuto considerare: la prima è che a ogni
account corrisponda una singola persona;
sappiamo che non è così, perché una persona
potrebbe teoricamente avere più di un account.
Tuttavia, questo elemento è meno presente per
Facebook che su Twitter. D'altro canto, non
abbiamo modo di attribuire in maniera univoca
l'appartenenza di un account a una persona
fisica. Questa assunzione è però l'unica che può
essere definita come un'approssimazione in
eccesso, mentre tutte le altre sono
approssimazioni in difetto. La prima stima
riguarda il numero di persone che ogni leader
può raggiungere, almeno potenzialmente,
semplicemente con un post pubblicato su
Facebook. Abbiamo considerato il post con
maggiore numero di condivisioni, l'entità media
del numero di amici di quanti hanno condiviso
il post, fermandoci però al primo passaggio, cioè
alla prima condivisione e non andando oltre,
pur sapendo che una singola condivisione può
essere, a sua volta, ancora condivisa. Un'altra
avvertenza è necessaria: nel nostro calcolo viene
computata sia la parte organica (cioè il numero
di condivisioni non sostenute dalla pubblicità),
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
sia la parte non organica, appunto quella
sostenuta dalla pubblicità. Ai fini del calcolo
della stima delle persone raggiunte, la modalità
con cui arriva il messaggio non cambia le cose.
Fatte tutte le necessarie precisazioni possiamo
allora stimare qual è stato, di fatto, l'impatto di
ciascuno dei principali protagonisti della
campagna elettorale nell'universo di Facebook.
Come ampiamente detto, si tratta di una stima
che serve per indicare la proporzione di impatto
di ciascun leader, non per stabilire con
esattezza, pressoché impossibile, il numero
esatto delle persone raggiunte. Di gran lunga il
leader che ha avuto il maggiore bacino di
ascolto su Facebook è stato Conte, e con i post
di maggiore successo ha raggiunto direttamente
2.300.000 persone, al secondo posto Giorgia
Meloni con 1.200.000, seguita a distanza da
Salvini e poi ancora da Renzi, Calenda,
Berlusconi e Letta. Come si può osservare,
anche semplicemente a vista, Conte, Meloni e
Salvini sono ampiamente davanti tutti gli altri
loro competitors. Colpisce in particolare la
debolezza di Enrico Letta su
Facebook, mentre è molto particolare la
situazione di Calenda che, pur
primeggiando su Twitter, è debole su
Facebook. Come già osservato, si tenga conto
che questi dati di flusso, cioè le condivisioni,
sono molto influenzate dallo stock di partenza,
dato dal numero complessivo dei follower,
molto inferiore ai primi, nel caso di Letta.
3.5 Per capire meglio il divario esistente su
Facebook tra Meloni, Conte e Salvini da una
parte e il resto degli altri protagonisti della
campagna elettorale dall'altro, basta osservare
l'andamento dei tre indicatori principali
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nell’analisi di impatto di Facebook, vale a dire la
somma dei like, la somma dei commenti e la
somma delle condivisioni. I tre leader prima
citati superano tutti a soglia del milione di like,
con Meloni che arriva 1,6 milioni e Conte a 1,4
milioni; al quarto posto Calenda è vicino ai
400mila e a mano a mano che si va giù si arriva
a numeri incomparabili con quelli raggiunti dai
primi tre in classifica. Le differenze si fanno
minori quando si analizza la somma dei
commenti. Come abbiamo già detto, la somma
dei commenti è un indicatore non univoco,
perché può essere sia positivo che negativo e
critico. Comunque, detto in generale, il numero
dei commenti segnala la capacità che ha un
singolo post di creare una discussione tra i
follower. Anche in questo caso ai primi tre posti
ci sono Meloni, Salvini e Conte, ma la distanza
Leader somma dei like somma commenti somma share
Meloni 1.641.392 323.131 158.236
Conte 1.431.806 164.559 259.797
Salvini 1.141.928 266.637 111.393
Calenda 397.622 80.550 30.675
Berlusconi 217.131 48.536 14.378
Renzi 113.046 22.946 12.052
Letta 110.307 63.225 10.498
Fratoianni 72.347 9.679 10.029
Bonino 17.512 1.142 2.054
Di Maio 16.944 81.339 3.132
dal quarto, Calenda, è inferiore a quella
registrata rispetto ai like. Quando analizziamo
la somma delle condivisioni (share) troviamo
conferma delle prime tre posizioni già citate.
La notazione più particolare (e anomala) di
questo insieme di dati è fornita del numero
elevato di commenti relativi a Di Maio rispetto
ai like e alle condivisioni. In tutti gli altri casi il
numero dei commenti è nettamente inferiore
rispetto ai like e alle condivisioni, solo per Di
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Maio è superiore. Questo dipende dai giudizi
critici espressi dai suoi follower rispetto alla
scissione del suo gruppo politico dal Movimento
Cinquestelle.
3.6 Entriamo adesso nel dettaglio dei singoli post
pubblicati su Facebook e usciti durante la
campagna elettorale; così vediamo che nei primi
100 post, 52 sono di Conte, 38 di Meloni, 6 di
Salvini e 4 di Paragone. Il post di maggior
successo di Letta si trova piuttosto lontano, alla
posizione numero 485, di Calenda alla 514 e di
Renzi alla 543. È interessante valutare i tipi di
post che ottengono il maggior successo.
Restando sempre nei primi 100, 40 hanno un
carattere che potremmo dire promozionale (foto
o video di comizi, e così via) e 37 hanno un
carattere di polemica politica diretta, In cui un
leader attacca direttamente il competitor su un
tema specifico o su una dichiarazione specifica.
