2017 · Economia e impatto
L'impatto economico di easyJet
La valutazione dell'impatto economico generato dalla presenza di easyJet: rotte, occupazione e valore per i territori serviti.
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Sociometrica (2017). L'impatto economico di easyJet. https://www.sociometrica.it/research/impatto-easyjet
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L’IMPATTO ECONOMICO
E SOCIALE DI EASYJET
IN ITALIA
IL RUOLO DELLA COMPAGNIA AEREA NELLA CREAZIONE DI RICCHEZZA E DI
OCCUPAZIONE NEL NOSTRO PAESE.
dicembre 2016
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Indice:
Executive summary 3
1. Introduzione: Come si giudica una compagnia aerea? 3
2. L’impatto sull’occupazione e sul turismo 4
3. Il valore cruciale di essere connessi 6
4. L’attenzione verso la qualità del lavoro 8
5. La percezione di easyJet 9
6. Conclusioni: una compagnia orientata al sociale 11
Metodologia 12
Tabelle in appendice 13
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Executive summary
Nel report sono valutati gli effetti di easyJet nella creazione di occupazione in Italia e, in generale,
gli effetti della sua attività. Ci sono due modi attraverso cui easyJet produce occupazione: uno è
diretto, attraverso le assunzioni della compagnia e quelli dovuti all’effetto moltiplicatore sui consumi
degli stipendi distribuiti. Il secondo effetto, molto più grande, è dovuto al contributo di easyJet al
movimento turistico. Nel complesso grazie alla presenza di easyJet si sono prodotti nel 2015,
209mila posti di lavoro, dei quali 174mila sono dovuti alla esclusiva presenza di easyJet (gli altri
potevano essere teoricamente sostituiti attraverso l’utilizzo di posti aerei con altre compagnie). Nel
corso degli ultimi 10 anni i posti di lavoro creati per la presenza e le attività di easyJet in Italia sono
stati 1,5 milioni.
L’impatto di easyJet è importante anche sul piano sociale perché aumenta le capacità di
connessione di alcune aree fondamentali del Paese, come ad esempio Napoli, dove la compagnia
garantisce alla città e all’area del sud che su di essa gravita, di essere connessa con città e paesi
europei molto importanti. Per alcuni collegamenti easyJet è l’unica possibilità offerta alla città di
collegarsi con alcuni paesi dell’Europa e del Mediterraneo. Un elemento significativo della
sensibilità etica di easyJet è che tutti i suoi dipendenti sono assunti con un contratto italiano. La
qual cosa, essendo easyJet una compagnia straniera, è particolarmente importante, perché di
solito non avviene così. Inoltre, distribuisce stipendi ai propri dipendenti mediamente più alti
rispetto alla media degli stipendi in Italia nel settore aereo.
1. Come si giudica una compagnia aerea?
In quanti modi si può considerare la presenza e gli effetti di una compagnia aerea in una paese o
in un territorio?
C’è il modo tradizionale, focalizzato sulle performance aziendali come il fatturato, il valore
aggiunto, la solidità finanziaria, il numero di dipendenti e altri indicatori ancora. Elementi tutti di
vitale importanza per gli azionisti della società. Ma c’è un altro modo però, ancora più importante,
di valutare gli effetti della presenza di una compagnia aerea, dal punto di vista della collettività, che
coinvolge la sua capacità di generare posti di lavoro, di creare ricchezza, e complessivamente
investe il modo attraverso cui aiuta lo sviluppo delle economie locali.
Non basta però fermarsi al pur centrale apporto economico che un’azienda fornisce alle economie
locali, perché l’azione di un’impresa coinvolge anche altre sfere sociali e persino valoriali, perché le
imprese nel loro agire fanno cultura collettiva, determinano anche modelli di comportamento che
diventano esemplari, al di là della dimensione economica. Ad esempio, è importante come
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un’azienda contribuisca a migliorare l’ambiente; è importante come un’azienda valorizzi le pari
opportunità di genere; è importante come definisce la qualità delle relazioni con i propri dipendenti
e con la clientela. Sono tre fattori cruciali attraverso i quali si valuta se la presenza dell’azienda sia
un fattore di miglioramento generale del contesto in cui agisce o meno.
