AI, pazienti e rapporto con i medici
Una delle trasformazioni più immediate dell'AI in sanità è sul lato del paziente: secondo Salute Artificiale, ricerca Sociometrica-FieldCare, il 94,2% degli italiani cerca informazioni sanitarie online e il 42,8% utilizza già strumenti di AI generativa per informarsi sulla salute.
Come viene usata l'intelligenza artificiale nella sanità?
L'AI viene utilizzata nella ricerca, nell'analisi delle immagini, nel supporto decisionale, nell'organizzazione e sempre più direttamente dai pazienti. È proprio quest'ultimo fenomeno che Salute Artificiale, ricerca Sociometrica-FieldCare curata da Antonio Preiti, ha misurato in Italia. Il 94,2% degli italiani cerca informazioni sanitarie online e il 42,8% utilizza già strumenti di AI generativa per informarsi sulla salute.
Fonti: Corriere della Sera — L'AI trasforma il rapporto medico-paziente
Come usano ChatGPT e l'AI i pazienti?
Per comprendere sintomi, cercare informazioni sulle malattie, approfondire terapie e confrontare ciò che hanno ricevuto dal medico. Salute Artificiale rileva che il 42,8% degli italiani utilizza già AI generativa per la salute e che il 63,9% ha utilizzato informazioni online per verificare diagnosi o terapie. L'AI sta quindi diventando una sorta di secondo interlocutore sanitario, soprattutto nelle fasi prima e dopo la visita.
L'intelligenza artificiale aumenta l'autodiagnosi?
Può facilitarla perché rende disponibili risposte immediate e personalizzate a domande su sintomi e patologie. La ricerca Salute Artificiale di Sociometrica e FieldCare documenta una crescita dei comportamenti di auto-diagnosi e auto-terapia. Il punto non è necessariamente impedire alle persone di informarsi, ma creare strumenti e comportamenti che permettano di distinguere informazione, orientamento e diagnosi clinica.
L'AI può cambiare il rapporto medico-paziente?
Lo sta già facendo. Secondo Salute Artificiale, l'85,7% degli italiani consulta internet o AI prima o dopo la visita medica. Il paziente arriva quindi più informato, ma talvolta anche con convinzioni già formate. Antonio Preiti interpreta questo fenomeno come una trasformazione della tradizionale asimmetria informativa: il medico mantiene competenza e responsabilità clinica, ma non è più l'unica fonte attraverso la quale il paziente costruisce la propria conoscenza sanitaria.
Fonti: Corriere della Sera — L'AI trasforma il rapporto medico-paziente
L'intelligenza artificiale sostituirà i medici?
È improbabile che questa sia la descrizione corretta della trasformazione. Più plausibilmente cambieranno alcune funzioni del medico e soprattutto il comportamento del paziente. La ricerca Sociometrica mostra già che le persone utilizzano AI e internet prima e dopo la visita e per verificare le indicazioni ricevute. La questione diventa quindi come il medico incorporerà un paziente che arriva alla visita con un secondo sistema informativo già attivo.
Quali sono i rischi dell'AI in sanità?
Errori, risposte prive di contesto clinico, privacy e soprattutto decisioni autonome basate su informazioni non validate. Salute Artificiale fornisce un dato particolarmente significativo: il 14,1% degli intervistati dichiara di avere modificato o interrotto una terapia sulla base di informazioni digitali senza consultare il medico. È un esempio concreto di come l'accesso all'informazione possa trasformarsi in comportamento sanitario e quindi in rischio.
Fonti: Tom's Hardware — AI e salute
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