I post che comunque hanno avuto un maggior
successo in assoluto sono quelli che
hanno “rivelato” aspetti personali, o
meglio di “intimacy”, ancor di più
quando l’intimità assume una
connotazione politica, come nel caso del
post di Giorgia Meloni con la foto della madre
obesa in cui lei contesta che possa essere contro
le “devianze” che includono anche l’obesità. I
primi quattro post di maggior successo (3 di
Meloni e 1 di Conte) sono tutti fondati sulla
“intimacy”: quello della madre di Meloni -come
già detto-, poi due dedicati alla figlia di sei anni
e quello di Conte che gioca a calcio con suo
figlio. Tra i top 100, rari sono i post politici in
senso tradizionale che descrivono una posizione
politica o un programma di governo. L’unica
issue che ha creato dibattito è stata quella del
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Reddito di cittadinanza, con pareri
contrapposti; mentre il tema dell’energia, del
costo del gas, pur trattato da molti, non è stato
oggetto di polemica politica specifica, ma di
preoccupazione e di proposizione di soluzioni,
senza determinare particolari scontri politici.
Eccezion fatta per il rigassificatore di Piombino,
che è comparso in vari post, ma senza però
arrivare nelle posizioni più importanti del
ranking. Ci sono poi i post di
compartecipazione a eventi sportivi, alla
scomparsa di personalità di rilievo, come Piero
Angela e di riferimento alle vacanze di
Ferragosto, ma non hanno creato alcuna
polemica politica. I post polemici sono stati a
“geometria variabile”, perché essendo in campo
almeno sei formazioni politiche principali,
ognuno, di volta in volta, ha scelto il bersaglio
politico preferito: quello di Letta è stato quasi
esclusivamente Meloni, mentre quest’ultima ha
avuto ancora Letta per bersaglio, ma gran parte
dei post sono stati di proposizione di sé come
forza di governo, anzi di cambiamento del
governo. Una seconda maggiore polemica è
stata tra Conte da un lato e Calenda e Renzi
dall’altro.
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Messagio Account
Nei ritagli di tempo una delle cose più piacevoli è giocare a calcio con mio figlio Niccolò GiuseppeConte64
Questa è Anna, la mia mamma, la persona alla quale devo tutto. Soffre di obesità da quando, più giovane, ebbe una depressione giorgiameloni.paginaufficiale
perché era rimasta senza lavoro a crescere sola due figl
Grazie per la pazienza che hai avuto in questi anni amore mio. Grazie per come, nonostante i tuoi sei anni, hai capito, giorgiameloni.paginaufficiale
e sopportato le mie troppe assenze. Grazie per come mi corri inco
Eccoti, con la tua cartella enorme, ad affrontare il primo giorno delle elementari. Ci teniamo mano nella mano, mentre giorgiameloni.paginaufficiale
andiamo incontro alle nostre sfide più difficili. Ricorda quello c
Buon Ferragosto a tutti giorgiameloni.paginaufficiale
Ci hanno detto che eravamo morti. A me sembra che siamo in ottima salute! #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Ho una denuncia da fare. Ascoltate bene... giorgiameloni.paginaufficiale
Cara Giorgia: così proprio no! GiuseppeConte64
È stata una campagna elettorale molto emozionante. Non smettiamo mai di lottare per un-Italia migliore #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Continuano le deliranti mistificazioni della sinistra contro di me.Ascoltate cosa si sono inventati questa volta… giorgiameloni.paginaufficiale
- Presidenti di Regione che annunciano, pubblicamente, che dovremo “sputare sangue”- Assalti ai nostri gazebo- Lettere giorgiameloni.paginaufficiale
minatorie- Campagne di partito trasformate in campagne di d
Così, per sapere… giorgiameloni.paginaufficiale
Proprio così. GiuseppeConte64
- “Disumana. La Meloni ha nel suo programma il blocco navale per fermare gli sbarchi (e le morti in mare)”.- “Che vergogna. giorgiameloni.paginaufficiale
La Meloni vuole combattere i disturbi alimentari incentiva
Apprendo da un-intervista di Bruno Vespa che da tempo Letta e Meloni lavorano a un accordo per fare un confrontoGiuseppeConte64 da soli, a lume di candela, in prima serata in Rai, servizio pubblico.
Stima per #LauraPausini. salviniofficial
Domenica 25 settembre non si può sbagliare. Ecco come si vota. GiuseppeConte64
Gandhi diceva “prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.Il 25 settembre è vicino. giorgiameloni.paginaufficiale
Fratelli d’Italia primo partito e coalizione di centrodestra nettamente in testa. Grazie ai tanti cittadini che ogni giorno giorgiameloni.paginaufficiale
ripongono fiducia e speranza nel nostro progetto politico. Siamo
Mi spiace deludere qualche titolista, qualche giornale, ma credo che il mio pensiero sia stato forzato e travisato. Oggi GiuseppeConte64
ho dichiarato che mi auguro di governare da solo ma che so anche
Ora a Cagliari. Seguite il mio intervento in diretta. #VotaFdI giorgiameloni.paginaufficiale
Cartolina per Michele Emiliano. Grazie Bari ♥ giorgiameloni.paginaufficiale
Lasciamo alla sinistra divisioni, rabbia e polemiche. Uniti si vince " salviniofficial
Un affetto incontenibile in una città che ogni giorno lotta per il riscatto con la sua bellezza, la sua forza, il suo entusiasmo.