In questo report ci concentreremo a valutare l’impatto di easyJet sull’economia italiana,
specificamente per le economie locali dove la compagnia è presente. Inoltre, faremo un
approfondimento anche sulle tematiche social-valoriali cui si è fatto cenno prima, che riguardano
gli aspetti più smart (ambiente, pari opportunità, relazioni con il personale) della sua azione.
2. L’impatto sull’occupazione e sul turismo
Una compagnia aerea serve a trasportare le persone e le merci e, in generale, a facilitare il
business, cioè la realizzazione dei programmi delle aziende che trovano un grande vantaggio dal
poter spostare le persone e le merci in maniera più veloce.
Il tipo d’impatto sull’occupazione ha perciò due modalità fondamentali attraverso cui si sviluppa e si
realizza. Il primo impatto comprende quello diretto, cioè il numero di persone che sono impiegate
nella compagnia e include anche l’effetto moltiplicativo che nasce dalla distribuzione di salari e
stipendi dei suoi dipendenti sull’economia locale. Il secondo tipo d’impatto, quello più importante, si
riferisce al supporto al turismo che i collegamenti aerei consentono. Vediamo perciò con maggiore
dettaglio i due effetti.
Effetti diretti sull’occupazione
Il numero di dipendenti italiani di easyJet è di 1.108 a ottobre 2016. Si tratta di lavoratori
contrattualizzati secondo il diritto del lavoro italiano, perciò seguono per intero le regole vigenti nel
nostro paese. Perciò non si tratta di addetti che operano in Italia e sono contrattualizzati in altro
paese (cosa possibile e talvolta consueta per altre compagnie). Il che permette, oltre a altre
considerazioni d’ordine extra-economico, di avere il massimo effetto moltiplicatore nel nostro
paese, perché comprende anche la parte di tassazione, di oneri contributivi e previdenziali che
arrivano tutti nel nostro pese.
Calcolando perciò gli effetti indiretti della distribuzione di salari e stipendi dei dipendenti diretti, cioè
calcolando l’effetto sui consumi che deriva dalla distribuzione di stipendi, si arriva a calcolare in
304 il numero di posti di lavoro aggiuntivi (oltre ai 1.108) che derivano dall’aumento dei consumi
derivante dagli stipendi.
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Effetti sul turismo
La gran parte dell’effetto economico di una compagnia aerea è naturalmente legato alla sua
capacità di trasportare le persone. Nel caso dell’Italia easyJet, guardando al 2015 complessivo, ha
trasportato 15milioni e 518mila passeggeri.
La metà circa dei passeggeri sono inbound per l’Italia, cioè sono cittadini che arrivano nella
destinazione italiana da un’altra destinazione, mentre l’altra metà circa è costituita da outbound,
cioè italiani che vanno all’estero.
Considerando la data di partenza e la data di ritorno è possibile calcolare con grande precisione
qual è la durata media del soggiorno. Nel caso di easyJet è di 5,7 giorni, perciò particolarmente
elevata. (Da notare che nelle città più grandi la durata media del soggiorno è di due notti,
nettamente più bassa di quella dei clienti di easyJet). Dalla moltiplicazione della durata del
soggiorno con la spesa media pro-capite al giorno (164 euro) si arriva a stimare la spesa turistica
complessiva, che nel nostro caso è di 7miliardi e 253milioni. Su questa base di spesa il numero di
posti di lavoro equivalenti creati è di 207mila e 994 unità.
Qui sorge la prima domanda: questi posti di lavoro ci sarebbero ugualmente se easyJet non ci
fosse, cioè non operasse, nelle aree dove opera? Questo dipende dalla circostanza se abbiano o
no delle alternative, rispetto a easyJet. In alcuni casi ci possono essere voli alternativi, ovviamente
con una limitatezza dei posti disponibili, ma in altri casi sarebbe ragionevolmente impossibile
arrivare in mancanza del volo easyJet. In mancanza del volo, ad esempio, diretto da Napoli a
Cracovia o ad Amburgo, è difficile pensare che le stesse persone farebbero comunque visita a
Napoli, anche perché buona parte della clientela è leisure, perciò probabilmente sceglierebbe altre
destinazioni di vacanza meglio collegate. Dall’insieme delle rotte in monopolio, da quelle dove la
quota parte del mercato di easyJet è superiore al 25 % o al 50 % e dalla pratica impossibilità di
raggiungere gli aeroporti serviti da easyJet, senza un collegamento aereo, si è arrivati a stimare
che l’84 % dei passeggeri trasportati da easyJet non avrebbero ragionevoli alternative di
raggiungere le stesse destinazioni in mancanza del diretto e specifico collegamento di easyJet.