GiuseppeConte64
Grazie Napoli! #dallapartegiusta
Con Piero Angela se ne va una figura importante della cultura italiana. Una voce e una professionalità che per decenni GiuseppeConte64
hanno raccontato il mistero del nostro universo con sapienza, pa
La mia intervista a “L’aria che tira” ⤵ GiuseppeConte64
Vadano pure avanti ad attaccarci e a inseguirci con polemiche pretestuose, noi continueremo a parlare dei nostri programmi giorgiameloni.paginaufficiale
per risollevare l’Italia. Lavoro, sicurezza, taglio del cuneo
In Sicilia il Movimento 5 Stelle correrà da solo, per dare riscatto e dignità a tutta l-isola. Alcune settimane fa ero stato GiuseppeConte64
chiaro: quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è
Grazie Roma! giorgiameloni.paginaufficiale
Attenzione! Venerdì eravamo per tutti gli irresponsabili che bloccano l’Italia. Perché? Pretendevamo di far votare in GiuseppeConte64
sede di conversione del Decreto aiuti bis una norma per sbloccare
In questi giorni mi pare ci sia un’ostinata ricerca di polemiche ad uso elettorale, legate per lo più a temi lontani dalle GiuseppeConte64
difficoltà reali dei cittadini: ora sulla candidatura dei virologi, dom
Marco sei stato molto coraggioso e, come ho detto ieri, ho grande rispetto di chi ha il coraggio di difendere ciò in cui giorgiameloni.paginaufficiale
crede. Anche io penso che siamo tutti uguali e tutti Fratelli e pens
Grazie ai ragazzi del Fornaci Rosse di Vicenza. Sono commosso da questa accoglienza. C-è voglia di stare #dallapartegiusta GiuseppeConte64
intero "
100 anni dell’Autodromo di Monza. Un circuito storico che ha regalato grandi sfide ed emozioni all’Italia e al mondogiorgiameloni.paginaufficiale
Grazie Manfredonia, con cuore e coraggio #dallapartegiusta! GiuseppeConte64
Fratelli d’Italia primo partito italiano, a guida di un centrodestra nettamente in testa, sarebbe la realizzazione di un giorgiameloni.paginaufficiale
lungo percorso in salita. Un percorso costruito grazie al lavoro di un
Un abbraccio grande così #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Senato⤵⤵
“Sul Covid troppi errori e bugie, chi ha sbagliato ora deve pagare”. Intervista a Nunzia Schilirò candidata di Italexit algianluigi.paragone
Grazie Ancona! giorgiameloni.paginaufficiale
Grazie Vittorio. Con il Centrodestra unito e un Governo forte e solido, siamo Pronti a risollevare l-Italia. giorgiameloni.paginaufficiale
...e a fine serata una pausa nel cuore di Catania con Nuccio Di Paola, sempre #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Una campagna elettorale dove la sinistra, invece di confrontarsi su idee e proposte per l’Italia, trascorre le sue giornate giorgiameloni.paginaufficiale
a tentare di demonizzare Fratelli d’Italia o a dare lezioni su com
Applausi a Eros.Viva la musica e la libertà! salviniofficial
In diretta da Piazza Santi Apostoli, Roma GiuseppeConte64
Il grande affetto di Rimini ci dà la carica per batterci con ancor più forza. È stato importante parlare con i commercianti GiuseppeConte64
e i cittadini alle prese con rincari e bollette. Quando mesi fa abb
Enrico, ma ce l’hai un senso del ridicolo? giorgiameloni.paginaufficiale
Una serata speciale a Palermo. Un ringraziamento di vero cuore a tutti coloro che hanno partecipato con il loro calore GiuseppeConte64
e il loro entusiasmo! Il 25 settembre scegliete di stare #dallapart
-Se tre dosi non hanno funzionato, perché ora la quarta?-. Lo strepitoso VIDEO del primario dell’Istituto tumori diventa virale. Eccolo ⤵⤵
gianluigi.paragone
Dopo 24 anni l’Italia è campione del mondo di pallavolo! Grazie ragazzi! "$ GiuseppeConte64
Lo chiariamo subito. Il Movimento 5 Stelle non è affatto favorevole alle proposte che iniziano a circolare che prevedono GiuseppeConte64
riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmia
Catania, non so che dire. Così cambiamo tutto! Qui in Sicilia l-onda è iniziata, qui l-onda riparte! #dallapartegiusta GiuseppeConte64
A Milano c-è voglia di stare #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Un oceano di patrioti in piazza a Bari per Fratelli d’Italia. Siete stupendi! giorgiameloni.paginaufficiale
Livorno, quanta passione! #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Succedono cose davvero incredibili. Ieri il Governo, con l’appoggio delle altre forze politiche, avrebbe voluto - nella GiuseppeConte64
gran distrazione generale - escludere dal Decreto Aiuti Bis un inte
Succedono cose strane in questa campagna elettorale. Ora si tira in mezzo Trump. Il 25 settembre si avvicina, il M5SGiuseppeConte64
spaventa e si gioca sporco. Ho qualcosa da dirvi.
Per noi lavoro significa dignità: vogliamo che si lavori per vivere, non che si viva per lavorare. GiuseppeConte64
Ora Letta chieda scusa e con lui anche tutti gli altri. Grazie al MoVimento 5 Stelle e a quelli che Letta ha chiamato -piccoli GiuseppeConte64
calcoli elettorali- oggi è stata trovata una soluzione per 40mil
Nonostante i soliti quattro gatti figli di papà venuti a provocare, una bellissima piazza anche a Caserta. Evidentemente, giorgiameloni.paginaufficiale
qualcuno sta cercando di creare un incidente per poi incolpare F
A Torre del Greco c’è voglia di stare #dallapartegiusta! GiuseppeConte64
Per noi il programma elettorale non è un malloppo di carta da consegnare qualche giorno prima delle elezioni. È quello GiuseppeConte64
per cui ci impegneremo sempre, costi quel che costi, solo e sol
Napoli è sempre un abbraccio di entusiasmo e calore! Grazie a tutti gli amici e le amiche per questa mattinata, continuiamo GiuseppeConte64
insieme #dallapartegiusta
Enrico, dormi tranquillo. giorgiameloni.paginaufficiale
Funziona così: appena un personaggio pubblico esce dagli schemi imposti dal politicamente corretto e non si allinea giorgiameloni.paginaufficiale
al pensiero unico, viene messo alla gogna e travolto dagli insulti. In
Occhio ragazzi, Salvini ha trovato il modo per risolvere i problemi dei giovani. Tutti a fare il militare! GiuseppeConte64
A una manifestazione di partito, Letta dice “chi non vota per il Pd, vota per Meloni e per la destra”. Che dire... grazie giorgiameloni.paginaufficiale
Enrì!
Esprimo le mie più profonde condoglianze alla famiglia reale inglese e al popolo britannico per la morte di Sua Maestà GiuseppeConte64
Elisabetta II. Una vita dedicata interamente ai cittadini del Regno
Negli ultimi 20 anni, in Italia, ci sono stati 11 Presidenti del Consiglio: un’instabilità che penalizza gli italiani e il nostro
giorgiameloni.paginaufficiale
rapporto con gli altri Stati. Per la sinistra, però, il presidenzialism
Grazie Torino! giorgiameloni.paginaufficiale
Gli italiani non possono pagare la guerra in Ucraina con il caro bollette! Adesso basta! gianluigi.paragone
Quanto affetto questa mattina a San Severo! Avanti, sempre #dallapartegiusta.Ci vediamo più tardi a Vico del Gargano, GiuseppeConte64
poi Vieste e questa sera a San Giovanni Rotondo. Vi aspetto!
Felice e orgoglioso di te, Francesca ❤ salviniofficial
Direzione Torino, una breve sosta sul cammino per un panino e un caffè. Prima di andare via, ho scambiato due parole GiuseppeConte64
con Mario, lavoratore di una multiservizi. Mi ha parlato delle pre
Caro Enrico, possiamo anche illuderci che con Draghi -sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno-. Esci dalla nostalgia, GiuseppeConte64
la realtà dell-agenda Draghi sono 6 euro in più al mese per i lavora
Dopo la splendida piazza di Chieti questa sera una gradita sosta a Termoli per un abbraccio a tutti i molisani! #dallapartegiustaSostienici
GiuseppeConte64 con una donazione: https://dona.movimento5s
Col vostro sostegno, siamo Pronti a risollevare l’Italia. Buongiorno " giorgiameloni.paginaufficiale
Meloni e i suoi amici non difendono gli italiani e l-interesse nazionale. Io non dimentico. GiuseppeConte64
Il confronto è sempre un bel momento, anche quando un contestatore scavalca le transenne per salire sul palco. Rispetto giorgiameloni.paginaufficiale
sempre il coraggio delle persone di difendere ciò in cui cred
Il 25 settembre decidi di stare #dallapartegiusta. Vota MoVimento 5 Stelle GiuseppeConte64
Una serata emozionante ieri per le strade di Salerno. Vi ringrazio di cuore! Ci vediamo questa mattina, intorno alle 10, GiuseppeConte64
ad Avellino. A più tardi! #dallapartegiusta
Quando Luigi Di Maio ed Enrico Letta gettano fango sugli avversari ai giornali esteri, non fanno un torto a Fratelli d’Italia giorgiameloni.paginaufficiale
e al centrodestra, ma tutta l’Italia. Il 25 settembre dimostriam
Il programma della sinistra lo conosciamo bene: “Giorgia Meloni è brutta e cattiva, turati il naso e vota PD”. La coalizione giorgiameloni.paginaufficiale
di centrodestra ha invece voluto definire un “Accordo quadro
Enrico rispondo alla tua domanda: mentre noi incalzavamo Draghi proponendo soluzioni straordinarie e tempestiveGiuseppeConte64 contro il carobollette e gli stipendi troppo bassi, forse tu eri distrat
Addio a Piero Angela. Un grande italiano. salviniofficial
Milano siamo noi! ❤' salviniofficial
LETTERA AL CORRIERE DELLA SERA ⤵Caro direttore, Antonio Polito, sul Corriere della Sera di ieri, dopo aver riconosciuto giorgiameloni.paginaufficiale
meriti di serietà e responsabilità alla campagna elettorale che
No, è falso che nel video dello stupro di Piacenza, pubblicato da diversi grandi quotidiani e da me ripreso, si riconoscesse giorgiameloni.paginaufficiale
la vittima. Era completamente oscurato, per questo l’ho diffus
Cara Liliana, l-intera comunità del M5S ti abbraccia: tanti auguri di buon compleanno! GiuseppeConte64
Salviamo il nostro mare, salviamo l-ambiente. A dire basta a questo scempio siamo solo noi. #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Mancanza di lavoratori? Nessuno è più disposto a ricevere paghe da fame! Poco fa sono stato ospite a Tg2Post, ecco la mia intervista ⤵
GiuseppeConte64
No obbligo vaccinale (anche della legge Lorenzin)No Green PassNo Euro No Ue No NATONo armi UcrainaNo agenda Draghi gianluigi.paragone
e piano Colao. Sì all’ITALIA SOVRANA
Per chi se la fosse persa, ecco la mia intervista con Massimo Giletti a “Non è l’Arena”. Collegatevi! giorgiameloni.paginaufficiale
Oggi in tanti, tantissimi avete ribadito quanto c-è bisogno del M5S nel nostro Paese. Contro le ingiustizie, per un-Italia GiuseppeConte64
che cambia ascoltando la voce di chi non ne ha. Grazie Bisceglie,
Spiace che Repubblica si sia offesa per il fatto che sono intervenuto a Cernobbio solo in videocollegamento per ribadire GiuseppeConte64
quello che tutti gli italiani sanno: che non esiste una -agenda D
Eccolo qui, il nostro bel simbolo depositato per le prossime elezioni. Un simbolo del quale andiamo fieri. Il 25 settembre giorgiameloni.paginaufficiale
scegli Fratelli d-Italia
Ciao Luca. Ti rispondo volentieri perché, al netto della differente appartenenza politica, ammiro la tua storia e tifo per giorgiameloni.paginaufficiale
te ed Alba. Da quello che ho letto e dai tuoi occhi, sono convinta
Questa mattina prima a Enna e poi a Caltanissetta, insieme a Roberto Scarpinato: un vero e proprio simbolo della lotta GiuseppeConte64
alla mafia, candidato con noi al Parlamento mentre il centrodest
Enrico che ti succede? Ti parlo sinceramente. Prima hai strappato con noi dicendo di voler costruire con Calenda, Gelmini, GiuseppeConte64
Di Maio e Tabacci un programma basato sull’agenda e sul me
Per mesi ci siamo sentiti dire che non si trovavano lavoratori stagionali per colpa del Reddito di cittadinanza GiuseppeConte64
A Genova ne approfitto per un rapido saluto a Beppe. Con cuore e coraggio sempre #dallapartegiusta GiuseppeConte64
Pagina 28 — PDF originale
3.7 Dopo aver approfondito come si è svolta la
campagna elettorale su Twitter e su Facebook,
possiamo provare a fare una sintesi. L'obiettivo
di questo lavoro non è certo quello di
rispondere in maniera inequivocabile alla