Per queste ragioni la spesa turistica complessiva è stata decurtata del 16 %, che rappresenta la
quota di passeggeri che avrebbe un’alternativa teorica di arrivare alla destinazione senza easyJet.
Di conseguenza i posti di lavoro creati e attribuibili esclusivamente a easyJet e determinati dalla
spesa turistica sono 174.714, cui si devono aggiungere i dipendenti diretti e quelli generati dal
moltiplicatore della spesa degli stipendi, complessivamente 1.412, per cui la presenza di easyJet
garantisce, con la sua esclusiva attività, 176mila posti di lavoro.
Se, invece, calcoliamo anche la parte di easyJet che è sostituibile con altri mezzi di trasporto, ma
che comunque esiste nei fatti, si arriva alla generazione di 209mila posti di lavoro. Siamo perciò
davanti a un’azienda relativamente piccola in termini di persone occupate direttamente, ma che è
capace di garantire in esclusiva un gran numero di occupati.
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Tab. 1 – Impatto generale di easyJet sull’occupazione
Impatto sulla creazione dei posti di lavoro di easyJet Indicatore
Passeggeri 15.518.188
Posti di lavoro creati da spesa turistica (A) 207.994
- Percentuale di persone che non avrebbe potuto raggiungere 84 %
altrimenti la destinazione (B)
Posti di lavoro generati dalla presenza esclusiva di easyJet (C= A x 174.714
B)
Dipendenti diretti (D) 1.108
Posti di lavoro aggiuntivi derivanti dai consumi dei dipendenti (E) 304
Totale posti di lavoro diretti (F = D+E) 1.412
Totale posti di lavoro (equivalenti) dovuti esclusivamente alla 176.126
presenza di easyJet (C+F)
Totale posti di lavoro alla cui creazione contribuisce easyJet (A+F) 209.406
Fonti: Passeggeri, report interni easyJet, passeggeri trasportati da/per Italia in FY16 (da 1/10/2015 a 30/9/2016);
dipendenti diretti, dato interno easyJet, personale dipendente basato in Italia e assunto con contratto italiano in FY16 (da
01/10/2015 a 30/09/2016)
Tab. 2 – L’impatto di easyJet sull’occupazione negli ultimi dieci anni
Impatto di easyJet in 10 anni 2007 - 2016
Passeggeri 112.609.327
Posti di lavoro cumulati creati nel periodo 1.502.131
Fonti: Passeggeri: report interni easyJet, passeggeri trasportati da/per Italia in 10 anni, da FY07 a
FY16 (da 01/10/2006 a 30/09/2016).
3. Il valore cruciale di essere connessi
EasyJet serve oggi 134 aeroporti in Europa con più di 800 collegamenti. Ha oltre 10mila
dipendenti, di cui 2.300 piloti e 5mila addetti degli equipaggi. In Italia ha tre grandi basi negli
aeroporti di Milano Malpensa, di Napoli e di Venezia, con una presenza anche a Fiumicino. In
particolare Milano Malpensa è la sua più grande base europea, se si esclude quella londinese.
Nella sola Malpensa ha 1.200 addetti. La compagnia easyJet è la principale nell’aeroporto
milanese, ma anche a Venezia e a Napoli, mentre è la seconda compagnia a Pisa e Olbia. Perciò
tre dei più grandi aeroporti italiani hanno easyJet come principale compagnia, superando in questi
casi sia Alitalia che Ryanair.
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Il numero di collegamenti, il numero di aerei impiegati, il numero di passeggeri e il numero di
addetti sono i principali indicatori della dimensione di una compagnia aerea, ma ci sono altri
indicatori che danno ancora meglio l’idea dell’impatto di una compagnia su una specifica area
territoriale. Consideriamo, ad esempio, le rotte coperte in monopolio, cioè quei collegamenti che
non ci sarebbero se easyJet non operasse. Il caso in particolare riguarda l’aeroporto di Napoli. È
noto come il sud sia particolarmente penalizzato nei trasporti per due ragioni di fondo: la prima è
dovuta a un dato oggettivo: la grande distanza dal cuore della domanda turistica o delle regioni
industrialmente più sviluppate, perciò il collegamento aereo è l’unico possibile, non essendo
competitivo quello ferroviario o quello stradale; la seconda ragione è che non operando molte
compagnie aeree in queste aree, la presenza di easyJet è spesso vitale e perciò determina
l’apertura o meno di vie di traffico con città e nazioni altrimenti irraggiungibili, o meglio raggiungibili
con un dispendio di tempo e di risorse talmente elevato che ragionevolmente si tratta di alternative
puramente teoriche, ma irreali.
In particolare su oltre 30 collegamenti easyJet agisce da monopolista, perciò se non operasse non
ci sarebbe possibilità alcuna di collegare quelle città e per altre 70 rotte agisce con una quota di
mercato superiore al 50 %, cioè se easyJet non operasse la metà o più dei passeggeri non
saprebbe come raggiungere le città collegate.
La situazione è particolarmente significativa per Napoli, che è diventata base di easyjet nel marzo
2014, dove realizza 33 collegamenti, di cui 27 con città estere. Infatti, sarebbe molto difficile
arrivare nel capoluogo campano da città come Amburgo, Edimburgo, Atene, Cracovia, Praga o
Liverpool, se non ci fosse un collegamento diretto. Per tutte queste destinazioni l’unico mezzo di
trasporto è l’aereo, ma sarebbero necessari uno o più scali intermedi a tariffe molto alte per
arrivare a Napoli, il che finirebbe, di fatto, a escludere la città come destinazione turistica per un
gran numero di mercati. Ci sono poi i collegamenti con la Sardegna (aeroporti di Cagliari e di
Olbia) che insieme a quelli di Catania rappresentano rari collegamenti sud-sud che non sono mai
stati molto frequenti nella storia dei trasporti del nostro paese, perché tradizionalmente i
collegamenti sono sud-centro o sud-nord, ma raramente, appunto, sud-sud.
Questo aspetto è molto più importante di quanto generalmente si creda. Il turismo al sud è debole
soprattutto sul mercato dei week end, mentre sulle vacanze lunghe d’estate riesce a ottenere
quote di mercato soddisfacenti. Il mercato dei week end vive sostanzialmente intorno a due fattori:
buoni collegamenti aerei diretti e tariffe non elevate. Queste condizioni non esistono quando si
tratta di collegamenti con scali intermedi o con compagnie che praticano sostanzialmente tariffe il
cui prezzo è indicato più per il mercato business che per quello leisure. L’assenza di collegamenti
diretti sud-sud è una delle ragioni per cui il turismo nel Mezzogiorno non riesce a conquistare quote
di mercato significativo sul mercato dei week end. Avere una compagnia aerea che rende
disponibili i collegamenti sud-sud è un vantaggio non da poco.
In un mondo diventato estremamente competitivo, nel quale, ad esempio, essendo a Londra e
avendo disposizione un week end e una disponibilità economica minore di mille euro da spendere
nel viaggio, le alternative sono tantissime, non avere a disposizione un collegamento diretto, di
fatto, esclude le località non collegate dalla scelta. Perciò, se è sempre vera la legge che il
trasporto aereo è generato dalla domanda (di merci e di persone/turisti), è pur vero che per la
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domanda per la singola destinazione può essere identificata in maniera diretta dalla disponibilità
dei mezzi di trasporto. Senza collegamenti la domanda si rivolge altrove.
Tab. 3 – Collegamenti di easyJet secondo la quota di mercato
Collegamenti di easyJet secondo la quota di mercato Numero città
collegate
Totale collegamenti easyJet 200
Collegamenti con share di mercato del 100% 32
Collegamenti con share di mercato del 50 % o più 70
Fonte: dati interni easyJet, rotte da/per Italia operative in FY16 (da 01/10/2015 a 30/09/2016).
4. L’attenzione verso la qualità del lavoro
Si è detto all’inizio che un’azienda nel suo agire non solo ha influenza sugli indicatori economici,
ma estende la sua influenza anche sul piano sociale, delle relazioni di lavoro e persino su quello
etico. Vediamo come su questo piano easyJet esercita la sua influenza.