domanda su come ha votato l'universo di
Twitter o quello di Facebook. Come abbiamo
imparato dalle pagine precedenti sono tanti e
tanti i dati che bisogna considerare e poco si
prestano ad essere valutati con la stessa logica
dei sondaggi. Quel che intendiamo fare in
questo lavoro è quello di calcolare lo spazio
politico che ciascun leader e ciascuna forza
politica sono riusciti a conquistare nell'uno e
nell'altro social media. È abbastanza evidente
che conquistare uno spazio politico si debba
poi, inevitabilmente, tradurre in consenso
elettorale. Come detto all'inizio, non è possibile
stabilire una stima diretta tra la presenza su un
social media e il suo esito elettorale, così come
non è possibile stabilirlo neppure per altri media
come la televisione, i giornali e altri mezzi di
comunicazione di massa. Quel che possiamo
sapere sono due cose importanti, anzi
estremamente importanti: la prima è data dal
calcolo dello “spazio politico” conquistato; la
seconda è data dalla capacità che possiamo
esercitare, attraverso l'analisi dei social media,
di profilare la campagna elettorale secondo la
sua tempistica, secondo i temi maggiormente
affrontati, secondo la maggiore o minore
efficacia sia del messaggio complessivo di
ciascun leader, sia di ciascun singolo significato
racchiuso in un tweet o in un post. Rispetto ai
sondaggi, l'analisi dei social media è molto più
sensibile perché, pressoché in tempo reale, e
Pagina 29 — PDF originale
MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
senza nessuna sollecitazione di un intervistatore,
segnala dove l’attenzione e la reazione sono
maggiori. Addirittura, è possibile valutare la
capacità di impatto di un singolo tweet -come
detto- già appena un'ora dalla sua
pubblicazione, considerando il tasso ti
condivisione registrato in quel breve lasso di
tempo. Un tempo così breve rappresenta un
fattore predittivo formidabile rispetto alla sua
capacità generale d'impatto, che sarà poi
registrato alla conclusione del ciclo vitale dello
stesso tweet, che solitamente si conclude nel giro
di 24 o al massimo di 36 ore.
3.8 Il calcolo dello spazio politico, sia nel caso di
tweet che nel caso di Facebook, è ottenuto
considerando tutto l'insieme di tweet in un caso
e di post nell'altro, pubblicati sui due social
media nell'arco della campagna elettorale.
Abbiamo considerato like e condivisioni,
arrivando a stimare una media generale per
ciascuno dei due social media. Una volta
calcolata la media per Twitter e per Facebook
abbiamo calcolato la media generale
riproporzionata secondo i due bacini di utenza
che, come si è visto, sono molto diversi: 35,9
milioni per Facebook e 12,8 milioni per Twitter.
Abbiamo anche già detto che, ancor prima del
peso differente tra i due social media, è da
segnalare che la capacità di espansione dei
messaggi di Facebook è enormemente più
grande rispetto a quella di twitter. Tuttavia, non
potendo conoscere il livello esatto di espansione
di Facebook, abbiamo, di necessità, ancorato le
stime al peso specifico dei due bacini di
riferimento composti dagli utenti unici e non
rispetto alla loro capacità di espansione interna.
In sostanza, la stima dell’impatto di Facebook è
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
da considerarsi “al minimo”, intuendo che è più
grande. Fatta questa osservazione di metodo,
possiamo inoltrarci nella stima dello “spazio
politico” prima di Twitter, poi di Facebook,
ciascuno considerato a sé stante e poi, appunto,
nella valutazione generale.
3.9 Nel caso di Twitter lo spazio politico maggiore è
conquistato da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia
con il 29,0%, seguito a poca distanza da Carlo
Calenda, che include anche Matteo Renzi e gli
altri account che fanno riferimento alla sua lista.
A poca distanza si colloca il Partito
Democratico con Enrico Letta e gli altri
esponenti di questo partito. Conte e Salvini
seguono entrambi poco sopra la soglia dell’11%.
Si tenga conto che sono stati considerati le
prime sei forze politiche presenti nella
competizione. Nel caso di Facebook la
situazione è molto diversa, perché dominano
Giuseppe Conte e Giorgia Meloni, entrambi
oltre la soglia del 30%. Al terzo posto è Salvini e
la Lega con il 17,1%. Molto distanti il Pd e la
lista guidata da Calenda, che su questo social
media, come si è già avuto modo di osservare,
hanno una presenza molto debole, o almeno
inferiore a quella dei loro maggiori competitor.
Possiamo adesso passare al calcolo complessivo
dello spazio politico da parte delle sei maggiori
forze politiche sui social media. Lo spazio
politico maggiore è conquistato da Giorgia
Meloni e da Giuseppe Conte, con un peso che
può essere stimato nel 30,9% nel caso della
leader dei Fratelli d’Italia e del 25,0% nel caso
del leader del Movimento Cinquestelle. Al terzo
posto è Salvini, con la stima del 15,5%, seguito
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dalla lista Calenda e dal Pd con la stessa stima
di influenza, rispettivamente dell’11,9% e
dell’11,7%. Molto più in basso Berlusconi
(3,6%) e pressoché irrilevanti gli altri. Quel che
appare evidente, facendo un confronto con i
risultati delle urne, confronto che ovviamente va
Spazio politico sui social media
salvini calenda
berlusconi
Fratoi Di…
Meloni Conte Pd anni
fatto solo in termini puramente indicativi, è il
“sovradimensionamento” nei social media di
Conte e del Movimento Cinquestelle e il
corrispondente “sottodimensionamento”
soprattutto del Pd, che sui social media è
debole, particolarmente su Facebook. In verità,
il discorso va rovesciato, perché la stima
dell’impatto dei social media nelle elezioni ci
consente di capire quali siano le forze politiche
che ne hanno tratto vantaggio e quali meno.
Risulta evidente che Giuseppe Conte ne abbia
tratto il maggior beneficio, e in misura meno
spiccata ne hanno tratto beneficio sia Giorgia
Meloni che Matteo Salvini, mentre ne ha tratto
poco beneficio il Pd. Un’osservazione meno
netta va fatta per Calenda, perché se da un lato
ha dimostrato grande presenza su Twitter, non
altrettanto è accaduto per Facebook. Data la
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distanza rilevante per numero di utenti, ma
soprattutto di incidenza sul terreno elettorale
dei due social media, le due posizioni, almeno
nel mondo dei social media, non si
compensano. Tuttavia, nell’incertezza di
stabilire in maniera univoca la quantità di voti
attribuibile ai social media, possiamo dire che
Calenda ha svolto un ruolo distintivo nella
battaglia di conquista dello spazio politico sui
social media.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
4. Capire la mente degli elettori
Guardare la campagna elettorale attraverso l’analisi
dei social media permette alcuni vantaggi molto
importanti: il primo è il senso del tempo, di come
una campagna elettorale si sviluppa: quando un leader
acquisisce un vantaggio e quando lo perde, quando un
tema soppianta l’altro e come avviene. In fondo, una
campagna elettorale è appunto una campagna, cioè
una vicenda che ha un inizio, uno sviluppo e una fine
al momento del voto; a differenza della politica che è
sempre presente, che prosegue in continuità giorno
dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo
anno, la campagna elettorale è un evento
definito e ha una data certa per la sua conclusione,
perciò la cadenza del tempo, e quel che accade
durante, ci dà il senso vero di una campagna
elettorale.
Un secondo vantaggio è la capacità di arrivare a un
dettaglio che sarebbe impossibile con altri
strumenti. Possiamo vedere come va l’intera
campagna elettorale di un leader, ma possiamo
vederla in una sola settimana o in un solo giorno, o
addirittura in un solo tweet o in un solo post
pubblicato su Facebook. Possiamo graduare
l’attenzione secondo le nostre preferenze temporali,
dalla visione macro: l’intera campagna, all’iper-micro,
il solo intervento in un singolo evento. Questo è
possibile perché vediamo le reazioni (i like, i
commenti, le condivisioni) che danno il carattere e le
conseguenze di un singolo intervento.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Un terzo grande vantaggio sta nel vedere l’intreccio,
sempre decisivo in ogni campagna elettorale,
tra i temi e i leader. Possiamo sintetizzare
l’intreccio nell’idea che solitamente vince la campagna
chi vince sulla (o sulle issue) che maggiormente
coinvolgono il pubblico, cioè gli elettori. Al di là di
questa conclusione, confermata da una pluralità di
analisi, è fondamentale vedere come si forma la
gerarchia tra i temi e quanto e come la campagna di
ogni singolo candidato sia “fitting” con il tema. Non
significa solo, semplicemente, che vince chi parla delle
cose di cui si parla di più (certamente non vince chi
parla di cose che non interessano nessuno, o
interessano poche persone), ma chi nel tema più
trattato riesce a farsi percepire come la soluzione, con
l’exit strategy più interessante o più coinvolgente.
Al di là di queste valutazioni generali, è molto
interessante capire nello specifico cosa questa
campagna ha mostrato, e sulla base di questi elementi
tratti dai social, uniti ad altri che nascono
dall’osservazione puntuale della campagna elettorale,
e passare ad alcune osservazioni complessive su
strategie di comunicazione, percezione dei messaggi e
reazioni dell’elettorato che si sono rese evidenti.
Il Generale Ferragosto. Allargando lo sguardo
all’intera campagna elettorale, l’elemento che emerge
con maggiore evidenza è il cambio dell’intera
campagna, rispetto ai temi e anche rispetto ai leader
più incisivi, durante il break di Ferragosto. Fino a
quella data abbiamo assistito a un tipo di campagna e
un certo gruppo di principali protagonisti, dopo i 10-
15 giorni della pausa estiva, è cambiato il filo
conduttore della campagna elettorale, e di
conseguenza sono cambiati anche i maggiori
protagonisti. Prima delle vacanze il tema
fondamentale è stata la caduta del Governo Draghi.
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
Questo evento, che per altro ha determinato il ricorso
alle elezioni anticipate, ha dominato il dibattito
politico soprattutto su Twitter, ma anche su Facebook.
Perciò all’inizio della campagna, il tema è stato se
fosse stato giusto, consigliabile, positivo far cadere il
Governo o mantenerlo in carica. Sostanzialmente
sono prevalse le posizioni di chi ha difeso il Governo
Draghi, e in particolare le posizioni del Pd e di
Calenda, mentre sono state più sulla difensiva le
posizioni di Cinquestelle e Lega che non avevano
confermato la fiducia. Posizione abbastanza defilata di
Forza Italia e di Berlusconi, che pure non avevano
votato la fiducia. Abbastanza particolare la posizione
di Giorgia Meloni, che pur essendo all’opposizione, e
sostenendo la sfiducia al Governo, tuttavia ha avuto
toni abbastanza contenuti. Subito dopo la pausa
ferragostana il tema principale è stato quello
dell’aumento del prezzo del gas e perciò dei costi per
imprese e famiglie, ma questo argomento non è stato
particolarmente divisivo, essendo tutte le forze
politiche attente al problema, mentre si sono sviluppati
i temi più identitari per ciascun partito. Questo ha
spostato interamente i contenuti della campagna,
riportandoli sul terreno consueto delle asserzioni
ideologiche, o meglio identitarie di ciascun leader e di
ciascuna forza politica.