In questo ambito è più difficile assumere alcuni valori specifici come indicatori oggettivi e
incontrovertibili di una situazione o creare un ranking fra competitori. E’ utile tuttavia descrivere
come easyJet affronta alcune delle questioni più sensibili legate alla vita di un’azienda e al modo in
cui influenza, con le sue scelte, il clima generale del settore.
Vediamo in rapida successione i comportamenti di easyJet su alcuni dei piani più sensibili dove la
sua attività ha più rilievo. Il primo è quello delle relazioni industriali, cioè sul tipo di relazioni che ha
con i propri dipendenti. Il dato più rilevante è che tutti i dipendenti di easyJet che operano in Italia
sono assunti in Italia, secondo le leggi sul lavoro italiane e perciò la tassazione relativa ai contatti
di lavoro, la parte del salario integrativa e previdenziale, in breve tutto, è pagato in Italia. Non
sempre avviene così nelle aziende dell’aerotrasporto, soprattutto di quelle che hanno sede legale
all’estero. Capita spesso che vengano contrattualizzati secondo le norme del paese dove la
compagnia ha sede, ma non per easyJet, che invece osserva e rispetta il principio che il contratto
va stipulato nel paese dove si svolge la gran parte del lavoro, in questo caso in Italia.
Il secondo elemento riguarda gli stipendi medi distribuiti da easyJet. Si è già visto che nel
complesso, al lordo della tassazione, la retribuzione media lorda dei dipendenti di easyJet è di
59.321 euro l’anno (dati 2015). Ricordiamo che la retribuzione media lorda in Italia, sull’insieme dei
settori economici, è di 28mila euro annui e nello specifico settore aereo è di 38mila euro, perciò i
compensi distribuito da easyJet sono ampiamente superiori alla media dell’industria relativa.
Un aspetto importate è fornito dalla valorizzazione delle donne nella vita d’impresa. Nel caso di
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easyJet il 45 % del totale dell’occupazione è femminile, indicatore molto elevato che raramente si
ritrova nella generalità delle imprese. In particolare, se la statistica viene riferita solo alle persone
con più alta istruzione, allora si registra che su 100 impiegati della compagnia “graduate”, il 48 % è
costituito da donne, perciò un livello ancora più elevato. inoltre, easyJet va oltre le garanzie
contrattuali riservate alle donne che lavorano che hanno figli, in quanto permette il part-time fino a
18 mesi e per chi preferisse avere cura del figlio per un tempo più lungo prevede la possibilità di
un’aspettativa non retribuita fino a 24 mesi. Perciò la maternità ha una particolare e speciale
attenzione da parte della compagnia.
Un altro aspetto per cui esiste una grande sensibilità riguarda la salvaguardia dell’ambiente
naturale e la riduzione dei livelli di inquinamento. Su questo easyJet ha un suo particolare
vantaggio, perché portando al massimo il load factor, cioè il tasso di riempimento degli aerei,
riesce a ottenere una riduzione, per singolo passeggero, del 22 % di emissioni di ossido di
carbonio nell’aria. Inoltre easyJet ha oltre 250 aeromobili con una età media inferiore ai sei anni e
perciò si tratta di mezzi con minore emissione di agenti inquinanti. In sostanza l’attenzione
all’ambiente è massima.
5. La percezione di easyJet
Una parte importante delle performance di una compagnia dipende dalla capacità di offrire alla
clientela dei servizi efficienti, puntualità nei collegamenti, posti confortevoli, insomma adempiere a
quelli che sono i più importanti indicatori di solito utilizzati nel rapporto aereo.
Qui di seguito sono riportati i valori di alcuni indicatori per le prime tre compagnie aeree più
importanti che operano in Italia riferiti al primo semestre 2016. Per quanto ritarda la qualità
percepita nella puntualità, easyJet ottiene la migliore performance (solo l’11,5 % ritiene che abbia
un basso standard di puntualità) superando di poco Ryanair e, in misura più consistente, Alitalia. Si
colloca ancora al primo posto nella trasparenza percepita delle tariffe e questa volta con un
distacco netto rispetto alle altre due compagnie aeree. Infatti, solo il 14,17 % degli intervistati
sostiene che non offra tariffe trasparenti a sufficienza; al secondo posto Alitalia con il 17,83 % di
persone non soddisfatte della trasparenza delle sue tariffe e, infine, Ryanair che percepita non
trasparente nelle tariffe dal 17,83 % degli intervistati.