Prossimità, mimesi politica e one issue. In
generale questa campagna elettorale, accentuando
tendenze già riscontrate nel passato recente, ha
mostrato come il modo stesso di accogliere una
campagna politica da parte dell’elettorato è cambiato,
anche in modo molto netto. Adesso si dà valore
all'immediato (a ciò che si può vedere sotto i propri
occhi) rispetto al mediato, all'astratto (la visione
onnicomprensiva che abbraccia tutto); adesso il driver
della politica è dato dalle emozioni, non dalla
razionalità (per altro, Antonio Damasio e altri
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
neuroscienziati hanno già spiegato in maniera
definitiva che le nostre azioni sono guidate dalle
emozioni, non dalla razionalità e questo ha incrinato
per sempre l’Illuminismo da cui tutti arriviamo…);
adesso le questioni che mobilitano l’interesse non sono
più la crescita, lo sviluppo, appunto tutto ciò che fa
dimensione collettiva, ma quel che connota la propria
“tribù” d’appartenenza, che resta l’unica forma di
associazione possibile in un mondo improntato
all’individualismo e a ciò che fa parte del proprio
mondo (folk politics). In sostanza, siamo davanti a un
meccanismo mentale generalizzato che tende a
semplificare (anche l’insemplificabile) e a riportare
tutto a sé, al mondo che conosce. È come se non
esistesse più quel “velo di ignoranza” (che permette di
non farsi troppo guidare dalla propria convenienza
“particulare”) che John Rawls riteneva fondamentale
per la costruzione di una società democratica giusta.
Adesso ognuno vede tutto e solo quel che può vedere
direttamente. Il velo è squarciato. Di conseguenza,
oltre alla dimensione territorialmente e culturalmente
più prossima, fondamentalmente vince il meccanismo
di mimesi del leader con gli elettori. Non siamo
esattamente alla “mimesi icastica” di Platone, ma
vicini al fenomeno per cui la scelta elettorale è quella
del leader a cui ci si sente più vicino, quasi per affinità
a pelle, per il linguaggio, per la sua gerarchia di
argomenti e di valori, soprattutto quelli impliciti,
perché quelli espliciti funzionano meno. La preferenza
del voto non è più (soprattutto) verso chi potrebbe
attuare il programma più congeniale o preferito; verso
chi trova la soluzione più appropriata (la cui
valutazione è sempre piuttosto difficile) o verso chi
privilegia gli argomenti più politici, nel senso del
dibattito tra i diversi partiti e leader, ma verso chi
assomiglia di più all’elettore, verso chi ha maggiore
empatia, in una visione quasi antropologica della
politica, lontano dal senso in cui siamo abituati a usare
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
e concepire il termine politica. Oltre alla folk politics,
cioè il riportare tutto alla propria realtà concreta
(territoriale, personale, valoriale) e alla mimesi
identitaria, funziona anche la single issue, cioè la scelta
di un solo tema programmatico, molto immediato,
comprensibile a tutti; strategia che difficilmente
consente di raggiungere la maggioranza
dell’elettorato, ma sicuramente consente di ritagliarsi
un segmento di elettorato, tanto più grande quanto
più la single issue (sempre concretissima) abbia capacità
di messaggio ampio. A quest’ultima tipologia si può
attribuire la campagna elettorale di Giuseppe Conte
attraverso il sostegno al Reddito di cittadinanza.
La carica dell’85%. Abbiamo descritto la cesura del
break ferragostano come elemento che, di fatto, ha
spezzato in due la campagna elettorale. Bisogna
aggiungere che nel frattempo l’interesse verso la
campagna elettorale è cresciuto di molto, una volta
arrivati agli inizi di settembre, perciò nelle ultime tre
settimane. Questo di solito si realizza
progressivamente, a mano a mano che ci si avvicina
alla scadenza del voto, ma questa vota è stata più
“bruciante”, perché si è consumata in pochissimo
tempo. Questo dipende dalla circostanza che quando
il giorno del voto si avvicina anche coloro che non
seguono la politica sono “costretti” a interessarsene. In
Italia (dati ISTAT) solo il 15% segue i dibattiti politici,
cioè segue con una certa continuità l’evolversi delle
vicende politiche, mentre il restante 85,0% (e neppure
tutto, visto l’alto numero di astensionisti) comincia a
occuparsene solo in prossimità del voto. (Chi fa attività
politica in senso proprio è solo lo 0,8%). Nel caso
specifico è come se tutto il dibattito prima di
Ferragosto sia stato accantonato sia per l’evoluzione
dei temi proprio in coincidenza con la crescita
dell’interesse della maggioranza degli elettori. L’85%
della popolazione che non segue correntemente le
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
vicende politiche, o che le avverte solo
occasionalmente, o solo come “rumore di fondo”,
senza distinzioni delle posizioni specifiche dei
protagonisti della politica, si trova a fare una sintesi
immediata delle posizioni in campo, e quando
qualcuna di esse è convincente, sceglie di votare.
L’85% dell’elettorato ha una mente politica molto
diversa dal restante 15%, perché si avvicina
moltissimo a quanto detto prima, perciò colpita
soprattutto dalla folk politics, pronta a vedere quale
leader al momento è quello con cui si immedesima di
più (mimesi) o, non avendo altre bussole, si indirizza
più facilmente sulla one issue, la più semplice da
interpretare, condividere o combattere. Il 15% è più
sensibile ai cambi di rotta dei partiti, alle loro alleanze,
o mancate alleanze, alle visioni ideologiche, insomma
alla complessità della politica così come appare nei
dibattiti e nella discussione pubblica.