Gli aspetti critici che si riferiscono all’esperienza a bordo non confortevole si concentrano su
Ryanair (30,83 % insoddisfatti), mentre Alitalia si colloca al primo posto, seguita da easyJet. Sugli
orari scomodi, il risultato peggiore è ancora di Ryanair, mentre Alitalia è al primo posto, seguita
ancora da easyJet. Questa situazione, di migliore performance di Alitalia, seguita da easyJet con
Ryanair in coda, si registra anche quando si consideri l’insieme di servizi offerti ai viaggiatori e per
la collocazione fisica degli aeroporti serviti.
In sostanza abbiamo quattro fattori chiave nella percezione dei viaggiatori: la puntualità, le tariffe,
la qualità complessiva del servizio e la distribuzione fisica della rete degli aeroporti serviti. Sui primi
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due punti, quelli della puntualità e delle tariffe, easyJet vince sulle altre compagnie; sugli altri due
punti, che coinvolgono la rete complessiva degli aeroporti serviti e la loro collocazione, oltre che il
servizio nella sua totalità, Alitalia vince, ma easyJet si colloca subito dietro e davanti a Ryanair.
Tab. 4 - Opinioni sui servizi offerti dalle compagnie aeree
Caratteristica easyJet Ryanair Alitalia
Ha un basso record 11,50 12,00 19,25
di puntualità
Non è trasparente 14,17 18,25 17,83
nelle tariffe
Offre un’esperienza a 19,0 30,83 10,08
bordo non
confortevole
Non ha voli in orari 14,92 19,83 13,42
comodi
offre un servizio ai 14,50 19,00 10,67
viaggiatori non ricco
Vola da a per 17,67 21,00 11,42
aeroporti non troppo
comodi
Fonte: “easyJet Brand Tracker”, ricerca mensile MillwardBrown per easyJet, su base intervistati in Italia di ca. 200
persone al mese. Il dato sopra si riferisce a FY16 H1, quindi da 01/10/2015 a 31/03/2016.
Un’altra tabella mette in relazione il costo del biglietto con l’insieme dei servizi ricevuti. In sostanza
il rapporto tra prezzo pagato e qualità ricevuta. E’ l’indicatore fondamentale nel marketing e serve
a dare un’idea sintetica della percezione complessiva della convenienza, in senso lato, di una
compagnia. Nel rapporto qualità/prezzo easyJet si colloca al primo posto, seguita da Ryanair e da
Vueling, mentre al quarto posto si trova Alitalia.
Tab. 5 - Rapporto prezzo/qualità percepito per i servizi delle compagnie aeree
Compagnia aerea (dati 1. sem. 2016) il prezzo del biglietto vale il
valore del viaggio
easyJet 67,84
Ryanair 67,60
Alitalia 51,37
Vueling 61,14
Fonte: “easyJet Brand Tracker”, ricerca mensile MillwardBrown per easyJet, su base intervistati in Italia di ca 200
persone al mese. Il dato sopra si riferisce a FY16 H1, quindi da 01/10/2015 a 31/03/2016.
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6. Conclusioni: una compagnia orientata al sociale
Non sempre è evidente quanto una compagnia aerea sia cruciale nel determinare i destini di una
città o di un’area geografica. In buona sostanza, quando si esamina una specifica economia
territoriale e si guarda all’occupazione diretta di una compagnia aerea, i numeri, sempre
inevitabilmente piccoli, ma il suo ruolo è enorme per una serie di ragioni.
Innanzitutto perché nel sistema nervoso dei collegamenti la componente aerea è decisiva. Una
città senza collegamenti aerei è una città menomata, che non può espandere la propria influenza
oltre quello che permettono i collegamenti stradali e ferroviari. In un mondo globalizzato questo
non è uno svantaggio da poco. Le connessioni oggi sono la chiave dello sviluppo. Connessione tra
le persone (e l’aereo aiuta), connessione tra le imprese (e l’aereo aiuta), connessione tra i mercati
(e anche in questo caso, l’aereo aiuta). Perciò possiamo affermare che assumendo il principio
della connessione come uno dei driver determinanti per lo sviluppo, i collegamenti aerei sono il
fulcro, o uno dei fulcri, principali della rete di connessione tra le merci e le persone.
L’ambito ancora più specifico dell’economia territoriale dove la connessione aerea diventa
direttamente decisiva è quello del turismo. Alcuni mercati sarebbero semplicemente irraggiungibili,
soprattutto nel Mezzogiorno, se non ci fossero i collegamenti arerei; altri mercati avrebbero uno
svantaggio competitivo, se per arrivarci dovessero esserci più scali e non la via diretta; altri mercati
ancora sarebbero impoveriti nelle opzione se le alternative fossero solo l’automobile o il treno. Lo
stesso raggio d’azione di una destinazione turistica sarebbe minato, ridotto, compresso se non ci
fossero i collegamenti aerei.
Questo problema si avverte soprattutto nelle regioni meridionali, dove la lontananza dal cuore dei
mercati turistici (nord dell’Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia e Olanda per restare in Europa
e ovviamente per gli altri continenti in misura ancora maggiore) è l’elemento determinate. In un
mondo sempre più fungibile, per cui i benefit di una destinazione possono essere offerti anche da
decine, se non centinaia di altre destinazioni, la disponibilità dei collegamenti diretti è appunto
cruciale.
Perciò le compagnie aeree hanno un impatto diretto limitato in fatto di occupazione (nel caso di
easyJet abbiamo 1.142 posti di lavoro generati dai dipendenti della compagnia e dalla loro spesa
sui consumi), ma l’impatto è enorme quando si consideri la loro capacità di produrre reddito che
arriva dalla spesa dei passeggeri trasportati. Nel caso di easyJet abbiamo un valore di 207mila
posti di lavoro equivalenti creati dalla sua attività di trasporto. Anzi, per essere più esatti, se
easyJet non operasse avremmo 174mila posti di lavoro in meno. La differenza fra le due stime è
data dal 16 % che potrebbe arrivare nelle destinazioni servite con altra compagnia o con altra
modalità.
Proiettando questi valori all’indietro nel tempo, agli ultimi dieci anni, si può vedere che easyJet ha
generato in Italia un milione e 502mila posti di lavoro. Una cifra impressionante, se paragonata a
una qualunque altra impresa di pari fatturato, ma non impegnata nel campo dei trasporti aerei nei
modi specifici in cui lo è easyJet.
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Metodologia
La spesa turistica
La durata del soggiorno è calcolata considerando la differenza (numero notti) fra il giorno di
partenza e il giorno di ritorno dei passeggeri di easyJet. Per la spesa giornaliera dei turisti è stata
utilizzata una recente (marzo 2016) indagine Sociometrica in cui un campione di turisti delle
principali città italiane sono stati intervistati in ordine all’entità della loro spesa durante il soggiorno.
Per calcolare l’effetto sull’occupazione è stata utilizzata la matrice dell’economia italiana del CER,
Centro Europa Ricerche. Per calcolare l’effetto della spesa sull’occupazione (costo medio di un
occupato equivalente su base annua) è stato considerato il costo medio per occupato nel settore
dell’ospitalità (alberghi, ristorati) e del commercio.
Moltiplicatore dell’occupazione aggiuntiva diretta degli occupati di easyJet
L’entità dell’occupazione aggiuntiva determinata dalla spesa per consumi dei dipendenti in Italia di
easyJet è calcolata secondo la Tab. 8, utilizzando la matrice dell’economia italiana del CER, già
citata.