Alla ricerca dell’ovvio. L’etimologia di “ovvio” è la
cosa che “va incontro” (ob-, verso e poi via, strada),
insomma ciò che segue la strada che si apre davanti, la
cosa più evidente, naturale, immediata. Un messaggio
politico di successo deve essere percepito come
“ovvio”, nel senso appena detto, ciò naturale,
familiare, semplice, quello che coglie il “momentum”,
cioè in piena sintonia con il tempo in cui le elezioni si
svolgono. Non c’è un’idea migliore in assoluto, ma
l’idea migliore nel tempo dato, insomma conta il suo
“timing”. In fondo, si vota in un giorno solo, non tutti
i giorni. Cogliere l’intreccio tra il tempo vissuto e il
messaggio dato è la maggiore virtù della
comunicazione politica. Dire “ovvio” è cogliere il
senso comune del momento, intrecciare il senso delle
emozioni del momento (la saggezza della folla) e
tradurle in risposte politiche, insomma in offerta
elettorale. Sosteneva Lincoln che in ogni momento
“devi estrarre il linguaggio, la logica e il semplice senso
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
comune per determinare le questioni essenziali e
stabilire un concreto piano d’azione”. A questo
assunto bisogna aggiungere che la società complessa
ha bisogno di risposte semplici, almeno sul piano della
comunicazione. Risposte complesse rendono le
risposte delle persone ancora più complicate, perciò
immobilizzano, piuttosto che mobilitare. Guardiamo
ad alcuni aspetti che arrivano dall’osservazione di
quanto successo sui social media, sui tre elementi
lincolniani del linguaggio, della logica e del “common
sense”. Il meccanismo di linguaggio semplice,
immediato e soprattutto della mimesi ha improntato la
comunicazione di Giorgia Meloni. Ad esempio, fra i
primi quattro post di maggior successo in assoluto -
come abbiamo visto-, tre sono suoi e tutti e tre sono
improntati a quella che abbiamo già definito della
“intimacy” politica. Fra questi, al secondo posto, è il
suo post sulle “devianze” con la foto di lei con la
madre vittima di obesità (“Don’t talk, show it”). Sulla
logica, c’è l’esempio non positivo della campagna
“Scegli” di Enrico Letta, improntata a una logica
dualistica (“o noi, o loro”), perciò efficace in una
logica maggioritaria, solo che non c‘erano solo due
schieramenti in campo contrapposti, ma quattro (oltre
al centro-destra, la lista Calenda e il Movimento
Cinquestelle), e per di più, con due dei tre competitor
c’era stata o la probabilità di un accordo (M5stelle) o
un accordo stilato e poi annullato (lista Calenda), in
ogni caso difficilmente percepibili nel senso comune
come “loro”. Sul “timing” c’è l’esempio non positivo
di Salvini, che ha insistito sugli sbarchi (visita a
Lampedusa), quando nella percezione generale la
questione dell’immigrazione non era vista come un
problema attuale. Infatti, i suoi post su questo
argomento non hanno raggiunto posizioni di rilievo.
C’è poi tutta la riflessione sui meta-messaggi, sulle
profezie che si avverano (“Pronti”) e sulla
comunicazione non detta, ma ovviamene colta da chi
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
reagisce sui social media, che ha il grande pregio della
spontaneità. Così come ci sarebbero molti altri casi,
situazioni e particolari congiunture che possono essere
esplorate appunto attraverso da un’analisi di dettaglio
dei flussi dei social media, ma che per esigenze di
sintesi qui non riportiamo. Fermo restando che la
comunicazione più efficace è quella “ovvia”, o
percepita come tale, cioè che passa senza che le
funzioni “razionali” siano di necessità messe in campo.
La parte e il tutto. Lo studio dei social media non
rappresenta la modalità per capire il tutto, nel nostro
caso le dinamiche del pensiero degli elettori. Anche se
il 48% degli italiani s’informa sui social media rispetto
alla politica (ISTAT), che rappresenta una soglia
impensabile fino a soli pochi mesi fa e anche se il 9,7%
degli italiani segue un blog o un sito in cui si discute di
politica, i social media non sono il tutto, però ci dicono
molto del tutto, soprattutto ci dicono molto su quegli
aspetti che sono difficilmente valutabili con altri
strumenti o con il solo intuito. Ci dicono molto -a chi
li sa interpretare- degli aspetti emotivi, delle reazioni a
caldo, di quello che muove le reazioni, le adesioni e le
contrapposizioni politiche, cioè i loro “moventi” e i
loro “perché”. Ci danno della politica una visione più
“reale”, meno “educata”, meno ragionata, ma pur
sempre autentica, al netto di troll e di quanto ne
“inquina” il flusso. È come andare in un mercato delle
pulci, anziché in un grande magazzino ben
organizzato. Nel secondo tutte le cose sono al loro
posto, c’è una ratio che li sistema; nel caso del mercato
tutto è confuso, l’inatteso e il consueto si trovano
vicini, e nessuno può garantire per nessuno. La mente
politica è fatta di queste cose però, perché mette
insieme tutto: impressioni, razionalità, malintesi, ecc..
Quando si va a votare tutto quel che si ha in mente (la
nostra visione del mondo, le nostre ansie, speranze e
rabbie, i nostri sentimenti profondi e - perché no? - la
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MIMESI E PROSSIMITÀ: ELEZIONI E SOCIAL MEDIA
gratificazione da ottenere dal semplice segno sulla
scheda) entra in un vortice e arriva a un unico punto,
cruciale, inappellabile, in cui tutto si esprime, si
sintetizza, e stabilisce così cosa davvero importa per
ciascuno di noi. Naturalmente, non c'è una mente
unica degli elettori, infatti si vota per più partiti e per
più leader, ma c'è sempre un pensiero prevalente,
quello di chi non segue la politica, non legge i giornali,
vede i grandi e i piccoli accadimenti intorno a lui e li
giudica da quello che percepisce, secondo la
prospettiva della sua esistenza. Le elezioni politiche
sono una grande auto-rappresentazione sociale, una
messa in scena in cui recitano (votano, o non votano)
tutti e perciò le gerarchie stabilite ex-ante, dai media, di
cos'è importante o meno, sono messe alla prova
generale, dalla quale -tendenzialmente- non escono
spesso confermate. Le elezioni rimettono, ogni volta,
la realtà sui suoi piedi: i social media sono parte di
questo processo: non sono il tutto, non saranno mai il
tutto, ma ci dicono abbastanza della sua parte meno
nota, meno appariscente e meno scontata, quella parte
“dionisiaca” che trova agevole esprimersi sui social
media, anche se vorremmo (e spesso ci
rappresentiamo) la politica come un affare tutto
“apollineo”. Tutto lo studio dimostra che non è
(sempre, o spesso) così. (Antonio Preiti)
Mimesis and Proximity: Elections and Social Media
How is political opinion structured in the social media age? An analysis of the election campaign on Facebook and Twitter: strategies, leaders and winning rhythms.