Quota parte dovuta all’esclusiva presenza di easyJet
Nel testo si citano due risultati: uno si riferisce all’imputazione dell’occupazione complessiva
dovuta alla presenza dei collegamenti di easyJet, o meglio alla sua capacità effettiva di trasportare
passeggeri, da cui deriva una spesa e perciò una domanda aggiuntiva per il territorio dove si
realizza; un secondo risultato si riferisce alla capacità esclusiva di easyJet di creare occupazione
aggiuntiva (sempre attraverso la spesa dei passeggeri), nel senso che non ci sarebbe altro modo
di crearla se non fossero i collegamenti operati da easyJet. L’indicatore è così costruito: si
prendono tutte le rotte operate effettivamente da easyJet, si osserva una per una se sono
ragionevolmente sostituibili con i collegamenti stradali o ferroviari, nel caso si escludono dal
computo dell’occupazione creata da easyJet; da quel che rimane si tolgono le rotte che sono
operate da altre compagnie nelle stesse condizioni di tempo (collegamenti diretti) e ovviamente di
luogo (stesso aeroporto o stessa città). Qualche rimane è considerato come vantaggio esclusivo
apportato da easyJet che nelle condizioni attuali non è possibile sostituire.
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Tabelle e grafici in appendice:
Graf. 1 - Collegamenti easyJet da Napoli, Milano Malpensa e Venezia
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Tab. 6 - Calcolo del reddito creato dalla spesa turistica
Reddito creato dalla spesa turistica indicatore
Passeggeri 15.518.188
Durata media (giorni) 5,7
Totale numero notti 88.453.671
% inbound (50%) 44.226.835
Spesa per day 164
Totale spesa 7.253.201.071
Pil corrispondente a un posto di lavoro 34.872
Posti di lavoro (equivalenti) creati 207.994
Fonte: idem tabelle precedenti. Spesa per day, Sociometrica, Pil relativo apposto di lavoro, CER
Tab. 7 - Collegamenti di easyJet secondo la quota di mercato sul singolo collegamento
Parte di collegamenti coperti da easyJet Numero città collegate
Totale collegamenti easyJet 200
Collegamenti con share di mercato del 100% 32
Collegamenti con share di mercato del 50 % o più 70
Fonte: dati interni easyJet, rotte da/per Italia operative in FY16 (da 01/10/2015 a 30/09/2016).
Graf. 2 - La crescita di easyJet (numero passeggeri per anno)
20,0
16,0
12,0
8,0
4,0
0,0
FY1998 FY2000 FY2002 FY2004 FY2006 FY2008 FY2010 FY2012 FY2014 FY2016
Fonte: Passeggeri: report interni easyJet, passeggeri trasportati da/per Italia in 10 anni, da FY07 a FY16 (da 01/10/2006
a 30/09/2016)
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Pagina 16 — PDF originale
Graf. 3 - Durata del viaggio dei passeggeri easyJet
22, 20,3 19,9
17,
16,5
13,1
11,9
11,
7,9 7,3
5,5
2,6
0,
0 notti 1 notte 2 notti 3 notti 5-6 notti 7-14 notti oltre 14 notti nd
Fonte: easyJet CRM database, permanenza media dei passeggeri easyJet in Italia. Periodo da 09/2015 a 09/2016
Tab. 8 - Stima degli effetti su consumi e occupazione della presenza di EasyJet in Italia
a. Numero dipendenti EasyJet nel 2016 1.108
(in unità)
b. Costo medio per dipendenti EasyJet* 59.321
(in €)
c. Aliquota contributiva media a carico del datore di lavoro e del dipendente (in %)** 38%
d=a×b×(1-c). Monte retribuzioni lorde EasyJet 40,8
(in mln€)*
e. Aliquota fiscale media effettiva 25%
(in %)**
f=d×(1-e). Reddito disponibile netto dipendenti EasyJet 30,6
(in mln€)**
g. Propensione al consumo delle famiglie italiane 92,2%
(dato relativo al 2015 in % - fonte Istat)
h=f×g. Consumi dei dipendenti JesyJet 28,2
(in mln€)**
i=h×m. Consumi totali (inclusi effetti indotti) 33,8
(in mln€)**
j=i-h. Consumi indotti sulla collettività 5,6
(in mln€)**
k=i×n. Numero di occupati derivanti dai consumi totali (inclusi effetti indotti) 304
(in unità)**
m. Moltiplicatore dei consumi** 1,2
n. Occupati per ogni mln€ di consumo totale** 9
Note: * Al lordo dei contributi a carico del datore di lavoro e dei lavoratori e delle ritenute fiscali. ** Valori stimati.
Fonte: CER, Centro Europa Ricerche
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The Economic Impact of easyJet
An assessment of the economic impact generated by easyJet's presence: routes, employment and value for the territories served.
